Premessa. da wikipedia: Amway è un’azienda multi-level marketing, o network marketing, fondata nel da Jay Van Andel e Rich DeVos. Il nome dell’azienda è una crasi del modo di dire “American Way.”[1] Con sede centrale nel Michigan. I suoi prodotti includono prodotti per l’igiene personale, integratori, cosmetici e altro. L’intento dei fondatori di Amway fu di creare un nuovo metodo di distribuzione dei prodotti che agevolasse l’imprendiotorialità tra i suoi associati.
Antefatto. La scorsa settimana una ex compagna di classe delle medie mi contatta per propormi una cosa interessantissima, una grandiosa opportunità di guadagno e cose simili “Ciao luca, sono la tua ex compagna di classe. ti ho provato a chiamare ma non ti ho trovato. ho una proposta da farti che credo potrà interessarti. ovviamente mi è impossibile spiegarmi meglio per telefono, se hai un momento………. io non conosco i tuoi orari chiamami per favore!” La richiamo e lei inizia a raccontarmi di questa grande opportunità, senza mai entrare nel dettaglio, io le faccio più domande più specifiche tipo “di cosa si tratta?” “ma è un multilevel marketing?” Lei mi dice che c’è qualcuno che mi può spiegare molto meglio di lei di cosa si tratta. Insieste perchè io incontri lei e lui. Le replico che non ho tempo “Sono in Toscana solo nei weekend per lavorare in Bussola, oltretutto questa domenica parto all’alba per Milano: domenica in ufficio!“. Lei però è disposta a tutto, motivatissima, carichissima. E accetta il mio “Al massimo sabato notte alle 2.00 in Bussola”.
L’incontro. Così li incontro: lei, suo padre, il suo tutor (o figura simile) un uomo di mezzaetà piuttosto simpatico e la moglie di questo. Ci sediamo intorno a un tavolo della zona piscina del locale e il tutor parte illustrandomi il geniale progetto: partecipare all’attività Amway. In poche parole: acquisto diretto di prodotti di eccezionale qualità e marketing multilivello, tipo io lo compro, butto in mezzo degli amici che se lo comprano e che buttano in mezzo altri e tutti guadagnano su tutti (o cose del genere). Nessuno vende, o meglio la parola “vendere” non si usa. Il tutto spiegato tra l’ovvio e il lapalissiano, nessun ma frasi tipo “la quinta impresa del settore … i migliori del mercato” ecc, una gestualità fin troppo sicura e l’uso dell’indicativo presente come fondatore di certezza “così guadagni”, “quindi ottieni”, “ti basta trovare”, “e ti arricchisci”. L’opportunità è presentata come assolutamente certa, senza rischi e decisamente conveniente. Dopo 15 minuti che guardo questo pifferaio magico del terzo millennio all’azione, l’incantatore di serpenti del marketing, per la telefonata di un tavolo fissato a liste chiuse mi devo alzare e congedarmi dai miei ospiti. Il tutor mi incalza con una serie di “cosa ti è piaciuto?”, “quale parte ti interessa?” che mi ricordavano un po’ troppo la tecnica del piede nella porta studiata da Robert Cialdini (vedi pagina 66 o 68 di Introduzione alla comunicazione efficace). Io li lascio con un onestissimo: domani faccio qualche ricerca su internet e vi faccio sapere. Come promesso, ho effettuato le mie ricerche:
Le ricerche.
- In questo racconto Silvia ci spiega come funzionava la cosa quando lei ci è caduta (all’epoca c’era ancora la cara e vecchia lira): Obbiettivamente devo dire per esperienza che TUTTI comprano cose solo per loro stessi quindi tutti spendevano 500.000 lire al mese per avere in dietro un assegno di 15.000 lire. Cmq leggilo tutto.
- Segue poi un’attenta Analisi del business di Amway da cui si evince che: “L’affare in realtà riguarda la vendita di motivazioni, speranza e automiglioramento. Non riguarda la distribuzione di prodotti efficenti. L’opportunità offerta da Amway di fare affari per molti è solo un pretesto per ottenere nuovi clienti per i loro remunerativa speculazione sulla vendita di seminari e cassette di motivazione.” Cmq anche in questo caso se sei interessato leggilo tutto.
- A questo punto, immagino che anche tu ci abbia preso gusto, quindi tanto vale scoprire La verità su Amway: La più Grande Occasione del Mondo”, l’attività Amway (come molti altri multilivelli) non porta però al successo neanche l’1% di quelli che ci provano. (Leggilo tutto)
Conclusione. Meno male che c’è la rete.