9. Introduzione alla comunicazione efficace.
VIAGGIO ALLA RICERCA DI MODELLI PER UNA COMUNICAZIONE FUNZIONALE
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Introduzione:
1.1 (Post)modernità ed interdipendenza
Possiamo definire la nostra struttura sociale come un “ reticolo di rapporti di interdipendenza relativamente stabili che sussistono fra un determinato insieme di posizioni sociali, ruoli, istituzioni, gruppi sociali 1”. Ne emerge la centralità del concetto d’interdipendenza, mutuato dalla matematica, tanto è vero che confluisce nel significato stesso di funzione sociale, a partire dai primi decenni del XX secolo2. Nel concreto della vita quotidiana tutto questo si traduce nella necessità continua, per ognuno di noi, di collaborazione3 con gli altri, per raggiungere i propri obiettivi4.
1.2 II ruolo della comunicazione
Preso atto di questa interdipendenza e delle sue conseguenze nel concreto della vita quotidiana, cosa facciamo ogni volta che abbiamo bisogno della collaborazione di qualcuno? Esistono casi specifici in cui il medium del denaro è in grado di assicurarci da solo questa collaborazione5, ma nella maggior parte dei
casi l’individuo deve ricorrere ad una specifica operazione: la comunicazione. Saper usare la comunicazione è, per questo motivo, di fondamentale importanza per ognuno di noi.
1.3 La domanda
L’interrogativo a questo punto, nasce spontaneo: “Come si può comunicare meglio?”. A una questione così generale possono essere date infinite risposte e non è nostra intenzione trattare un tema così esteso. Possiamo riformulare quest’interrogativo alla luce di quanto affermato sulle conseguenze dell’interdipendenza, enfatizzando il ruolo degli obiettivi. La domanda acquista, così, maggiore concretezza nella forma “Come si può comunicare in modo più efficace?”; intendendo per efficace “ ciò che si rivela capace di produrre l’effetto cercato6”, quindi in modo funzionale agli scopi che motivano la comunicazione
stessa.
1.4 La tesi
Nelle prossime pagine cercheremo di rispondere a questa domanda, l’impresa è decisamente ambiziosa anche perché non si trovano tracce in letteratura di un’opera pensata per questo scopo e in questi termini7. Il lavoro è, quindi, da considerarsi un primo passo introduttivo verso uno studio completo della comunicazione efficace, da cui il titolo della tesi.
1.5 Comunicazione efficace e persuasione
Il concetto di “ comunicazione motivata da uno scopo e capace di produrre l’effetto desiderato”, può evocare, in un certo modo, quello di persuasione. Per chiarezza definiamo la comunicazione persuasiva, quel “ particolare tipo di comunicazione che ha come obiettivo l’indurre nel destinatario un cambiamento d’atteggiamento o comportamento 8”. Esplicitandole così, si può notare che le due definizioni si incrocino a vicenda. L’una si occupa della realizzazione o meno di un determinato scopo, l’altra specifica uno scopo possibile della comunicazione, indipendentemente dal successo o meno. Esisteranno così comunicazioni efficaci di tipo persuasivo o meno, e comunicazioni persuasive più o meno efficaci. In letteratura esiste un’ampissima ricerca, soprattutto nell’ambito della psicologia sociale, sull’efficacia della comunicazione persuasiva, a cui dedicheremo uno specifico capitolo9.
1.6 Oggetto d’analisi
Delineato così il nostro studio, non resta che partire, si ma da dove? A questo scopo ci viene in aiuto la Teoria dei sistemi sociali. Niklas Luhmann, probabilmente, il più grande sociologo del ‘900, nel suo LA REALTÀ DEI MASS MEDIA, a proposito del romanzo e dell’intrattenimento in genere, afferma che “Ciascuno di noi, appena nato, è già qualcuno che deve determinare la propria identità o farsela determinare… Diventa allora molto allettante sperimentare su se stessi le realtà virtuali…10”. In sostanza significa che “ i mass media attraverso il genere chiamato intrattenimento, così come i romanzi, offrono alla gente modelli (di comportamento). Modelli che possiamo seguire o non seguire, ma in ogni modo, più modelli abbiamo più la nostra personalità può essere complessa 11”. In riferimento a quest’idea possiamo considerare quanto affermato ne LA PRAGMATICA DELLA COMUNICAZIONE UMANA (Watzlawitck, Beavin, Jackson) circa l’equivalenza tra comunicazione e comportamento12. Possiamo ipotizzare, per tanto, che se avere modelli di comportamento arricchisce la personalità, conoscere modelli di comunicazione può allargare la capacità (personalità) comunicativa. Da quest’idea nasce il sottotitolo “Viaggio alla ricerca di modelli per una comunicazione funzionale”. Intendendo per funzionale ciò che è adeguato a soddisfare i propri scopi (comunicativi).
1.7 Scelta dei modelli
Definito che ci occuperemo di modelli resta semplicemente da definire quali trattare. In questa opera introduttiva saranno privilegiate e analizzate alcune tra quelle discipline che più o meno scientifiche, hanno risposto, rispondono o cercano di rispondere all’esigenza di comunicare in modo efficace. Com’è inevitabile
i modelli tenderanno qualvolta a sovrapporsi e, altre volte, a essere complementari. I primi casi confermano che in ogni modo, seppur da differenti punti di vista, i modelli svolgono tutti la stessa funzione. I tratti di discontinuità-complementaità conferiscono, invece, tratti di autonomia alle varie discipline.
1.7.1 La retorica
Il prossimo capitolo sarà completamente dedicato all’antica arte della parola, intesa soprattutto come comunicazione orale. Per questo motivo ci soffermeremo soprattutto sul contributo dei maestri greci e latini. La maggior parte del materiale trattato è stato fornito, sviluppato e presentato nell’ambito del corso di RETORICA E NUOVI MEDIA, svoltosi nel 2004 presso la facoltà di Comunicazione Economia e Informazione dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.
1.7.2 La psicologia sociale della persuasione
Questo capitolo svolge una duplice funzione: da una parte è una sorta di stato dell’arte sui principali studi svolti sulla comunicazione persuasiva, e offre così criteri per analizzare tutti i modelli di comunicazione efficace presentati; dall’altra parte questi studi possono essere riletti considerando quello fornito dalla psicologia sociale, un modello di comunicazione efficace a se stante. Proprio per questa seconda funzione, particolare enfasi13 sarà data agli studi di Robert Cialdini, sull’influenza personale.
1.7.3 La pubblicità
Il terzo modello presentato nasce dallo studio dei principali testi di riferimento sul settore pubblicitario, dalla frequentazione dei corsi di TEORIE E TECNICHE DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICITARIA e di PROMOZIONE D’IMMAGINE, svoltisi nella suddetta facoltà nell’anno scolastico 2003, e dall’esperienza vissuta in prima persona nel reparto creativo di un’agenzia pubblicitaria dal Febbraio 2005.
1.7.4 Il public speaking
Il quarto modello presentato si riferisce al moderno insegnamento del parlare in pubblico, erede della tradizione retorica ma che presenta rispetto a questa alcune discontinuità. Il capitolo è scritto basandosi sullo studio dei principali testi di riferimento, su materiale audiovisivo e on line sull’argomento e grazie alla
partecipazione diretta ad un corso di Public Speaking.
1.7.5 La programmazione neurolinguistica
Il quinto e ultimo modello presentato si riferisce ad una disciplina nata negli anni ’70, da alcuni studi sulla comunicazione in ambito terapeutico, con particolare riferimento al processo di cambiamento. Il capitolo è scritto basandosi sullo studio dei principali testi di riferimento, su materiale on line, grazie alla partecipazione a seminari in cui la PNL è utilizzata, presentata e insegnata e alla frequentazione
come partecipante ad un gruppo auto-gestito da praticanti programmatori neurolinguistici.
1.8 Differenti chiavi di lettura
Presentare, analizzare e conoscere modelli così diversi può essere funzionale a differenti strategie. Si potrebbero utilizzare i modelli allo scopo di diventare comunicatori più capaci di raggiungere i propri scopi, oppure al contrario potremmo utilizzare questa conoscenza per difenderci da chi utilizza principi di comunicazione efficace “contro” di noi. Chi fosse interessato potrebbe utilizzare i modelli per scoprire tratti di influenza della tradizione retorica su altre discipline della modernità. L’analisi sociologica potrebbe spingersi oltre, ricercando i perché del ritorno di forme antiche e legate all’oralità, in un società come la nostra, che si definisce moderna o persino post-moderna. Il ricercatore interessato allo studio del processo d’influenza personale potrebbe trarre dai modelli ispirazione per le proprie ipotesi di ricerca…
Al di là degli esempi forniti, probabilmente non gli unici, l’idea è quella di approcciarsi ad un tema nuovo, una nuova visione di ciò che è sempre stato sotto i nostri occhi, fonte di nuovi stimoli, nuove soluzioni e nuovi problemi.
E che il viaggio cominci…
