Archive for January, 2008

Mario Biondi live at Crowne Plaza.


31 Jan

Un lunedì sera diverso dal solito, un pubblico di 50 persone, 1 piano e lui.
Grazie luxgallery.it

Dr. House vs. George Bush


31 Jan

E questa notizia come me la sono persa?! Cmq da corriere.it

La requisitoria in un episodio non ancora uscito in Italia: «Siete senza l’assicurazione? Noi vi curiamo lo stesso»
Dottor House contro Bush: sanità per tutti
Il medico tv fa il pugno chiuso e proclama: «Ha ragione Michael Moore»

NEW YORK — Il potentissimo magnate conservatore Rupert Murdoch, grande alleato del partito repubblicano, si è ritrovato, suo malgrado, a dare una mano ai candidati democratici nella corsa presidenziale del 2008. In una puntata della popolarissima serie tv «Dr. House», trasmessa dalla sua rete Fox, il carismatico medico Gregory House si è scagliato contro le politiche sanitarie dell’amministrazione Bush, oggi difese a spada tratta da candidati repubblicani quali Rudy Giuliani e Mitt Romney. Nel quinto episodio della quarta serie, non ancora trasmesso in Italia, intitolato «Mirror, Mirror» (cioè «Specchio, specchio»), il protagonista (interpretato dall’attore inglese Hugh Laurie) chiede a una folla di pazienti radunati nell’atrio della clinica: «Chi di voi non ha un’assicurazione sanitaria?».

Quando la maggior parte degli interpellati alza la mano, il burbero medico risponde: «Michael Moore aveva ragione». Poi ordina «stanze private e costosi esami diagnostici per tutti questi pazienti» e dopo aver alzato il pugno sinistro (nel destro ha il bastone) esclama: «Fight the power», combatti il potere. Non è la prima volta che un programma tv cita il documentario «Sicko», l’appassionato j’accuse di Moore contro il sistema sanitario americano, attualmente al centro di un’indagine federale per le scene ambientate a Cuba, in barba all’embargo. Eppure nessuno, prima del Dr. House, aveva avuto il coraggio di sposare le sue tesi provocatorie in prime time. E anzi, dal New Yorker alla Abc, i media americani sono stati piuttosto inclementi con «Sicko ».

Ma in un anno in cui la riforma sanitaria è diventata uno dei temi centrali nella corsa per la Casa Bianca, «Sicko » ha rivitalizzato il dibattito tra i fautori di un sistema sanitario pubblico, di stile canadese ed europeo. L’unica consolazione per Murdoch è che l’episodio ha avuto un indice di gradimento ancora più elevato della puntata in cui il dottore dalle idee liberal scopre che una paziente simulava dei disturbi soltanto per poter ottenere un check-up gratuito—stava per perdere l’assicurazione sanitaria— che lui non le nega. Da qui alle elezioni del 2008, secondo indiscrezioni, Dr. House tornerà più volte ad occuparsi del rapporto tra politica e sanità. Col beneplacito di Mr. Murdoch, consapevole del fatto che, in tutti i sondaggi, gli americani pongono la riforma sanitaria in cima alle loro preoccupazioni. E non senza buoni motivi.

Uno studio svolto tra 12 mila adulti in 7 nazioni occidentali e pubblicato questa settimana dal Commonwealth Fund scopre che la sanità negli Stati Uniti è peggiore rispetto a quella degli altri sei Paesi esaminati: Inghilterra, Germania, Olanda, Canada, Nuova Zelanda e Australia. Non passa mese senza che una nuova statistica metta sotto accusa il sistema americano. Dai suoi altissimi indici di mortalità infantile, ormai da Paese del terzo mondo, all’epidemia di obesi: 33% contro il 3% del Giappone. Per non parlare dei 47 milioni di americani senza alcun tipo di copertura medica, a fronte del fatto che le spese sanitarie americane del settore pubblico e privato oggi superano il 16% del reddito nazionale (contro il 5% del 1950). Nonostante queste cifre allarmistiche, le proposte di riforma dei candidati democratici sono giudicate «insufficienti » e «inadeguate» da molti elettori. «Tutti hanno paura di un Billary-bis — spiegano gli analisti —, il replay dello sciagurato naufragio della riforma sanitaria varata dalla first lady Hillary Clinton, con il beneplacito dell’allora presidente Bill Clinton».

Easy Lover – Borat & Pamela


31 Jan

G&G meet up again.


30 Jan

Iniziativa Ambient (apparentemente no profit) per gli inguaribili romantici. 

L’autore sembrerebbe essere italiano, YguildorY
Obiettivo: solo un inno all’amore? Non so ma alla vigilia di San Valentino, la cosa puzza di Guerrilla Marketing.

A Roma per una notte.


29 Jan

Grazie a luxgallery (il portale del lusso) e alla sua newsletter oggi volo a Roma per partecipare all’evento Think Tank con Mario Biondi e l’High Five Quintet. Figata!

Per iscriversi alla luxletter e magari vincere i premi messi in palio ogni settimana, clicca qui

Lo squirting, questo sconosciuto.


26 Jan



Dopo aver appurato che “real doll”, “bdsm” e “realdoll” fanno arrivare più visitatori del mio stesso nome e cognome, e dopo aver preso la decisione di abbassare ulteriormente il livello socio-culturale del blog, non mi resta che far luce su quest’oscura questione: lo squirting o la c.d. eiaculazione femminile. Prima di leggere, se non sei di stomaco troppo debole puoi apprezzare da alcuni contributi di cosa stiamo per parlare: video squirting (sinceramente visto uno li hai visti tutti, ma non si sa mai, magari ci prendi gusto. O inizi a fare gag in ufficio tipo “Guarda che video porno ho trovato” e ti godi la faccia del malcapitato, mentre la malcapitata squirta).

Cmq da wikipedia.org l’enciclopedia libera (è bello vedere come io avvalori le mie più bieche depravazione blogghistiche citando fonti condivise, così da far apparire le stesse “post di costume” o “[pseudo]crociate per l’informazione”). Cmq:

Il termine eiaculazione femminile[1] si riferisce all’espulsione di un notevole quantitativo di fluido dall’uretra durante la stimolazione sessuale o in prossimità dell’orgasmo.

L’origine di questo fluido è sconosciuta, sebbene alcuni ricercatori abbiano ipotizzato che abbia origine dalle ghiandole di Skene (o ghiandole parauretrali). La possibilità o meno che ogni donna sia in grado di eiaculare in questo modo è ugualmente oggetto di controversie.

L’esistenza stessa del fenomeno è stata oggetto di controversie, e più recentemente l’eiaculazione femminile è stata confusa con l’incontinenza urinaria. In ogni caso, studi medici successivi al 2000 e in condizioni controllate hanno dimostrato un effetto bona fide non collegato all’urina.

La natura dell’eiaculazione femminile

L’eiaculazione femminile non è un concetto moderno. Il filosofo greco Aristotele ne annotava già l’esistenza[2], Galeno, nel II secolo, descrisse la prostata femminile; nel 1559, l’anatomista italiano Realdo Colombo riferì dell’eiaculazione femminile mentre spiegava le funzioni del clitoride, e nel XVII secolo, l’anatomista tedesco Regnier de Graaf scrisse, in un libro sull’anatomia femminile, di fluidi «che correvano fuori» e «che zampillavano» durante l’eccitamento sessuale[3].

Fino agli anni ottanta l’eiaculazione femminile era largamente ignorata dalla comunità medica. In quegli anni il tema ritornò a galla con il bestseller The G Spot: And Other Discoveries About Human Sexuality (Il punto G e altre scoperte sulla sessualità umana) scritto da Alice Khan Ladas, Beverly Whipple e John Perry. Il libro non solo riconosceva l’esistenza del punto G, ma portava all’interno della comunità medica l’eiaculazione femminile come principale fonte della salute sessuale delle donne.

Sebbene in molti nella comunità medica e scientifica abbiano ora riconosciuto l’esistenza del fenomeno, permane un largo vuoto quando si cerca di spiegare su basi scientifiche il processo di eiaculazione o la fonte del fluido stesso.

Sono stati condotti studi da medici quali Beverly Whipple, John Perry, Gary Schuback, Milan Zaviacic e Cabello Santamaria, ma i risultati sono stati limitati. Se comunque le informazioni in possesso non spiegano chiaramente la provenienza del fluido, le analisi chimiche effettuate sul fluido da numerosi team di ricerca hanno rivelato che non è urina (i livelli di creatinina e urea sono troppo bassi).

Ricerche

Sono stati compiuti diversi studi sui fluidi espulsi durante l’eiaculazione femminile per determinarne la composizione chimica. Attraverso le analisi chimiche[4] [5]è stato rilevato che il fluido espulso contiene:

  • glucosio (uno zucchero naturale) e fruttosio (un altro zucchero naturale, rinvenuto anche nel fluido seminale prostatico)
  • antigene prostatico specifico (PSA): un’enzima prodotto dalla prostata e presente nello sperma che il PSA mantiene fluido dopo l’eiaculazione. È stato ipotizzato che nella donna l’antigene venga generato dalle ghiandole periuretrali.
  • un livello molto basso di creatinina e urea: i due principali marcatori chimici dell’urina, rinvenuti ad alte concentrazioni nelle analisi dell’urina precedenti e successive all’eiaculazione[6].

Nel 1988, Milan Zaviacic, che dirige l’istituto di patologia dell’Università di Bratislava, pubblicò uno studio su cinque pazienti ricoverate, per problemi di fertilità, presso il reparto di ginecologia e ostetricia. La totalità dei campioni di una delle pazienti e un campione su quattro di una seconda donna del gruppo furono prelevati direttamente in laboratorio, i restanti a domicilio. In quattro casi su cinque, i campioni furono analizzati entro tre ore dal prelievo, mentre in quello restante furono analizzati tre mesi dopo. I risultati mostrarono, in tutti e cinque i casi, una concentrazione di fruttosio maggiore nel campione dell’eiaculato rispetto a quello delle urine.

Nel 1997, Cabello Santamaria analizzò le urine alla ricerca del PSA tramite MEIA (Microparticle Enzyme Immunoassaye, metodica immunoenzimatica a microparticelle) scoprì che il 75% del campione mostrava una concentrazione di PSA nelle urine post orgasmiche che non era presente nel campione pre orgasmico. Il fluido raccolto al momento dell’orgasmo (distinto dal campione delle urine) mostrò la presenza del PSA nel 100% dei campioni.[7]

Nel 2002, Emanuele Jannini dell’ Università dell’Aquila offrì una spiegazione per questo fenomeno, così come per le frequenti smentite della sua esistenza: le aperture delle ghiandole periuretrali sono di norma della dimensione dei pinoli, e variano nella dimensione da donna a donna, fino a quasi scomparire in alcune donne.[8] Se le ghiandole periuretrali sono la causa dell’eiaculazione femminile, questo può spiegare l’assenza di questo fenomeno in molte donne.

L’eiaculazione retrograda, dove il fluido viaggia fino all’uretere verso la vescica, potrebbe anche contare nell’assenza altrimenti osservata.

La ghiandole periuretrali e l’eiaculazione femminile

Le donne non hanno un esatto equivalente delle ghiandole maschili della prostata (una parte essenziale del sistema riproduttivo maschile), ma possiedono comunque organi secretori omologhi in quanto sviluppatisi dallo stesso tessuto embrionale (similmente alla relazione tra testicoli e ovaie), e che sono chiamati ghiandole periuretrali.

La dimensione e la struttura delle ghiandole periuretrali varia relativamente in modo considerevole, sembra, da donna a donna. Il fluido che produce è simile a quello prodotto dalla prostata maschile e, così come negli uomini, passa nell’uretra, e in qualche caso potrebbe passare nella vagina. Le ghiandole si riempiono con il fluido durante il rapporto sessuale e possono essere sentite attraverso il muro vaginale. Il rigonfiamento del tessuto circostante l’uretra, può essere una combinazione di ghiandole che si riempiono col fluido e del tessuto erettile delle donne che si solleva, il corpo spugnoso, che da dietro, negli uomini, consente l’erezione. Il sollevamento della parte non visibile del clitoride sarà inoltre evidente.

È questo, sembra, il ritmico contrarsi dei muscoli pelvici durante l’orgasmo che espelle il fluido accumulato come ultima componente dell’eiaculazione femminile. Il quantitativo di fluido rilasciato può essere considerevole, attraverso il ripetersi di riempimento e svuotamento delle ghiandole durante l’orgasmo.

Nella società

Controindicazioni mediche

La disinformazione riguardante l’eiaculazione femminile può portare a diagnosticare in modo errato il quadro clinico di fondo oppure a diagnosticare patologie inesistenti.

Gli studi attuali hanno oramai verificato che il fluido eiaculato è espulso attraverso l’uretra anche se permane la credenza errata – sostenuta anche dalla filmografia pornografica – che il fluido lasci il corpo attraverso la vagina. L’espulsione di un copioso quantitativo di fluido dalla vagina è chiamato, al contrario, scarico vaginale abbondante e può avere differenti cause:

  • scarico fisiologico – un abbondante quantitativo di scarico senza alcun disordine medico di fondo;
  • infezioni o malattie trasmesse sessualmente – presente con i tipici sintomi, tra cui prurito, cattivo odore e/o arrossamento;
  • un’infezione trasmessa sessualmente come la Trichomonas Vaginalis che spesso si presenta senza la sintomatologia tipica[9].

Per tali motivi è importante che ogni donna che accusi quantitativi non normali di scarico vaginale si sottoponga a test.

D’altra parte una donna che non sia stata informata correttamente sull’eiaculazione femminile potrebbe pensare di soffrire di incontinenza urinaria da stress e cercare un intervento medico. La cura per l’incontinenza urinaria da stress richiede spesso l’uso di medicinali o un intervento chirurgico, entrambi non necessari e pericolosi se la fonte del fluido è diversa. Prima di richiedere un intervento medico queste donne dovrebbero provare a verificare se il fluido è espulso dall’uretra e se si tratta di urina.

Pornografia

In alcuni film pornografici, le donne sono mostrate eiaculare un fluido chiaro o lattiginoso. Si tratta principalmente di produzioni “gonzo”, cioè realistiche e ottenute senza ricorrere a trucchi di alcun tipo. Ciononostante molte persone, che non hanno mai avuto esperienza personale diretta di eiaculazione femminile, ritengono le scene di questi film “fasulle”.

Nell’industria pornografica statunitense, Cytherea è generalmente riconosciuta come la “regina dello squirt”, a causa delle sue eiaculazioni particolarmente intense e voluminose. Altre eiaculatrici di fama sono Debi Diamond, Flower Tucci, Tianna Lynn, Dasha, Daphne Rosen, Fallon, Alisha Klass, Missy Monroe, Lily Thai, Nikki Charm, Annie Cruz, Nici Sterling, Sarah Jane Hamilton, Jada Fire e Ariana Jollee. Il genere è diffuso anche nella pornografia giapponese dove prende il nome di shiofuki.

Censura nei film inglesi

Nel Regno Unito, la British Board of Film Classification, l’ente britannico che si occupa della classificazione dei film, nega l’esistenza del fenomeno dell’eiaculazione femminile definendola come l’urinazione durante l’atto sessuale, ed escludendone in tal modo la rappresentazione a causa della normativa inglese sulla censura che viene imposta su ogni materiale che ricade all’interno della sezione 2 degli Obscene Publications Acts (Disposizione sulle pubblicazioni oscene)[10] che proibiscono la rappresentazione di pratiche di urofilia.

Cmq se hai avuto esperienza diretta del fenomeno, ti prego raccontamelo: lucabartoli@gmail.com

Wrestling Royal Rumble su SKY.


25 Jan

RADIO 20″
soggetto: RIUNIONE CONDOMINIALE.mp3
cliente: SKY PRIMAFILA
agenzia: forchets
copywriter: luca bartoli
direttore creativo: fabrizio ferrero

IL RITORNO DEI BEE HIVE


25 Jan

Da un commento arrivato stanotte a questo post.Parte quest’estate l’attesissimo Reunion tour dei Bee Hive che tocchera’ almeno 1o citta’ in Italia, ma anche Slovenia, Malta e Svizzera.Milioni di fans stanno aspettando questo evento da diversi anni.Il tour sara’ preceduto da un nuovo singolo “Dont’s say goodbye” registrato nelle scorse settimane tra New York, Milano e Napoli e che sara’ nelle radio da maggio 2008.Tra i fans sfegatati della band ci sono anche diversi personaggi oggi noti come Tiziano Ferro, Francesco Facchinetti, Laura Pausini, Sugar Free, Laura Bono, Studio 3 e molti altri….La formazione Bee Hive reunion e’ formata dai 4 membri originaliManuel “Matt” De Peppe, Pasquale “Mirko” Finicelli, Sebastian “Satomi” Harrison, Luciano “Paul” De Marini, piu’ una new entry, il nuovo bassista 22enne Tony Amodio (numero uno anche come cantante in Sud America col suo CD in spagnolo “Deja vu” disponibile anche su I TUNES). 

Meglio correre che piangere.


24 Jan

Io grazie a corsi e seminari è un po’che lo so, finalemente lo dicono anche i medici.

Da eurosalus.com 

La corsa al posto degli psicofarmaci;

anche la depressione grave migliora già in pochi giorni.

Che l’attività fisica faccia bene anche all’umore è una notizia di questi ultimi anni, ma si è sempre creduto che la sua efficacia dipendesse da una globale modifica dello stile di vita. Dall’aprile 2001, invece (grazie a uno studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine) sappiamo che l’azione antidepressiva della attività fisica, anche in caso di depressione grave, è evidente e documentabile già dopo 10 giorni.

Che l’attività fisica faccia bene anche all’umore è una notizia di questi ultimi anni, ma si è sempre creduto che la sua efficacia dipendesse da una globale modifica dello stile di vita.

Dall’aprile 2001, invece (grazie a uno studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine) sappiamo che l’azione antidepressiva della attività fisica, anche in caso di depressione grave, è evidente e documentabile già dopo 10 giorni.

E i termini del problema non erano certo semplici: i ricercatori berlinesi hanno studiato persone con un episodio depressivo maggiore che durasse già da oltre 6 mesi, e nei 10 giorni dell’esperimento hanno solo fatto correre ogni giorno per 30 minuti di fila su un tappeto ruotante queste persone (con i dovuti intervalli).

Gli antidepressivi iniziano la loro attività dopo circa 15 giorni dall’inizio della assunzione. La corsa agisce anche prima.

La media di durata dell’episodio, correttamente definito (secondo il DSM IV) episodio depressivo maggiore era di 35 settimane. Alla fine dei 10 giorni di prova sia i punteggi della scala di Hamilton (valutazione oggettiva della depressione) sia le autovalutazioni (soggettive) erano nettamente e significativamente migliorati.

Le spiegazioni dei risultati di questo studio pilota (Br J Sports Med 2001 Apr;35(2):114-117) possono essere diverse: si può infatti pensare al fatto che la corsa (o comunque l’esercizio fisico) favorisca la produzione di alcuni neurotrasmettitori che innalzano il livello dell’umore, oppure al fatto che la azione metabolica dell’esercizio influenzi il funzionamento cerebrale.

Vale la pena ricordare che la corsa è uno dei pochi sport in cui comunque si continua a volare: il corpo è obbligato a passare quasi la metà del tempo in cui corre completamente sollevato da terra.

Sembrerebbe una condizione opposta (anche a livello simbolico) a quella di chi è depresso, e forse favorisce il riequilibrio di questa condizione.

Una cosa è certa: questo studio dà ragione ai pochi ma validi psichiatri che sanno di poter intervenire su molte patologie psichiatriche facendo interagire terapia farmacologica, psicoterapia e terapia fisica.

Probabilmente con meno farmaci, maggior sviluppo di autonomia e maggiore efficacia.

Nuovi studi

Nuovi studi si sono in seguito succeduti nel confermare l’efficacia antidepressiva dell’esercizio fisico in qualunque modo venga svolto.

Uno studio americano (American Journal of Preventive Medicine, 2005, 28:1-8) ha illustrato una significativa riduzione dei sintomi, dopo 3 mesi, perfino nei soggetti che avevano effettuato solo esercizi di flessibilità. Ma nei depressi che si sono dedicati ad attività più intense, i disturbi si sono ridotti del 50%.

L’efficacia, secondo lo studio, aumenta dunque con l’intensità dell’esercizio, che sempre di più viene a rappresentare l’alternativa più naturale e piacevole ai farmaci.

Un’alternativa che non presenta comunque alcuna controindicazione ad essere associata ad altri trattamenti (siano essi farmacologici o di psicoterapia).

Un altro studio, questa volta olandese (pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, 2005, 39: e 15) ha invece dimostrato l’efficacia ‘anti-assenteismo’ dell’attività sportiva.

Nell’osservazione di 1228 lavoratori per 4 anni, si è potuto osservare che i soggetti che non facevano sport rimanevano più spesso a casa per malattia, e per tempi più lunghi rispetto ai loro colleghi più attivi.

Risultato: un minimo di 5 giorni di malattia in meno ogni anno, soprattutto per chi svolge lavori sedentari.

Se dunque l’attività fisica favorisce il buon umore, e mantiene in forma l’organismo e il sistema immunitario, è importante notare che questo non avviene solo a livello preventivo: chi fa sport, guarisce prima!

Ghostly Car Ad


24 Jan


Fa sempre il suo effetto.

www.lucabartoli.info – BBLOG

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