Archive for November, 2007
Cybermobbing. Stronzi si nasce, online lo si diventa.
ST.LOUIS (Missouri) – Sedici anni, simpatico, bello, lui. Lei, quasi 14 anni, perennemente a dieta, insicura, da qualche anno in cura per depressione. Quando lui si affaccia su MySpace e inizia a fare l’amico, lei quasi non ci crede. Così Josh Evans entra nella vita di Megan Meier e illumina le sue giornate trascorse nella tranquilla provincia americana di Dardenne Praire, vicino a St. Louis. Ma quella che sembra una innocua amicizia virtuale fra ragazzini, innocua non è e finisce in tragedia. Da un giorno all’altro Josh scarica Megan senza motivo, coprendola di insulti. Lei non capisce e non si dà pace. “Tutti sanno chi sei. Sei una persona cattiva e tutti ti odiano. Che il resto della tua vita sia schifosa. Il mondo sarebbe un posto migliore senza di te”: questo è il testo dell’ultimo messaggio che Megan legge sconvolta, prima di suicidarsi per la disperazione, impiccandosi all’armadio di camera sua.
Non è finita qui. Josh – salta fuori dopo la morte di Megan – non è mai esistito. La sua identità virtuale, con tanto di foto e profilo dettagliato su uno dei siti più amati dagli adolescenti, è stata creata da due adulti: i genitori di una bambina di cui Megan era stata amica, ma con cui poi aveva litigato. Abitavano nella stessa strada e continuavano a vedersi ogni tanto. Era un “gioco”, uno scherzo per farle credere che qualcuno si fosse davvero interessato a lei, per scoprirne i segreti e le confidenze e poi riportarla bruscamente coi piedi per terra, facendo sparire il ragazzo e ricordandole che “Megan è una p…”, “Megan è grassa” e “nessuno vuole diventare amico di una ragazza che tratta male i suoi amici”.
Troppo perverso per essere vero? Eppure non è un film. E’ successo negli Stati Uniti, in Missouri, come racconta il giornale locale, il St. Charles Journal. E al di là della tragedia personale di Megan, adolescente depressa che da quando aveva trovato Josh sembrava diventata un’altra, solleva nuovamente il dibattito sui pericoli del cyberspazio e del cybermobbing, in particolare se a farne le spese sono ragazzini, adescati sui siti frequentati dai loro coetanei.
La madre di Megan non riesce a farsene una ragione: sapeva bene che su MySpace, con i suoi 70 milioni di utenti, non sempre chi si incontra è chi dice di essere. Sul sito la lista delle regole da rispettare è lunga, ma i controlli sono scarsi. Per questo controllava sempre quello che succedeva mentre Megan era collegata, ma proprio quel pomeriggio era dovuta uscire all’improvviso. Al suo ritorno a casa, aveva trovato Megan disperata e inconsolabile per quei messaggi cattivi. Neppure col padre aveva voluto parlare: era salita in camera dove si era chiusa, mentre i genitori erano di sotto a preparare la cena, e lì si è uccisa.
Dalla tragedia, successa nell’ottobre del 2006, la famiglia non si è più ripresa. Il colpo di grazia è stato scoprire, qualche settimana dopo, che dietro al ragazzo che aveva spezzato il cuore della loro figlia fino a farla morire c’erano due vicini di casa, che avevano pianto con loro la perdita della bambina. A rivelarlo è stata un’altra vicina di casa, che ha spiegato come sua figlia, della stessa età di Megan, avesse partecipato allo scherzo pensando che non ci fosse nulla di male, visto che ad idearlo erano stati i genitori della sua amica. La ragazzina aveva la password per accedere al finto profilo di Josh e sembra sia stata proprio lei a mandare quell’ultimo messaggio, il più spietato, che ha fatto disperare Megan.
La storia finisce qui: non ci saranno accuse penali per la morte di Megan, e i genitori non faranno causa, ma vogliono giustizia. La loro battaglia ora è per cambiare la legge: vogliono che quello che è successo alla figlia, di cui sono responsabili degli adulti, diventi un reato. Ed è per questo che raccontano il loro dramma. Alla fine, la scelta è stata di Megan, ricorda il padre Ron. “Ma è come se qualcuno le avesse messo in mano una pistola carica”.
La cacca.
Inviatami da un presunto esperto.
1. MATTUTINA: Senza lode e senza infamia, ha comunque un grande valore psicologico: scaccia tutti i fantasmi della notte e aiuta ad intraprendere con allegria il nuovo giorno.
2. COLLA: La più detestata. Non da particolare soddisfazione ne come
consistenza ne come aroma. Fa consumare una quantità industriale di carta
igienica e obbliga ad usare lo spazzolone.
3. MOUSSE: Anticamente detta BOASCIA, ha un odore forte e genuino. Si manifesta spesso quando si e’ un campagna per una passeggiata. Color
nocciola scuro e morbida.
4. CAPRINA: Un vezzo prettamente femminile: detta anche “A PALLETTONI”, questo tipo di cacca e’ l’unica ad essere anche rumorosa quando arriva a contatto con la superficie della tazza. Non ha particolare odore, e’ molto consistente, a forma di chicco di grandine. Colore scuro.
5. BOERO: Consiste nella combinazione tra durissima e liquida: prima si
espelle il “tappo” che frena la caduta della parte liquida. Di vario
colore, sorprende spesso chi non se lo aspetta.
6. MUNGO: Tra le più antiche specie. Lungo, consistente e profumato.
Colore chiaro, corrugato, questo modello ha il pregio di fumare sempre,
anche in estate.
7. TOTEM: della famiglia dei MUNGIDI, ha le stesse caratteristiche del suo antenato. Colore testa di moro, liscio, molto più profumato.
8. ZEPPELIN: Famiglia dei MUNGIDI. La sua particolare grandezza lo pone in cima alla classifica. In alcuni casi si pianta nella tazza e non c’è
verso di spezzarlo.
9. OMBRELLO: Trattasi di cacca pressoché liquida che fuoriesce ad
ombrello. Odore sgradevole, può procurare bruciori.
10. OMBRELLO IMPERIALE: Quando non e del tutto liquida e la sua caduta nella tazza crea simpatiche fantasie di colori e forme.
11. OMBRELLO IN TEMPESTA: Consistente come quello REALE e l’esatto opposto del BOERO: parte con l’ombrello liquido per finire con una sorta di meteoriti che agitano l’acqua della tazza provocando una vera e propria tempesta.
12. THRILLER: Si manifesta per lo più in coda sull’autostrada, colpisce
prima la parte alta dello stomaco. Dopo innumerevoli rimescolamenti
interni e pronta per l’espulsione. L’arrivo all’autogrill e’ un sogno.
Accompagnata sempre da copiosa sudorazione spesso non da il tempo
necessario per le operazioni di sistemazione sulla tazza.
13. FULL METAL JACKET: Si capisce già dal primo stimolo: un cazzotto nello stomaco che lascia senza fiato. Di dimensioni enormi, forme
spigolose. La totale fuoriuscita e’ spesso associata ad una piccola
quantità di sangue. Lacrima obbligatoria. Psicologicamente liberatoria,
ha in se la stessa sensazione del parto. Spesso ci si affeziona al
prodotto finale.
14. ALBANESE: Non ha particolarità ma viene fatta tra due macchine
nell’estremo momento del bisogno.
15. RAMSES II: Quando viene “mummificato” l’asse per una igienica seduta.
16. CIRCO TOGNI: In assenza di asse ci si arrampica e si sta in equilibrio sulla tazza.
17. KL: Quando non si ha voglia di praticare il CIRCO TOGNI, ci si mette a uovo, con performances degne di nota. Necessita il costante allenamento
dei quadricipiti.
18. ROCCO SIFFREDI: Solo maschile: capita spesso di mattina quando
coesistono erezione e stimolo della cacca: si pratica il KL ma seduti
sull’asse per controbilanciare.
19. EDERA: Questo simpatico modello non si stacca mai. Bisogna essere
allenatissimi nell’esercizio pubo-cocigeo per “tagliare” il parassita.
20. MAMBA NERO: Dimensioni piccolissime, colore nero, odore fortissimo.
21. BABY BOOM: Si manifesta dopo il cappuccino, ha l’odore della cacca dei poppanti, colore chiaro, consistenza media.