Archive for April, 2009

Luca Telese è Tetris. Esclusivamente per tutti.


30 Apr

E meno male che questa campagna conta solo 3 soggetti…

RADIO:

TETRIS. ESCLUSIVAMENTE PER TUTTI

Agenzia: D’Adda, Lorenzini, Vigorelli, BBDO
Direzione Creativa: Federico Pepe e Stefania Siani
Art Director: Luca Menozzi
Copywriter: Luca Bartoli
Account director: Chiara Niccolai
Fotografo: Andrea Melcangi
Casa di Produzione: Eccetera

da wikipedia

Luca Telese (Cagliari, 1970) è un giornalista, scrittore e autore televisivo italiano.

Indice

[nascondi]

Biografia

Giornalista parlamentare ed ex portavoce di Rifondazione comunista e poi nell’ufficio stampa del Movimento dei Comunisti Unitari, inizia la sua carriera collaborando con l’Unità, Il Manifesto, Il Messaggero e Il Foglio. Collabora anche con la società giornalistica “La Vespina” di Giorgio Dell’Arti.

Dal 1999 lavora per il quotidiano Il Giornale, occupandosi soprattutto di politica (seguendo il Partito Democratico e la sinistra in generale), spettacoli e cultura; nel 2003 inizia a collaborare con Vanity Fair.

Dirige la collana “Radici nel Presente” della casa editrice Sperling & Kupfer. La collana dedica molta attenzione a vicende storico-politiche scomode, «purgatorio infinito delle memorie indeterminate» con l’intento di illuminare «questa terra di nessuno così vicina e impervia, il nostro passato prossimo».[1]

È stato autore di alcune trasmissioni televisive (Chiambretti c’è, Batti & Ribatti, Cronache marziane) e conduttore del programma televisivo Planet 430, scritto insieme a Lorenzo Mieli e Vittorio Zincone.

Ha partecipato prima alla conduzione di Omnibus Estate ed ha appena concluso la trasmissione televisiva Confronti su Rai Due.

Nel 2007 ha presentato su La7 il suo nuovo programma Tetris che intreccia politica e Tv.

Sebbene lavori al Giornale, quotidiano di centro-destra, Telese continua a definirsi «un comunista italiano a lungo impegnato in un giornale di destra». [2]

Pubblicazioni principali

Ha pubblicato nel 2003 un libro-intervista con Sergio Cofferati, La lunga marcia di Sergio Cofferati.

Nel 2006 pubblica il libro Cuori Neri.

In esso Telese ripercorse l’assassinio di 21 giovani militanti di destra, principalmente del Fronte della Gioventù, durante gli anni di piombo. Il libro è stato il primo della collana “Radici nel Presente” da lui diretta.

Note

  1. ^ [1]
  2. ^ [2]

Collegamenti esterni

Bibliografia

Telese Luca raccontato da Luca Telese su lucatelese.it
Come non si diventa giornalisti. Lezione di Luca Telese a “CarpeDem”

Sono nato a Cagliari, nel 1970 nel mitico anno dello scudetto, ma sono cresciuto a Roma, cuore giallo-rossoblu. Mia madre è sarda anche se è nata a Brescia, mio padre è di Torre Annunziata, anche se è fuggito a Roma e cancellato le sue tracce di accento, io sono romano anche se nato nell’Isola. Mia madre era l’ultima di cinque figli, e mi ha avuto tardi: così mio nonno materno, Erminio (che è morto a 96 anni) era nato nel 1887, e mi raccontava di quando vedeva dei pazzi, sull’altipiano della Giara, che pretendevano di imparare a volare. La madre di mio padre, invece, come in una pièce di Edoardo, era una trovatella che era stata adottata, fatto per l’epoca quasi incredibile, da una famiglia di nobiltà decaduta. Il mio nonno paterno, invece, all’anagrafe fu registrato con il curioso nome di “Felicio” (in luogo di “Felice”) per un errore dell’ufficiale comunale. Mio padre, perso da una raptus filologico avrebbe voluto tramandare il nome e il refuso, mia madre per fortuna si oppose. L’eredità onomastica, per sua disgrazia, è toccata al primo cugino che è venuto dopo di me (ma lo chiamiamo comunque Felice). Nonno Felicio è morto giovanissimo di crepacuore, e così papà si è ritrovato capofamiglia di altri otto fratelli a vent’anni, e una cospicua eredità di debiti da sopravvivenza per i successivi trenta. Il primo quartiere della mia vita è stato Monteverde, borghese e spensierato. Poi, un cataclisma familiare, ci ha paracadutato in estrema periferia, a Cinecittà est, un quartiere marziano dove avevo una stanzetta con vita su un pilone dell’alta tensione – bzzzz prima di addormentarsi, ogni sera – e il raccordo anulare. Andavo a scuola in centro, tutti i gironi, con la Metro. E facevo a botte con le vecchiette, al capolinea, per trovare un posto a sedere. Per questo ogni giono per dieci anni ho letto mezz’ora all’andata e al ritorno: praticamente uno stage di cui i figli di papà del centro non hanno potuto usufruire. Per arrivare alla metro di Anagnina traversavo un pratone di fango che d’inverno diventava una laguna: quando pioveva si poteva passare un quarto d’ora a togliersi il fango dalle suole a carrarmato sui gradini della metro. E poi ero come una cenerentola che alle 23,30 vedeva partire la sua ultima carrozza per tornare a casa. Dopo quell’ora c’era solo un autobus notturno da Termini al cui confronto “Noi ragazzi dello zoo di Berlino” pare un parco a tema della Disney. Dopodiché, attraversavo il prato correndo nel buio pesto come un pazzo, lo confesso, perchè non si vedeva nulla e mi cagavo sotto dalla paura. Quando tornavo mia madre dal letto chiedeva: “Ma non è che sei passato per il prato!?”. E io: “Nooooh….”. La mattina quando si svegliava andava a controllare la suola delel scarpe ed erano cazzi (ma tutti gli stage hanno un prezzo, nella vita).

Fra le cose per cui vale la pena di vivere ci sono Laura e il nostro piccolo Enrico e la doccia rovente di prima mattina ascoltando la Sagra della primavera di Stravinsky. Amo i Beatles, soprattutto quelli di “Rubber soul”, Primo Levi e Pierpaolo Pasolini, il rock progressive dei vecchi Genesis, Peter Gabriel (all) e i fumetti – dai Bonelli al più grande di tutti i disegnatori: Magnus (il vero Maestro). Sulla cineteca dell’Arca, bisognerebbe portarsi: “Brazil” di Terry Gilliam, “A qualcuno piace caldo” di Billy Wilder, e “La vita è meravigliosa” di Frank Capra, “Ci eravamo tanto amati” di Ettore Scola e “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Milos Forman.

Ho iniziato a fare il giornalista a “Il Messaggero”, correva l’anno 1989, cadeva il muro di Berlino e io vincevo uno stage di tre mesi legato a una colletta di beneficenza. Non avendo parenti nel mondo del giornalismo, per diventare professionista ci ho messo la bellezza di dodici anni. Nel mezzo ho fatto tutto quello che si può fare di precario nel mondo della comunicazione: dalla stampa di t-shirt, all’ufficio stampa (grande palestra), dalle agenzie (la Dire) alle collaborazioni a singhiozzo con le redazioni più scalcagnate – anni indimenticabili – fino a quelle più blasonate (da “Cominform” a “Il Foglio”, a “Panorama”, passando per “Capital” e “GQ”). Tendenzialmente scrivo di politica, spettacoli e varia umanità. Il primo che mi ha assunto come giornalista è stato Pietrangelo Buttafuoco quando era direttore de “Italia Settimanale” (per la cronaca, il periodico chiuse dopo soli quattro mesi). Dal 1996 al 1998 lavoro da free lance per “Sette”, l’inserto del giovedì del Corriere della sera, con Andrea Monti prima e Maria Luisa Agnese poi. Nel 1998 mi assumono, naturalmente a termine, a “Il Corriere della Sera” (al politico, nella redazione di Milano). Dal 1999 sono a “Il Giornale”, chiamato da Maurizio Belpietro: oggi ho persino una qualifica: “redattore parlamentare”. Dal 2004 collaboro con “Vanity Fair” e, dallo scorso ottobre, con “Panorama”.

I primi passi nel fatato mondo della televisione, li ho mossi in una casereccia tv privata, “Teleambiente”, in cui potevo sbagliare tutto e imparare moltissimo: la tv era a Monteporzio Catone, a trenta chilometri da Roma, e ci andavo direttamente dalla Camera, in Vespa per montare i pezzi (ancora oggi mi chiedo come abbia potuto farlo, anche sotto i nubifragi per due anni). Poi ho fatto l’autore di “Chiambretti c’è” ( Rai Due, solo la prima edizione), “L’Alieno” (Italia uno), “Batti & ribatti” (Rai Uno), “Cronache Marziane” (Italia uno, solo la prima edizione) e nel 2006 ho condotto “Omnibus estate” (La7). Sono stato poi autore e conduttore di “Parenti Serpenti” e “Planet 430″ (su Planet, 2004 e 2005), e “Tetris” (su Raisat extra, 2006 e su La7, 2007). La banda di Tetris è cresciuta tutta insieme, all’insegna del “Surreality”: a furia di dire che volevamo fare proprio quello, ci siamo persino inventati un genere. Dopo un rocambolesco e memorabile risultato di ascolto (3.80 % di share medio su dieci puntate) la Sette si è miracolosamente decisa a farci fare una terza serie. Io sull’Auditel ho una mia teoria: non esiste. O meglio: non c’è più nulla di scientifico, sopratutto nei campioni piccoli. C’è però un omino addetto ad ogni programma, che disegna gli ascolti come si può dipingere un quadro, modulando la curva sui suoi gusti. Mi sono convinto che l’omino auditel di Tetris è un signore di una certa età, di buone letture, colto e simpatico, che ha deciso di regalarci qualcosa: spero vivamente che non lo mandino in pensione.

Ho scritto tre libri: “La lunga Marcia di Sergio Cofferati” (Sperling & Kupfer 2003), “Lula! Storia dell’uomo che vuole cambiare il Brasile e il mondo” (con Oliviero Dottorini – Castelvecchi 2003) e “Cuori neri” (Sperling & Kupfer 2006). Sempre per la Sperling curo una collana a cui tengo molto, “Le radici del presente”, che si occupa di raccontare il passato prossimo dell’Italia, quello che per i giornali è vecchio, per i libri di storia è prematuro e per noi è interessante. In uno dei volumi, “Vite ribelli” (2007), ho pubblicato un racconto lungo sul terremoto di San Giuliano che considero una delle esperienze giornalisticamente più formative della mia vita. In una raccolta della Cairo Editore, “Ti amo ti ammazzo”, ho raccontato, a modo mio, la storia de “La Marchesa a luci rosse” (Anna Casati Stampa, ovviamente) uno di quei delitti che superano di gran lunga l’immaginazione. In un’altra antologia “Invito alla festa con delitto” (2004) è pubblicato “L’Uomo che voleva uccidere Palmiro T.”, il racconto più narrativo in cui mi sia mai cimentato.

Mario Tozzi e il Trio Medusa sono La Gaia Scienza. Esclusivamente per tutti.


30 Apr

A proposito di post scritti dal mastodontico ego ecc. ecc.

RADIO:

LA GAIA SCIENZA. ESCUSIVAMENTE PER TUTTI

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Mario Tozzi (Roma, 13 dicembre 1959) è un geologo, divulgatore scientifico e giornalista italiano.

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Biografia

Laureatosi con 110 e lode/110 all’Università La Sapienza, poi dottore di ricerca e ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), si occupa dal 1996 anche di televisione, prima come esperto di Geo & Geo e altre trasmissioni, passando nel 2003 a Che tempo che fa. Oltre a essere primo ricercatore CNR, è responsabile per la divulgazione della Federazione Italiana Scienze della Terra. Dal 20 novembre 2006 presiede l’Ente Parco nazionale Arcipelago Toscano.
E’ vegetariano dal 1999[1].

Autore e conduttore televisivo

Dal 1997 ha condotto Gaia – Il pianeta che vive, e dal 2007, l’evoluzione del suddetto programma, Terzo pianeta. Tozzi è anche autore e consulente scientifico di entrambi i programmi. Collabora inoltre con una nota radio romana Radio-Radio, quale esperto, rispondendo alle telefonate dei radioascoltatori. Ha pubblicato molti articoli, anche su riviste internazionali, oltre a libri di diverso argomento. Ha la rubrica fissa sull’ambiente Un pianeta da difendere sulla rivista dei soci Coop Italia. A partire dal 26 aprile 2009, conduce insieme al Trio Medusa la trasmissione di divulgazione scientifica La Gaia Scienza sull’emittente televisiva La7.

Riconoscimenti

  • Premio Capo d’Orlando (2002)
  • Premio letterario scientifico Castello di Lerici (2004)

Bibliografia

  • Mario Tozzi, La dinamica della terra, 1997
  • Mario Tozzi, Annus horribilis, 1998
  • Mario Tozzi, Gaia. Viaggio nel cuore d’Italia, 2004
  • Mario Tozzi, Catastrofi. Dal terremoto di Lisbona allo tsunami del sudest asiatico: 250 anni di lotta tra l’uomo e la natura, 2005
  • Mario Tozzi, L’ Italia a secco. La fine del petrolio e la nuova era dell’energia naturale, 2006
  • Mario Tozzi, Italia segreta. Viaggio nel sottosuolo da Torino a Palermo, 2008
  • Mario Tozzi, Il grande libro della terra, 2008

Note

  1. ^ La spesa di Mario Tozzi

Voci correlate

Il Trio Medusa è un terzetto di comici composto da Gabriele Corsi (attore), Furio Corsetti (quasi architetto, in quanto gli mancano tre esami dal 2000) e Giorgio Maria Daviddi (biologo). Oltre a lavorare come conduttori nel programma radiofonico Chiamate Roma Triuno Triuno in onda quotidianamente alle 12.00 su Radio DeeJay, lavorano in televisione ne Le Iene.

  « Questa è proprio una ca…, una vera cazza…, una grande gigantesca strepitosa cazzata! »
 
(Trio Medusa)
  « Siete dei culattoni, e raccomandati »
 
(Il trio secondo Vittorio Sgarbi)

Biografia

La loro storia, raccontata in prima persona plurale nel libro Culattoni raccomandati, ha inizio quando in giovane età frequentano tutti e tre la stessa località di mare per le vacanze estive, Marina Velca. Qui, per ingannare il tempo, con l’aiuto di un compagno fidato e grazie ad un buco nel muro del garage di uno di loro, costruiscono la loro prima “emittente radiofonica” andando in onda a tarda notte, sulle frequenze di Radio Maria, che coprivano con scherzi, lazzi e soprattutto sigle dei cartoni animati.

Ancora oggi sono contraddistinti da una comicità irriverente che ha irritato molte delle persone dello spettacolo e della politica che venivano prese da loro di mira. Tra queste Vittorio Sgarbi, che in una puntata de Le Iene li ha ripetutamente insultati con l’espressione omofoba poi divenuta il titolo del loro libro, e che è diventato il bersaglio preferito dei 3.

Tra le tante gag è da ricordare quella in cui fanno domande imbarazzanti a personaggi del mondo dello spettacolo e della politica, dai quali, inevitabilmente, ricevono delle risposte di circostanza poco credibili che il trio sottolinea scoppiando contemporaneamente in sonore risate.

Si sono occupati spesso del tema degli incidenti sul lavoro, tanto da aver ricevuto una menzione speciale da Articolo 21.

Scrivono per il mensile XL.

In qualità di attori hanno fatto piccoli camei in La Mandrakata, in Boris 2. Hanno recitato in Natale a casa Deejay.

Tra gli altri riconoscimenti, hanno vinto anche il Premio Massimo Troisi, il Premio per la Satira Politica di Forte dei Marmi e il Premio Braille per l’impegno pubblico nel trattare temi sociali come la disabilità.

Sono stati premiati per sei anni di fila con l’Oscar della Tv per Le Iene.

Sono testimonial dell’organizzazione umanitaria Cesvi.

Nel 2008 hanno realizzato la campagna pubblicitaria del prodotto Tronky Ferrero.

Hanno doppiato il cartone animato Sons of Butcher.

Nella stagione 2008-2009 hanno commentato il Takeshi’s Castle per Gxt.

Nel marzo del 2009 son entrati a far parte del cast di Parla con me su Rai Tre nell’inedita veste di tre papà moderni che raccontano il mondo di oggi a un figlio, attraverso fiabe assurde.

Il Trio è “spaccato” in ambito calcistico: Daviddi è tifoso della Roma, mentre Corsetti e Corsi tifano per la Lazio.

Victoria Cabello è Victor Victoria. Esclusivamente per tutti.


30 Apr

Ti viene in mente un modo più autocelebrativo ed egoriferito di parlare di un personaggio solo perchè è stato testimonial di una tua campagna. Ai poster e alle affissioni l’ardua sentenza.

Vabbé questa è la campagna.

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VICTOR VICTORIA – ESCLUSIVAMENTE PER TUTTI

Agenzia: D’Adda, Lorenzini, Vigorelli, BBDO
Direzione Creativa: Federico Pepe e Stefania Siani
Art Director: Luca Menozzi
Copywriter: Luca Bartoli
Account director: Chiara Niccolai
Fotografo: Andrea Melcangi
Casa di Produzione: Eccetera

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Victoria Cabello (Londra, 12 marzo 1975) è una conduttrice televisiva italiana.

Carriera

Veejay storica di MTV (dal 1997 col programma Select), è stata anche una delle Iene nell’omonimo programma di Italia 1, dove si è occupata di interviste il più delle volte al limite del surreale con famosi artisti internazionali. Approda all’inizio della sua carriera in un’emittente televisiva svizzera dove conduce un programma scientifico e infine arriva a MTV Italia. Dopo aver condotto Select da Londra, passa a Cinematic e Week in Rock. Con ET, programma in onda quotidianamente, entra in confidenza con il mondo del gossip che è portata ad approfondire successivamente a Radio Deejay nel programma Victoria’s Secrets.

Nel 2004 prende parte alla mini serie televisiva di Canale5 Cuore contro cuore,nel ruolo della contabile Alice.

Ha affiancato Giorgio Panariello nella conduzione del Festival di Sanremo del 2006 insieme a Ilary Blasi, dove si è resa protagonista fra le altre cose di un’intervista a John Travolta pienamente nel suo stile.

Dal 2005 al 2008 MTV le affida la conduzione del talk show Very Victoria nel quale la mostra tutte le sue doti e qualità di intervistatrice che le hanno permesso di relazionarsi con ospiti importanti della televisione e dello spettacolo italiano.

Nel cinema debutta con una piccola parte in un film di Jerry Calà del 1995Ragazzi della notte“. Nel 2008 ne il Il cosmo sul comò di Aldo, Giovanni & Giacomo interpreta il quadro La Dama con l’ermellino.

Dal 2008 è protagonista dello spot televisivo Crodino come “moglie del gorilla”.

Dal 2009 conduce Victor Victoria su La7.

Vita privata

È stata legata sentimentalmente all’artista d’avanguardia Maurizio Cattelan.

Apple censura iBoobs per iPhone


29 Apr

è uno scandalo!

Puppy ha trovato un amico e ha iniziato la sua battaglia contro l’alcolismo.


24 Apr

In riferimento al post precedente.

E’ proprio vero, chi trova un amico (o un coniglietto rosa) trova un tesoro. E così il “salotto sottosoppalcato” di casa _B diventa teatro di una grande lotta per la vita.

PUPPY AGAINST DRINKING

Puppy si è dato all’alcool. Gioventù bruciata e perdizione in casa _B.


23 Apr

Complice il My Space 70 Quadrato Bianco by Dammi Design adibito a mobiletto degli alcolici nella casa di un praticamente astemio (se escludiamo una birra ogni tanto e la settimana del FuoriSalone)

L’alcolismo è una sindrome patologica determinata dall’assunzione acuta o cronica di grandi quantità di alcol. * L’intossicazione acuta da alcol F10.0 si instaura generalmente dopo un’assunzione superiore a 50 mg/100mL (109 mmol/L). La medesima può sopraggiungere a concentrazioni inferiori nel caso di soggetti suscettibili, più spesso per patologie enzimatiche. * La sindrome di dipendenza F10.2 si ha quando sono presenti tre o più dei seguenti criteri 1. bisogno imperioso o necessità di consumare dell’alcol (craving) 2. perdita di controllo: incapacità di limitare il proprio consumo di alcol 3. sindrome di astinenza 4. sviluppo di tolleranza 5. abbandono progressivo degli altri interessi e/o del piacere di consumare l’alcol 6. consumo continuo di alcol nonostante la presenza di problemi ad esso legati. La dipendenza può essere primaria (80% dei casi) o secondaria ad affezioni psichiatriche. Le persone con una concentrazione di recettori dopaminergici D2 cerebrali inferiore alla norma (determinata geneticamente), hanno un rischio più elevato di sviluppare una forma di dipendenza.[senza fonte] Indice [nascondi] * 1 Gli alcolismi * 2 Diagnosi * 3 Effetti neurologici * 4 Terapie * 5 Aspetti sociali * 6 Organizzazioni e sostegno * 7 Farmacologia * 8 Voci correlate * 9 Altri progetti * 10 Collegamenti esterni Gli alcolismi [modifica] Piuttosto che di tipologie dell’alcolismo sarebbe più corretto parlare di alcolismi, tuttavia meritano attenzione alcuni tentativi classificatori, se non altro come contributi clinici storico-antologici. La prima classificazione degli alcolisti che ha tenuto conto degli aspetti sociali, psicologici, medici del bere è quella di Jellinek (1960) che individuò cinque diverse categorie: * Bevitori alfa: consumatore che beve per disinibirsi, per allentare i propri freni. * Bevitori beta: bevitore occasionale. Questi due tipi non sono affetti da dipendenza, ma hanno un maggior rischio, rispetto alla popolazione generale. * Bevitori gamma: in questa categoria rientrano coloro la cui caratteristica centrale è la perdita di controllo. Sono soggetti che possono anche astenersi dall’alcol, ma nel momento in cui ne iniziano l’uso lo fanno in modo incontrollato. * Bevitori delta: è l’etilista soggetto a crisi di astinenza. Spesso necessitano di ricoveri in ospedale a causa delle complicazioni organiche e delle crisi astinenziali, ma tornano a bere non appena dimessi. * Bevitori epsilon: il soggetto è un bevitore episodico, con periodi di eccesso (per es. sobrio durante tutta la settimana, ubriaco nel weekend). Comprende anche quei soggetti che possono astenersi dal bere anche per lunghi periodi, poi improvvisamente ricominciano in modo incontrollato. Cloninger (1987) in base ad altre osservazioni individuò due sottogruppi principali di alcolisti, uno ad eziologia genetico-ambientale, l’altro prevalentemente genetica. * Tipo I: l’esordio dell’alcoldipendenza e dei problemi alcolcorrelati è tardivo (dopo i 30 anni) e raramente accompagnato da comportamenti aggressivi o da complicazioni legali o sociali dovute all’abuso di alcol. * Tipo II: è più frequente nei maschi; ha un esordio più precoce (prima dei 25 anni) ed è legato a problemi sociali e legali. Il contatto con i Servizi sanitari è precoce; spesso in questi soggetti si riconoscono disturbi antisociali di personalità e casi di alcolismo e depressione nei familiari di primo grado. Altre classificazioni si sono basate sulle caratteristiche di personalità del bevitore Bevitore compulsivo: beve ogni giorno fino ad ubriacarsi; dopo aver iniziato a bere, non riesce più a controllarsi. Smette soltanto perché lo stato di incoscienza, la fine del denaro o interventi esterni lo costringono ad arrestarsi. Riesce a trascorrere brevi periodi di astinenza o intervalli fra le bevute, ma il primo sorso di alcol fa immediatamente scattare il comportamento del “tutto o nulla” e continua a bere fino a ubriacarsi. Questo tipo di bevitore tende a colpevolizzarsi, talvolta è aggressivo e desideroso di affetti, ma in fase di intossicazione alcolica può trasformarsi completamente alternando l’aggressività alla depressione. Bevitore gregario: corrisponde all’alcolista da bar o da trattoria di paese, che di rado perde totalmente il controllo: ingerisce grandi quantità di alcol, ma riesce a smaltirle nelle serate in compagnia. L’alcol ha la funzione di elemento unificante tra i singoli bevitori che, pur avendo personalità diverse, riescono generalmente ad armonizzare tra di loro, a scambiarsi formule semplici per la risoluzione dei problemi del mondo, a darsi pacche sulle spalle, ad abbracciarsi e ad avere atteggiamenti di intima amicizia. In genere il gregario non soffre di particolari frustrazioni o conflitti in quanto delega al gruppo i suoi sentimenti repressi e i suoi problemi. In questa categoria di bevitori rientrano coloro che bevono per identificarsi in un modello culturale, per esempio gli artisti o gli studenti del campus universitario. Sovente il modo di bere del singolo si adatta a quella del gruppo, tanto che l’uscita da questo può portare anche a una riduzione dell’abuso di alcol; perciò l’appartenente a questa tipologia dovrebbe essere colui che ha la prognosi più favorevole nei confronti del bere. Bevitore autistico: corrisponde al clochard, al mendicante-assistito, al barbone per vocazione, all’artista introverso e chiuso al mondo. Sono in genere persone emarginate dalla società o per rifiuto o per costrizione, ma che non sono necessariamente “fuorilegge”. Vivono grazie all’assistenza o a un’attività minima che consente loro di sopravvivere. L’alcol potrebbe essere il mezzo di consolazione per la situazione vissuta, oppure potrebbe essere stato la causa di questo tipo di vita. Talvolta questo tipo di bevitore vive momenti di grande generosità, di acquisti insensati e di tentativi di mutamento radicale della sua vita. L’alcolismo autistico può anche rappresentare il punto di arrivo di altre forme di alcolismo, soprattutto quando il soggetto subisce un’emarginazione violenta durante il suo percorso di etilista. Questo fa sì che l’appartenente a questa tipologia sia difficile da curare e da disintossicare.Bevitore solipsistico: corrisponde al professionista che si chiude nello studio e passa buona parte del tempo a bere, soprattutto superalcolici. Questo tipo di bevitore sfoga nell’alcol le tensioni della vita quotidiana, la sua paura di non farcela e di non essere all’altezza.. La società o, a suo tempo, la famiglia contribuiscono a creare la paura di non essere all’altezza, di non essere capace di soddisfare il suo compito e a creare, quindi, una situazione di grande conflitto. Il soggetto spesso diventa alcolista non quando si impegna per soddisfare la sua immagine, ma piuttosto quando si accorge che questa era coatta. Può essere definito un alcolismo da successo, e si può manifestare in tutte le classi sociali quando il punto d’arrivo non è in sintonia con i reali investimenti personali. L’alcolista solipsistico nega la sua dipendenza, la nasconde, se ne vergogna e la giustifica. Bevitore regressivo: è colui che beve periodicamente, intervallando mesi di eccessi a mesi di bevute normali. È un soggetto che cerca di controllarsi, ma in situazioni a rischio, come in compagnia, a un ricevimento o quando la scelta delle bevande è ampia, difficilmente riesce a mantenere i buoni propositi Il soggetto insomma è consapevole del problema e pur essendo in grado di autocontrollarsi, si lascia coinvolgere facilmente in situazioni di tipo disinibitorio e di eccesso. La ricaduta lo riempie di vergogna, d’impotenza, ma anche di aggressività. Bevitore reattivo: incontra l’alcol in conseguenza di una situazione dolorosa, come un lutto, e il tutto assume il carattere di una crisi. Non essendo in grado di reagire diversamente, beve e questo accentua la disperazione che ha scatenato la situazione. La battaglia contro l’alcol diventa particolarmente fallimentare e destinata a cocenti sconfitte, perché l’alcol diviene il mezzo per sopportare, per lenire le paure e il dolore, diventando così un sostituto affettivo gratificante e soddisfacente. Anche la casalinga frustrata e insoddisfatta del suo ruolo corrisponde a questa tipologia di bevitore, perché l’alcol diventa il mezzo compensatorio della situazione a cui non riesce a ribellarsi e diviene una forma di aggressione nei confronti dell’uomo che la fa sentire una donna-oggetto. Bevitore pulsionale: è colui che, pur bevendo in modo eccessivo se sollecitato emotivamente, pur ricorrendo all’alcol per eludere l’ansia e i conflitti, è consapevole della sua dipendenza, ma cerca l’alcol volontariamente, perché questo assume il significato di sedativo e diventa una fonte di piacere. Anche se è consapevole dei danni che si procura, preferisce bere per affrontare situazioni di tensione o di noia quotidiana. La pulsione di bere è intimamente accettata e lo smettere viene vissuto come un tremendo dispiacere e un progetto sempre futuro. Questa dipendenza ricorda molto quella del fumatore che considera il fumo come una parte del suo vivere normale. Diagnosi [modifica] La diagnosi si pone quando si ottiene almeno un si alle seguenti domande (CAGE test) * Cut down ha mai avvertito la necessità di ridurre l’assunzione di alcol? * Annoyed è mai stato infastidito da persone che hanno criticato la sua eccessiva assunzione di alcolici? * Guilty si è mai sentito in colpa o a disagio per aver assunto degli alcolici? * Eye opener ha mai bevuto un bicchiere appena sveglio per combattere l’ansia o eliminare i postumi della sbornia? L’alcolismo è una minaccia per la vita e spesso porta alla morte, specialmente come causa di malattie del fegato ed emorragie interne. Ci sono anche altri rischi di morte derivanti dall’assunzione di alcol, come gli incidenti alcol-correlati (sul lavoro, stradali, ecc.) o il suicidio, anche fra i giovani alcoldipendenti. La dipendenza da alcol è più dura da spezzare e molto più dannosa di molte altre sostanze che provocano dipendenza. I sintomi fisici durante l’astinenza da alcol sembrano essere uguali a quelli sperimentati nella fase di astinenza dall’eroina. I disturbi correlati all’alcol sono identificabili come: * Intossicazione * Abuso * Dipendenza * Astinenza * Delirio da intossicazione * Delirium tremens (da astinenza) * Demenza persistente * Disturbo amnestico persistente Per tutti i seguenti occorre individuare se son dovuti a intossicazione o ad astinenza: * Disturbo psicotico o con deliri o con allucinazioni * Disturbo dell’umore indotto * Disturbo d’ansia indotto * Disfunzione sessuale indotta * Disturbo del sonno indotto * Depressione Effetti neurologici [modifica] L’alcol agisce direttamente sui neuroni. Aumenta la funzione del GABA, che è il principale amminoacido inibitorio del sistema nervoso centrale, aumenta il rilascio di dopamina, stimola il rilascio di sostanze oppioidi, ed ha proprietà anestetiche. Gli effetti neurologici causati dall’alcol sono: * Astinenza Sintomi frequenti al mattino dopo l’astinenza notturna, costituiti da tremori, senso di angoscia, irritabilità, nausea, vomito, inappetenza. I sintomi regrediscono appena l’alcolista inizia a bere. Con il tempo la sintomatologia peggiora e sopraggiungono anche tachicardia, arrossamento del viso e delle congiuntive, illusioni (disturbi percettivi), allucinazioni uditive e visive (zoopsie, di visione persone, naturali e piacevoli oppure terrificanti). * Convulsioni da astinenza Sopraggiungono tra le 13 e 24 ore dopo aver smesso di bere e di solito si risolvono spontaneamente. * Delirium tremens é un delirio causato dalla deprivazione alcolica. Si manifesta con delirio, agitazione, allucinazioni, convulsioni, tachicardia, febbre, disidratazione, sudorazione profusa, insonnia. La fase acuta dura circa tre giorni e si risolve poi con un lungo sonno profondo. * Degenerazione cerebellare alcolica è associata ad atassia agli arti inferiori, tremore a riposo ed intenzionale. è caratterizzata dalla degenerazione delle cellule del Purkinje. Questa malattia è diagnosticata attraverso la TAC e la RMN, che permettono di individuare la degenerazione. La terapia consiste nella somministrazione di Tiamina. * Encefalopatia acuta di Wernicke e Sindrome di Korsakoff L’encefalopatia acuta di Wernicke è dovuta ad una carenza di vitamina tiamina. Si manifesta con un’alterazione dello stato mentale, atassia, ed oftalmoplegia. Il ritardo della terapia può portare a demenza anamnestica cronica permanente (psicosi di Korsakoff). Il trattamento consiste nella somministrazione di Tiamina. * Idiosincrasia alcolica Questa patologia può sfociare in un comportamento aggressivo, spesso associato a fenomeni psicopatici e criminali. * Demenza alcolica e atrofia cerebrale è la via finale comune di tutti gli alcolisti che non rinunciano all’alcol. Si ha una progressiva perdita dell’integrità della persona. * Malattia di Marchiafava e Bignami è rappresentata da una degenerazione della mielina delle fibre del corpo calloso con relativa conservazione degli assoni. Il corpo calloso appare incavato, rossastro, grigio-giallastro. In questi pazienti, vi era uno stato di demenza, apatia, spesso commettevano atti e reati a sfondo sessuale. Terapie [modifica] I trattamenti per l’alcolismo includono programmi di disintossicazione gestiti da istituzioni mediche. Questi possono richiedere il ricovero di un paio di settimane in reparti ospedalieri specializzati dove possono essere somministrati farmaci per evitare i sintomi dell’astinenza. Dopo la disintossicazione, si usano diverse forme di terapia di gruppo o di psicoterapia, per occuparsi dei problemi sottostanti. Queste terapie possono essere supportate da farmaci quali il Disulfiram (nomi commerciali: Antabuse o Etiltox), che causa un forte e rapido malessere dopo anche la più piccola dose di alcool ingerita. Qualora si riprendesse il consumo di alcol (in presenza di questo farmaco) possono avvenire conseguenze assai gravi e persino la morte. Un altro programma di trattamento è basato sulla terapia nutrizionale. La maggior parte degli alcolisti accusano problemi nel trattamento degli zuccheri, con resistenza dell’insulina, che può essere trattata con una dieta ipoglicemica. L’ipoglicemia causa un livello discontinuo di zuccheri nel sangue ed il relativo apporto al cervello. Ciò coinvolge il comportamento e gli stati emotivi spesso riscontrati fra gli alcolisti in trattamento. Gli aspetti metabolici dell’alcolismo sono spesso trascurati con conseguenti cattivi risultati di trattamento. Aspetti sociali [modifica] I problemi sociali derivanti dall’alcolismo possono includere la perdita del lavoro, problemi finanziari, condanne per crimini come la guida in stato di ubriachezza o problemi di ordine pubblico, perdita dell’alloggio e perdita di rispetto da parte di chi vede il problema come un vizio facilmente evitabile. Studi approfonditi, dimostrano che l’alcolismo interessa non soltanto gli alcolisti ma anche e profondamente i membri delle loro famiglie. I loro bambini possono essere influenzati anche da grandi, generando quella che comunemente viene definita la sindrome dei figli adulti degli alcolisti, e anche prima della nascita, generando la cosiddetta sindrome fetale da alcol nei bimbi nati da madri alcoliste. Molti sono erroneamente convinti che quando la persona ha rinunciato a bere, il problema sia pressoché risolto. Tuttavia la gran parte di persone che ha smesso di bere continua a definire sé stesso “alcolista” o “alcolista in trattamento”. Organizzazioni e sostegno [modifica] Tra le organizzazioni che si occupano degli alcolisti vi sono (in ordine alfabetico): * Alcolisti Anonimi (AA) * Gruppi Familiari Al-Anon (Per amici e familiari di alcolisti) * ACAT Associazione dei club degli alcolisti in trattamento * Nuclei operativi alcologia (NOA – Istituiti e gestiti dalle ASL * si possono ricevere informazioni chiamando il numero verde Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità: 800632000 Farmacologia [modifica] Gli agenti farmacologici usati (sotto stretto controllo medico) nel trattamento dell’alcolismo includono:  ansiolitici come benzodiazepine per trattare i sintomi dell’astinenza Disulfiram e Naltrexone per migliorare l’arrendevolezza al piano di astinenza GHBS (sodio oxibato) sia nella sindrome di astinenza acuta, che nel trattamento a breve e medio-lungo termine della dipendenza da alcool la farmacopea standard di antidepressivi, ansiolitici ed altri psicotropici farmaci per trattare i sottostanti disturbi dell’umore, nervosi e fisici connessi con i sintomi dell’alcolismo

In casa _B è arrivato Puppy!


22 Apr

In attesa che arrivi la tv per fargli compagnia quando rimane solo durante il giorno.

Ed ecco il miglior amico di Puppy.

Sabrina (Salerno) – Boys, boys, boys.


20 Apr



Boys, boys, boys
Boys, boys, boys
Boys, boys, boys
Boys, boys, boys

Sunshines down
So come to town
Set your body free
Hold me tight
My love tonight
Tell me you believe

Everybody, summertime love
You’ll remember me
Everybody, summertime love
Be my lover, be my baby

Boys, boys, boys
I’m looking for a good time
Boys, boys, boys
Get ready for my love

Boys, boys, boys
I’m looking for the good time
Boys, boys, boys
I’m ready for your love

Stay around
The sun goes down
Babe I’m feeling right
Take a chance
With love romance
Have some fun tonight

Everybody, summertime love
You’ll remember me
Everybody, summertime love
Be my lover, be my baby

Boys, boys, boys
I’m looking for a good time
Boys, boys, boys
Get ready for my love

Boys, boys, boys
I’m looking for the good time
Boys, boys, boys
I’m ready for your love

Boys and girls in the summertime love
Summertime love on the beach tonight
Say hey, say you, say me, say what
Everybody has gotta car
Don’t stop, don’t move
I just get your body in the groove
I said hey, I said who
I said me, I say you gotta get in the groove

Boys, boys, boys
In the summertime love, in the summertime love
Boys, boys, boys
Let’s summertime roll, let’s summertime roll
Boys, boys, boys
In the summertime love, in the summertime love
Boys, boys, boys
Let’s summertime roll, let’s summertime roll

Everybody, summertime love
You’ll remember me
Everybody, summertime love
Be my lover, be my baby

Boys, boys, boys
I’m looking for a good time
Boys, boys, boys
Get ready for my love

Boys, boys, boys
I’m looking for the good time
Boys, boys, boys
I’m ready for your love

Mistress brasiliana a Roma cerca schiavi!


20 Apr



Senti che annuncio:

Mistress brasiliana a Roma cerca schiavi!

Ma com’è che i colleghi mi girano tutte queste cose?!

Il più grande copywriter della storia.


17 Apr

Ognuno ha i suoi modelli, questo è e resta il mio.

www.lucabartoli.info – BBLOG

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