Archive for July, 2009

L’elefante gay.


16 Jul

Ascoltala e rispondimi: non vuoi averla anche tu come suoneria del cellulare?

La parola all’autore da lelefantegay.myblog.it/:
LA VITA E’ UNA LAVAGNA VUOTA tutta da riempire.
A volte scrivi, altre cancelli. Un giorno ora lontano su quella lavagna scrissi ‘L’elefante gay’. Non so come, ma l’idea fu fulminea. Avevo già scritto – e anche cantato – due canzoni sul mondo dell’omosessualità, così lontano dal mio. Dopo ‘Tommi’, per gli uomini, e ‘Donna più donna’, per le donne, ‘L’elefante gay’ chiuse la trilogia ‘gaia’ rivolgendosi al pubblico più delicato: i bambini. (Poi magari ti accorgi, inaspettatamente, che proprio i bambini sono i più forti, capaci di capire quello che gli adulti ormai non capiscono più). Quella con il buffo elefantino a Milano fu una bella avventura, nel 1984.
All’epoca avevo da poco iniziato la mia carriera di comunicatore dietro un microfono. Alla radio passavo ‘L’elefante gay’, deliziosamente raccontato dalla vocetta di Erika, e il pubblico reagiva in modo fantastico. Mi arrivavano lettere colme di complimenti e coloratissimi disegni dell’elefante. (Allora non c’erano sms ed e-mail…). Poi col passare del tempo quasi dimenticai la mia creatura, preso dai consensi radiofonici, dalle serate, dai libri scritti… E’ dovuto arrivare il Terzo Millennio per farmi tornare tutto vividamente alla memoria. Internet mi ha rivelato che quella mia canzoncina, creduta ormai addormentata, è più sveglia che mai. Ne è stata fatta anche una cover ‘adulta’ senza che io lo sapessi… L’elefantino ha camminato da sé. Bello, però.
Tu scrivi qualcosa sulla tua lavagna, poi la cancelli per far spazio ad altro. Ma ti accorgi che quella cosa a tua insaputa in tanti l’hanno scritta sulla propria lavagna. E sorridi. Il fuoco ha continuato ad ardere sotto la cenere. E mi scalda ancora. Adesso che lavoro in TV potrei anche farlo vedere, il nostro elefantino, ma chissà dov’è a spargere leggiadramente la sua femminilità… Vado fiero di questo sito, di cui io sono per forza di cose il maggior fornitore di informazioni. Qui c’è tutto, ma proprio tutto quello che si vorrebbe sapere su ‘L’elefante gay’, e anche ciò che non si immagina di voler sapere.
E quando ci leggo quanto la mia piccola canzone ha dato a tanti mi sento ricco: ho guadagnato molto più dei pochi spiccioli che ho avuto dalla SIAE.

Gianni Greco
(“G”)

elefante_gay
E’ dunque ‘L’elefante gay’ una canzone scritta per i gay?
No, assolutamente no!
Il primo obiettivo dell’autore sono stati i bambini. C’era da scrivere una canzoncina per un festival infantile tipo Zecchino d’Oro, quindi la musica doveva essere semplice ed orecchiabile. Ma non banale. Così come originale doveva essere il testo. Niente 44 gatti, Peppine che fanno il caffè o carissimi Pinocchi. Tutte canzoncine eccezionali, nel loro campo, sia chiaro, ma l’autore voleva qualcosa di veramente diverso. E cosa di più ‘diverso’ di un elefante omosex? Nello stesso tempo: cosa di più simpatico? Ovviamente l’argomento andava trattato in modo adeguato. L’ispirazione non tardò ad arrivare. E una volta arrivata l’idea, tutto scivolò via da sé. Ma nemmeno per un momento l’autore pensò a una strumentalizzazione gay della canzone. Era e doveva essere per bambini, in primis. Per tutti, poi. E fra i tutti ci sono anche, a pieno titolo, i gay. Con uguale spirito lo stesso autore aveva precedentemente inciso in prima persona due suoi pezzi con protagonisti in odore di gayezza. E anche in quei casi le canzoni erano per tutti. Nei primi Anni 80 di canzoni ad argomento più o meno esplicitamente gay ne esistevano già (un esempio per tutti quelle di Renato Zero, ma non solo), anche se il termine ‘gay’ da noi era agli albori. Nessun calcolo, nessuna furbesca intenzione settoriale, quindi, da parte dell’autore, tranne quella di cimentarsi in un genere di solito percorso dai soli… addetti ai lavori. Lui voleva accedervi, diciamo così… dal di fuori. Nient’altro che l’interesse di un musicista eterosessuale per un mondo diverso dal suo, espresso in una trilogia dedicata a uomini (‘Tommi’), donne (‘Donna più donna’) e bambini (‘L’elefante gay’). E fu quest’ultima la vera novità che nel panorama musicale non solo italiano, ma mondiale, venne introdotta da Gianni Greco: una canzone per i bambini, cantata da una bambina, che affronta chiaramente, senza infingimenti o doppi sensi, l’argomento dell’omosessualità.
Nel 1984. I bambini non possono essere rinchiusi in nessun recinto sessuale: è anche e soprattutto per questo che ‘L’elefante gay’ nascendo come canzone per bambini nasce come canzone per tutti. Il fatto che in seguito abbia avuto una seconda dolcevita (o terza, o quarta…) in ambito preminentemente omofilo è solo una non spiacevole e forse inevitabile conseguenza. Da quanto risulta, il simpatico elefantino ha allietato generazioni di bambini, ragazzi, nonché adulti di qualsiasi tendenza sessuale. E questo in fondo è uno degli obiettivi raggiunti dal suo ideatore: abbattere i tabù, sentirsi tutti uguali, senza differenze, anche se gay, anche se diversi, anche se ‘elefanti’… No?
lelefantegay@gmail.com

iSnort.


15 Jul

Simulatore di cocaina per iPhone. Insomma è il telefono di chi non capisce un cazzo di telefoni (Nokia tutta la vita) ma ha dentro un sacco di cagate, appunto.

isnort-app

Little Tony – Profumo Di Mare (1981)


02 Jul

La ‘mitica’ sigla di Love Boat.

TheLoveBoatS1V1

Elio e le storie tese – Alfieri


02 Jul

Direi un evergreen della risata, quindi un everid.

www.lucabartoli.info – BBLOG

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