La notizia coglie tutti inaspettatamente.
E QUESTA E’ LA NUOVA METROPOLITANA DI MILANO

Archive for the ‘Creatività’ Category
1 schiaffo 1 euro – Di Pietro diventa contagioso.
E la politica italiana scopre il viral: www.sivedonocosestrane.it
Creative director/copywriter/producer Matteo Santucci, director Lorenzo Sportiello, viral seeding Daniele Montemale (Viralavatar.com)
Luca Telese è Tetris. Esclusivamente per tutti.
E meno male che questa campagna conta solo 3 soggetti…
RADIO:
TETRIS. ESCLUSIVAMENTE PER TUTTI
Agenzia: D’Adda, Lorenzini, Vigorelli, BBDO
Direzione Creativa: Federico Pepe e Stefania Siani
Art Director: Luca Menozzi
Copywriter: Luca Bartoli
Account director: Chiara Niccolai
Fotografo: Andrea Melcangi
Casa di Produzione: Eccetera
da wikipedia
Luca Telese (Cagliari, 1970) è un giornalista, scrittore e autore televisivo italiano.
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Biografia
Giornalista parlamentare ed ex portavoce di Rifondazione comunista e poi nell’ufficio stampa del Movimento dei Comunisti Unitari, inizia la sua carriera collaborando con l’Unità, Il Manifesto, Il Messaggero e Il Foglio. Collabora anche con la società giornalistica “La Vespina” di Giorgio Dell’Arti.
Dal 1999 lavora per il quotidiano Il Giornale, occupandosi soprattutto di politica (seguendo il Partito Democratico e la sinistra in generale), spettacoli e cultura; nel 2003 inizia a collaborare con Vanity Fair.
Dirige la collana “Radici nel Presente” della casa editrice Sperling & Kupfer. La collana dedica molta attenzione a vicende storico-politiche scomode, «purgatorio infinito delle memorie indeterminate» con l’intento di illuminare «questa terra di nessuno così vicina e impervia, il nostro passato prossimo».[1]
È stato autore di alcune trasmissioni televisive (Chiambretti c’è, Batti & Ribatti, Cronache marziane) e conduttore del programma televisivo Planet 430, scritto insieme a Lorenzo Mieli e Vittorio Zincone.
Ha partecipato prima alla conduzione di Omnibus Estate ed ha appena concluso la trasmissione televisiva Confronti su Rai Due.
Nel 2007 ha presentato su La7 il suo nuovo programma Tetris che intreccia politica e Tv.
Sebbene lavori al Giornale, quotidiano di centro-destra, Telese continua a definirsi «un comunista italiano a lungo impegnato in un giornale di destra». [2]
Pubblicazioni principali
Ha pubblicato nel 2003 un libro-intervista con Sergio Cofferati, La lunga marcia di Sergio Cofferati.
Nel 2006 pubblica il libro Cuori Neri.
In esso Telese ripercorse l’assassinio di 21 giovani militanti di destra, principalmente del Fronte della Gioventù, durante gli anni di piombo. Il libro è stato il primo della collana “Radici nel Presente” da lui diretta.
Note
Collegamenti esterni
Bibliografia
- 2003 – Oliviero Dottorini, Luca Telese – “Lula! Storia dell’uomo che vuole cambiare il Brasile (e il mondo)” ISBN 8873940234
- 2003 – Luca Telese – “La lunga marcia di Sergio Cofferati” ISBN 8820035057
- 2006 – Luca Telese – “Cuori Neri. Dal rogo di Primavalle alla morte di Ramelli” ISBN 8820036150
Telese Luca raccontato da Luca Telese su lucatelese.it
Come non si diventa giornalisti. Lezione di Luca Telese a “CarpeDem”
Sono nato a Cagliari, nel 1970 nel mitico anno dello scudetto, ma sono cresciuto a Roma, cuore giallo-rossoblu. Mia madre è sarda anche se è nata a Brescia, mio padre è di Torre Annunziata, anche se è fuggito a Roma e cancellato le sue tracce di accento, io sono romano anche se nato nell’Isola. Mia madre era l’ultima di cinque figli, e mi ha avuto tardi: così mio nonno materno, Erminio (che è morto a 96 anni) era nato nel 1887, e mi raccontava di quando vedeva dei pazzi, sull’altipiano della Giara, che pretendevano di imparare a volare. La madre di mio padre, invece, come in una pièce di Edoardo, era una trovatella che era stata adottata, fatto per l’epoca quasi incredibile, da una famiglia di nobiltà decaduta. Il mio nonno paterno, invece, all’anagrafe fu registrato con il curioso nome di “Felicio” (in luogo di “Felice”) per un errore dell’ufficiale comunale. Mio padre, perso da una raptus filologico avrebbe voluto tramandare il nome e il refuso, mia madre per fortuna si oppose. L’eredità onomastica, per sua disgrazia, è toccata al primo cugino che è venuto dopo di me (ma lo chiamiamo comunque Felice). Nonno Felicio è morto giovanissimo di crepacuore, e così papà si è ritrovato capofamiglia di altri otto fratelli a vent’anni, e una cospicua eredità di debiti da sopravvivenza per i successivi trenta. Il primo quartiere della mia vita è stato Monteverde, borghese e spensierato. Poi, un cataclisma familiare, ci ha paracadutato in estrema periferia, a Cinecittà est, un quartiere marziano dove avevo una stanzetta con vita su un pilone dell’alta tensione – bzzzz prima di addormentarsi, ogni sera – e il raccordo anulare. Andavo a scuola in centro, tutti i gironi, con la Metro. E facevo a botte con le vecchiette, al capolinea, per trovare un posto a sedere. Per questo ogni giono per dieci anni ho letto mezz’ora all’andata e al ritorno: praticamente uno stage di cui i figli di papà del centro non hanno potuto usufruire. Per arrivare alla metro di Anagnina traversavo un pratone di fango che d’inverno diventava una laguna: quando pioveva si poteva passare un quarto d’ora a togliersi il fango dalle suole a carrarmato sui gradini della metro. E poi ero come una cenerentola che alle 23,30 vedeva partire la sua ultima carrozza per tornare a casa. Dopo quell’ora c’era solo un autobus notturno da Termini al cui confronto “Noi ragazzi dello zoo di Berlino” pare un parco a tema della Disney. Dopodiché, attraversavo il prato correndo nel buio pesto come un pazzo, lo confesso, perchè non si vedeva nulla e mi cagavo sotto dalla paura. Quando tornavo mia madre dal letto chiedeva: “Ma non è che sei passato per il prato!?”. E io: “Nooooh….”. La mattina quando si svegliava andava a controllare la suola delel scarpe ed erano cazzi (ma tutti gli stage hanno un prezzo, nella vita).
Fra le cose per cui vale la pena di vivere ci sono Laura e il nostro piccolo Enrico e la doccia rovente di prima mattina ascoltando la Sagra della primavera di Stravinsky. Amo i Beatles, soprattutto quelli di “Rubber soul”, Primo Levi e Pierpaolo Pasolini, il rock progressive dei vecchi Genesis, Peter Gabriel (all) e i fumetti – dai Bonelli al più grande di tutti i disegnatori: Magnus (il vero Maestro). Sulla cineteca dell’Arca, bisognerebbe portarsi: “Brazil” di Terry Gilliam, “A qualcuno piace caldo” di Billy Wilder, e “La vita è meravigliosa” di Frank Capra, “Ci eravamo tanto amati” di Ettore Scola e “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Milos Forman.
Ho iniziato a fare il giornalista a “Il Messaggero”, correva l’anno 1989, cadeva il muro di Berlino e io vincevo uno stage di tre mesi legato a una colletta di beneficenza. Non avendo parenti nel mondo del giornalismo, per diventare professionista ci ho messo la bellezza di dodici anni. Nel mezzo ho fatto tutto quello che si può fare di precario nel mondo della comunicazione: dalla stampa di t-shirt, all’ufficio stampa (grande palestra), dalle agenzie (la Dire) alle collaborazioni a singhiozzo con le redazioni più scalcagnate – anni indimenticabili – fino a quelle più blasonate (da “Cominform” a “Il Foglio”, a “Panorama”, passando per “Capital” e “GQ”). Tendenzialmente scrivo di politica, spettacoli e varia umanità. Il primo che mi ha assunto come giornalista è stato Pietrangelo Buttafuoco quando era direttore de “Italia Settimanale” (per la cronaca, il periodico chiuse dopo soli quattro mesi). Dal 1996 al 1998 lavoro da free lance per “Sette”, l’inserto del giovedì del Corriere della sera, con Andrea Monti prima e Maria Luisa Agnese poi. Nel 1998 mi assumono, naturalmente a termine, a “Il Corriere della Sera” (al politico, nella redazione di Milano). Dal 1999 sono a “Il Giornale”, chiamato da Maurizio Belpietro: oggi ho persino una qualifica: “redattore parlamentare”. Dal 2004 collaboro con “Vanity Fair” e, dallo scorso ottobre, con “Panorama”.
I primi passi nel fatato mondo della televisione, li ho mossi in una casereccia tv privata, “Teleambiente”, in cui potevo sbagliare tutto e imparare moltissimo: la tv era a Monteporzio Catone, a trenta chilometri da Roma, e ci andavo direttamente dalla Camera, in Vespa per montare i pezzi (ancora oggi mi chiedo come abbia potuto farlo, anche sotto i nubifragi per due anni). Poi ho fatto l’autore di “Chiambretti c’è” ( Rai Due, solo la prima edizione), “L’Alieno” (Italia uno), “Batti & ribatti” (Rai Uno), “Cronache Marziane” (Italia uno, solo la prima edizione) e nel 2006 ho condotto “Omnibus estate” (La7). Sono stato poi autore e conduttore di “Parenti Serpenti” e “Planet 430″ (su Planet, 2004 e 2005), e “Tetris” (su Raisat extra, 2006 e su La7, 2007). La banda di Tetris è cresciuta tutta insieme, all’insegna del “Surreality”: a furia di dire che volevamo fare proprio quello, ci siamo persino inventati un genere. Dopo un rocambolesco e memorabile risultato di ascolto (3.80 % di share medio su dieci puntate) la Sette si è miracolosamente decisa a farci fare una terza serie. Io sull’Auditel ho una mia teoria: non esiste. O meglio: non c’è più nulla di scientifico, sopratutto nei campioni piccoli. C’è però un omino addetto ad ogni programma, che disegna gli ascolti come si può dipingere un quadro, modulando la curva sui suoi gusti. Mi sono convinto che l’omino auditel di Tetris è un signore di una certa età, di buone letture, colto e simpatico, che ha deciso di regalarci qualcosa: spero vivamente che non lo mandino in pensione.
Ho scritto tre libri: “La lunga Marcia di Sergio Cofferati” (Sperling & Kupfer 2003), “Lula! Storia dell’uomo che vuole cambiare il Brasile e il mondo” (con Oliviero Dottorini – Castelvecchi 2003) e “Cuori neri” (Sperling & Kupfer 2006). Sempre per la Sperling curo una collana a cui tengo molto, “Le radici del presente”, che si occupa di raccontare il passato prossimo dell’Italia, quello che per i giornali è vecchio, per i libri di storia è prematuro e per noi è interessante. In uno dei volumi, “Vite ribelli” (2007), ho pubblicato un racconto lungo sul terremoto di San Giuliano che considero una delle esperienze giornalisticamente più formative della mia vita. In una raccolta della Cairo Editore, “Ti amo ti ammazzo”, ho raccontato, a modo mio, la storia de “La Marchesa a luci rosse” (Anna Casati Stampa, ovviamente) uno di quei delitti che superano di gran lunga l’immaginazione. In un’altra antologia “Invito alla festa con delitto” (2004) è pubblicato “L’Uomo che voleva uccidere Palmiro T.”, il racconto più narrativo in cui mi sia mai cimentato.
Mario Tozzi e il Trio Medusa sono La Gaia Scienza. Esclusivamente per tutti.
A proposito di post scritti dal mastodontico ego ecc. ecc.
RADIO:
LA GAIA SCIENZA. ESCUSIVAMENTE PER TUTTI
Agenzia: D’Adda, Lorenzini, Vigorelli, BBDO
Direzione Creativa: Federico Pepe e Stefania Siani
Art Director: Luca Menozzi
Copywriter: Luca Bartoli
Account director: Chiara Niccolai
Fotografo: Andrea Melcangi
Casa di Produzione: Eccetera
da wikipedia
Mario Tozzi (Roma, 13 dicembre 1959) è un geologo, divulgatore scientifico e giornalista italiano.
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Biografia
Laureatosi con 110 e lode/110 all’Università La Sapienza, poi dottore di ricerca e ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), si occupa dal 1996 anche di televisione, prima come esperto di Geo & Geo e altre trasmissioni, passando nel 2003 a Che tempo che fa. Oltre a essere primo ricercatore CNR, è responsabile per la divulgazione della Federazione Italiana Scienze della Terra. Dal 20 novembre 2006 presiede l’Ente Parco nazionale Arcipelago Toscano.
E’ vegetariano dal 1999[1].
Autore e conduttore televisivo
Dal 1997 ha condotto Gaia – Il pianeta che vive, e dal 2007, l’evoluzione del suddetto programma, Terzo pianeta. Tozzi è anche autore e consulente scientifico di entrambi i programmi. Collabora inoltre con una nota radio romana Radio-Radio, quale esperto, rispondendo alle telefonate dei radioascoltatori. Ha pubblicato molti articoli, anche su riviste internazionali, oltre a libri di diverso argomento. Ha la rubrica fissa sull’ambiente Un pianeta da difendere sulla rivista dei soci Coop Italia. A partire dal 26 aprile 2009, conduce insieme al Trio Medusa la trasmissione di divulgazione scientifica La Gaia Scienza sull’emittente televisiva La7.
Riconoscimenti
Bibliografia
- Mario Tozzi, La dinamica della terra, 1997
- Mario Tozzi, Annus horribilis, 1998
- Mario Tozzi, Gaia. Viaggio nel cuore d’Italia, 2004
- Mario Tozzi, Catastrofi. Dal terremoto di Lisbona allo tsunami del sudest asiatico: 250 anni di lotta tra l’uomo e la natura, 2005
- Mario Tozzi, L’ Italia a secco. La fine del petrolio e la nuova era dell’energia naturale, 2006
- Mario Tozzi, Italia segreta. Viaggio nel sottosuolo da Torino a Palermo, 2008
- Mario Tozzi, Il grande libro della terra, 2008
Note
Voci correlate
Il Trio Medusa è un terzetto di comici composto da Gabriele Corsi (attore), Furio Corsetti (quasi architetto, in quanto gli mancano tre esami dal 2000) e Giorgio Maria Daviddi (biologo). Oltre a lavorare come conduttori nel programma radiofonico Chiamate Roma Triuno Triuno in onda quotidianamente alle 12.00 su Radio DeeJay, lavorano in televisione ne Le Iene.
| « Questa è proprio una ca…, una vera cazza…, una grande gigantesca strepitosa cazzata! » | |
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(Trio Medusa)
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| « Siete dei culattoni, e raccomandati » | |
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(Il trio secondo Vittorio Sgarbi)
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Biografia
La loro storia, raccontata in prima persona plurale nel libro Culattoni raccomandati, ha inizio quando in giovane età frequentano tutti e tre la stessa località di mare per le vacanze estive, Marina Velca. Qui, per ingannare il tempo, con l’aiuto di un compagno fidato e grazie ad un buco nel muro del garage di uno di loro, costruiscono la loro prima “emittente radiofonica” andando in onda a tarda notte, sulle frequenze di Radio Maria, che coprivano con scherzi, lazzi e soprattutto sigle dei cartoni animati.
Ancora oggi sono contraddistinti da una comicità irriverente che ha irritato molte delle persone dello spettacolo e della politica che venivano prese da loro di mira. Tra queste Vittorio Sgarbi, che in una puntata de Le Iene li ha ripetutamente insultati con l’espressione omofoba poi divenuta il titolo del loro libro, e che è diventato il bersaglio preferito dei 3.
Tra le tante gag è da ricordare quella in cui fanno domande imbarazzanti a personaggi del mondo dello spettacolo e della politica, dai quali, inevitabilmente, ricevono delle risposte di circostanza poco credibili che il trio sottolinea scoppiando contemporaneamente in sonore risate.
Si sono occupati spesso del tema degli incidenti sul lavoro, tanto da aver ricevuto una menzione speciale da Articolo 21.
Scrivono per il mensile XL.
In qualità di attori hanno fatto piccoli camei in La Mandrakata, in Boris 2. Hanno recitato in Natale a casa Deejay.
Tra gli altri riconoscimenti, hanno vinto anche il Premio Massimo Troisi, il Premio per la Satira Politica di Forte dei Marmi e il Premio Braille per l’impegno pubblico nel trattare temi sociali come la disabilità.
Sono stati premiati per sei anni di fila con l’Oscar della Tv per Le Iene.
Sono testimonial dell’organizzazione umanitaria Cesvi.
Nel 2008 hanno realizzato la campagna pubblicitaria del prodotto Tronky Ferrero.
Hanno doppiato il cartone animato Sons of Butcher.
Nella stagione 2008-2009 hanno commentato il Takeshi’s Castle per Gxt.
Nel marzo del 2009 son entrati a far parte del cast di Parla con me su Rai Tre nell’inedita veste di tre papà moderni che raccontano il mondo di oggi a un figlio, attraverso fiabe assurde.
Il Trio è “spaccato” in ambito calcistico: Daviddi è tifoso della Roma, mentre Corsetti e Corsi tifano per la Lazio.
Victoria Cabello è Victor Victoria. Esclusivamente per tutti.
Ti viene in mente un modo più autocelebrativo ed egoriferito di parlare di un personaggio solo perchè è stato testimonial di una tua campagna. Ai poster e alle affissioni l’ardua sentenza.
Vabbé questa è la campagna.
RADIO:
VICTOR VICTORIA – ESCLUSIVAMENTE PER TUTTI
Agenzia: D’Adda, Lorenzini, Vigorelli, BBDO
Direzione Creativa: Federico Pepe e Stefania Siani
Art Director: Luca Menozzi
Copywriter: Luca Bartoli
Account director: Chiara Niccolai
Fotografo: Andrea Melcangi
Casa di Produzione: Eccetera
da wikipedia
Victoria Cabello (Londra, 12 marzo 1975) è una conduttrice televisiva italiana.
Carriera
Veejay storica di MTV (dal 1997 col programma Select), è stata anche una delle Iene nell’omonimo programma di Italia 1, dove si è occupata di interviste il più delle volte al limite del surreale con famosi artisti internazionali. Approda all’inizio della sua carriera in un’emittente televisiva svizzera dove conduce un programma scientifico e infine arriva a MTV Italia. Dopo aver condotto Select da Londra, passa a Cinematic e Week in Rock. Con ET, programma in onda quotidianamente, entra in confidenza con il mondo del gossip che è portata ad approfondire successivamente a Radio Deejay nel programma Victoria’s Secrets.
Nel 2004 prende parte alla mini serie televisiva di Canale5 Cuore contro cuore,nel ruolo della contabile Alice.
Ha affiancato Giorgio Panariello nella conduzione del Festival di Sanremo del 2006 insieme a Ilary Blasi, dove si è resa protagonista fra le altre cose di un’intervista a John Travolta pienamente nel suo stile.
Dal 2005 al 2008 MTV le affida la conduzione del talk show Very Victoria nel quale la mostra tutte le sue doti e qualità di intervistatrice che le hanno permesso di relazionarsi con ospiti importanti della televisione e dello spettacolo italiano.
Nel cinema debutta con una piccola parte in un film di Jerry Calà del 1995 “Ragazzi della notte“. Nel 2008 ne il Il cosmo sul comò di Aldo, Giovanni & Giacomo interpreta il quadro La Dama con l’ermellino.
Dal 2008 è protagonista dello spot televisivo Crodino come “moglie del gorilla”.
Dal 2009 conduce Victor Victoria su La7.
Vita privata
È stata legata sentimentalmente all’artista d’avanguardia Maurizio Cattelan.
Mistress brasiliana a Roma cerca schiavi!
Senti che annuncio:
Mistress brasiliana a Roma cerca schiavi!
Ma com’è che i colleghi mi girano tutte queste cose?!
IET: BEware of the Monkeys
da youmark.com
E’ il primo virale con cui si presenta l’Institution of Engineering and Technology. Perché i ragazzi in gamba si reclutano in rete.
Il video è online da qualche giorno e segna l’esordio dell’Institution of Engineering and Technology, che punta ad allargare la sua audience e diventare più famoso tra i giovani professionisti. Scoprendo il potere del marketing e della comunicazione. Con il web a sposarsi perfettamente perché, come spiega James Trezona, director di Rebel Virals, consente di aggiungere quel tocco di ironia, umanità e simpatia in più. Smitizzando l’aurea di tradizione e serietà dell’Istituto. Riscoprendone l’anima ribelle, ma anche sottolineando la genialità delle persone che ne fanno parte.
Non a caso è stata scelta la strapline ‘Evolve quicker’, che non solo vuole caratterizzare il nuovo posizionamento ma anche essere di auspicio a tutti coloro che fanno parte dello Iet. Come dire, anche se siete dei geni, non dimenticate di sorridere (e far sorridere).





