Giù le zampe dalla mia crema

Giù le zampe dalla mia crema.

Guida pratica per il nuovo uomo alla cura delle mani. .

Articolo di Luca Bartoli per Numéro Beauté – novembre 2007

Dal pollice opponibile alla manicure.

Secondo Darwin il successo evolutivo dell’uomo ha origine nelle mani, nella capacità di opporre il pollice alle altre dita. Senza questa abilità sarebbero impossibili la maggior parte delle azioni quotidiane. Raggiunta la posizione eretta, nel corso dei secoli le mani hanno assunto diversi significati e persino una certa sacralità. Dalla chiromanzia all’imposizione delle mani, per guarire il corpo o per salvare l’anima. Dalla stigmate cristiana all’amputazione prevista per i ladri dalla legge coranica. Dalla ‘mano invisibile’, che in economia crea il benessere generale dalla somma degli interessi personali, all’inchiesta ‘Mani pulite’, fino al ‘fatto a mano’, segno distintivo che in un rigurgito anti(post)modernità contraddistingue i prodotti (industriali) di qualità superiore. Ma che valore hanno le mani per il singolo (nuovo) uomo?

Oggi più che mai, le mani sono potenti rivelatori sociali, più affidabili dei comuni status symbol (l’accessorio firmato può essere un ‘falso’, l’auto da sogno può essere un sogno preso a noleggio). Le mani dicono chi siamo (impronte digitali a parte) e cosa facciamo quotidianamente (spaccar legna o suonare il sassofono in una jazz band). Le mani incontrano e incantano, le mani seducono. Inevitabile quindi che il ‘nuovo uomo’, il nostro neonarciso, se ne voglia curare.

Da falegname ad agente segreto.

In attesa dell’arrivo massiccio di prodotti studiati appositamente per Lui, il nostro eroe deve abbandonare la trincea della mascolinità e partire in avanscoperta. Dopotutto, storicamente parlando, fino a ieri le mani le usava e basta (per cacciare, per raccogliere, per combattere e, infine, per costruire cose) e solo stamattina si è svegliato con l’irresistibile bisogno di prendersene cura. I rimedi ci sono, basta rubarli a nonne, sorelle e fidanzate varie. Il Santo Graal è a portata di mano.

La ricerca è iniziata, ma il non poter ammettere apertamente un così grande interesse per la “cura e il benessere delle proprie mani” (che persino scritto tra virgolette ha un suono decisamente poco virile) lo costringe a trasformarsi in uno 007 in incognito. Appostamenti in bagno, pedinamenti in profumeria, intercettazioni dall’estetista, scansione a raggi x del beauty case, ore e ore a trascrivere interminabili quanto soporifere conversazioni tra amiche.

Forzando il beauty del tesoro.

Lassù qualcuno lo ama o almeno gli dà una mano, e così la sua dedizione è premiata: accorgimenti, consigli, rimedi naturali e piante miracolose. Neonarciso non crederebbe ai propri occhi, se non stesse toccando con mano il suo tesoro. Per iniziare, qualche semplice accorgimento: ogni volta che si lavano le mani, è importante asciugarle bene, l’acqua potrebbe renderle ruvide, e subito dopo massaggiarle con una crema idratante. D’estate, crema protettiva sul dorso per evitare le rughe e d’inverno, oltre ai guanti, prodotti idratanti, nutrienti, antietà, antimacchia. E quando si usano i detersivi (amando così tanto sé stesso è molto probabile che neonarciso viva da solo) è sempre bene usare un paio di guanti di gomma foderati all’interno. Continuando a scavare nel forziere, ecco comparire i rimedi più naturali: massaggi con l’olio d’oliva e creme nutrienti da fare in casa. Ricette semplici, biologiche, quasi commestibili, come la crema per mani screpolate: lasciar fondere 4 cucchiai di burro di cacao, aggiungere 3 cucchiai d’olio di mandorle dolci e infine 5 cucchiai di succo di cetriolo. Mescolare con cura, raffreddare in frigo e buon appetito!

Salute e bellezza in punta di dita.

Le unghie non sono semplicemente un segno di bellezza, indice di amore e cura verso noi stessi, ma soprattutto un indicatore di salute. Quella parte di noi, che cresce ogni giorno di 0,1 mm, rivela eventuali disordini o carenze alimentari, ma anche disturbi e malattie da non trascurare. Un colorito pallido o giallo, fragilità, chiazze violacee o una pigmentazione simile a un ematoma sono campanelli d’allarme che meritano l’attenzione di un medico. Per tornare alla bellezza, anche per le unghie esistono rimedi ‘della nonna’ in grado di donar loro splendore in modo naturale. Bastano un cucchiaio di olio extravergine di oliva e uno di olio essenziale di limone, per avere un elisir di bellezza da applicare con un batuffolo di cotone. Tra le piante è l’equiseto, con il suo alto contenuto di silicio, il miglior rimineralizzante da integrare all’alimentazione. Alimentazione che non può trascurare, oltre al silicio, lo zolfo, la vitamina H, lo zinco e le proteine sulfonate.

Come fermare l’economia di autoconsumo.

Come sperimenta ogni bambino nei primi anni di vita, il corpo umano nasconde mille profumi e mille sapori. Crescendo però, l’estrazione di snack dalle cavità nasali e da altri parti del nostro organismo è censurata. A questo punto, comparando costi e benefici l’onicofagia, ovvero il rosicchiarsi le unghie, è una delle attività di autoconsumo meno interessanti: non offre un grande vantaggio in termini di gusto, i segni rimangono e il rischio di essere beccati sfiora il 100%. C’è chi lo fa per controllare l’ansia, chi in modo compulsivo, chi per sublimare in modo autolesionistico l’aggressività o per attirare l’attenzione. In ogni modo, implicazioni psicologiche incluse, non ci si fa una gran figura e neonarciso non vuole di certo tradire se stesso (anche se amandosi così tanto, sa che verrebbe perdonato senza passare neppure una notte a dormire sul divano). A soccorrerlo in farmacia, in erboristeria e in profumeria, prodotti e integratori per lenire la parte rovinata, e soprattutto oli per rendere sgradevole il sapore dell’unghia.
La storia è sempre la solita, per la bellezza c’è da rinunciare sempre a qualche peccato di gola.

Essendo arrivato/a a questo punto,
o eri molto interessato/a al tema, quindi spero di averti dato una mano,
o ti è piaciuto… in questo caso me ne rallegro, manifestalo pure se ti va,
non indugiare, fallo vedere a tutti… dai! su! forza! E dai cazzo, clicca su “Mi piace” e facciamola finita…

Copywriter: Luca Bartoli
Agenzia: Freelance
Cliente: RCS Media Group
Prodotto: Numéro Beauté
Articolo sul tema “Metrosessualità e cura delle mani”

Se poi sei arrivato/a fin qui, significa che la tua voglia di cazzeggio non conosce limiti… e chi sono io per fermare la tua voglia di prendere gli anni migliori della tua vita e gettarli dalla finestra attaccato/a allo schermo/a.
Proprio per te il tuo copywriter è su Facebook e pure su twitter
Sono certo/a che non ti farai scappare quest’opportunità!

Questo articolo ti ha aiutato?
Ti è servito?
Ti è stato inutile?
Ti ha fatto solo perdere tempo?
Qualunque funzione abbia avuto per te, condividila…

Facebook Twitter Email

Da NeoNarciso a NeoSansone

Da NeoNarciso a NeoSansone

Guida semiseria alla caduta dei capelli per il ‘nuovo uomo’.

Articolo di Luca Bartoli per Numéro Beauté – ottobre 2007

Dalle origini del mito alle cause del problema.

La Bibbia dedica quattro capitoli a Sansone, l’eroe leggendario che combatté i Filistei, uccise a mani nude un leone e cadde ingannato da una donna. Le Scritture narrano che fu Dalila, scoperto il suo segreto, a consegnarlo ai nemici, consigliando loro di tagliare le sue ‘sette trecce’, origine della sua forza.

La storia non ha fretta di cambiare. E mentre Venere continua a mietere più vittime di Bacco e Tabacco messi insieme, una fluente chioma resta un must per molti uomini, un autentico mito di virilità. Virilità che paradossalmente è il peggior nemico dei capelli, poichè è proprio il testosterone, il più maschile degli ormoni, la principale causa dell’alopecia androgenetica (nome scientifico della comune calvizia). In particolare, se proprio vogliamo andare a spaccare il capello, è la trasformazione dell’ormone in androstenedione a renderlo più fragile.

Della cute e del karma.

Origine e cause a parte, il ‘nuovo uomo’ o neonarciso (come lo abbiamo definito in precedenza) è consapevole, oggi come mai nella storia, che una folta criniera è il risultato di una cura e un’attenzione costante nel tempo. Una sorta di karma dell’estetica o, per rifarsi a modelli meno orientali, un “chi semina raccoglie” applicato a ogni cellula del nostro corpo. E quando si tratta di salute, cura o bellezza, la pubblicità sa essere maestra autorevole. Così, fin dagli anni ’80 non possiamo far finta di non sapere che “prevenire è meglio che curare” come ci ricordava continuamente un uomo in camice bianco. Sarà stata la semplicità del messaggio o il fascino di quell’uniforme, ma tutti sembrano averlo assimilato, come testimonia la maggior parte del milione e duecentomila risultati (solo in italiano) che si trovano accostando le parole ‘caduta’ e ‘capelli’ su un comune motore di ricerca. Una corsa nella rete a caccia di shampoo rivitalizzanti, integratori, impacchi, rimedi farmacologici prima di passare a quelli chirurgici, ai trapianti, agli autotrapianti e agli innesti. Prima che sia troppo tardi.

Non è mai troppo presto.

Prevenire, prevenire, prevenire. Il messaggio dei media riecheggia tra medici e televenditori, farmacisti e parrucchieri, dermatologi ed erboristi. E allora fin da teenager, addio a lacche, gel o simili, tanto in voga fino a qualche anno fa, meglio passare alle cere modellanti, considerate meno invasive. E poi, non più di due/tre lavaggi la settimana, per non sfibrare i nostri capelli, evviva le lozioni, sì al balsamo per proteggerli (forse il primo cosmetico ‘rubato’ all’universo femminile, prima di creme, cremine, esfolianti e antirughe). A seguire, sistemi di autovalutazione dello stato di salute dei nostri capelli: conteggio quotidiano, test del lavandino, tira-e-conta ecc. Il festival della prevenzione è solo all’inizio. E se proprio le cose non vanno per il verso giusto, ci sono sempre prodotti specifici per mascherare la calvizia in attesa di un miracolo. La posta in gioco è troppo alta, visto che per alcuni più che un difetto estetico o un segno del tempo, la calvizia è (testuali parole di uno delle centinaia di siti che trattano il problema) “una menomazione con ripercussioni psicologiche in grado di ridurre anche in modo considerevole il benessere complessivo della persona e quindi la sua qualità di vita”. In fondo, se quando ci vediamo bene ci sentiamo meglio, deve valere anche il contrario, no?

Miracoli in offerta speciale & affini.

Nella reclame quando non si usa l’autorità di un camice, di una ricerca o di un testimonial, si gioca a chi la dice più grossa: polveri magiche, impacchi traumaturgici, pillole della folta felicità, integratori reintegranti, parrucche intelligenti, paracadute follicolari, corsi d’addestramento per bulbi da difesa, innesti da battaglia. Il nostro neonarciso ormai neosansone, è confuso, allo sbando di fronte al progressivo diradarsi della sua chioma. Non sa più dove sbattere la testa: allo “Houston vi stiamo perdendo” si somma il “e se non facessi la scelta giusta” seguito dalla domanda “tutto questo stress si ripercuoterà negativamente sui miei già mortificati capelli?”. Una sorta di stress al cubo con contorno di disinformazione. Se il nostro eroe non si abbatte, qualche semplice ricerca, resa più facile dalla rete, può schiarirgli subito le idee. Basta saper accettare che i miracoli non esistono: il capello se ne è andato e non ritorna più. Escludendo la chirurgia, per molti troppo radicale, tra le soluzioni più interessanti incontriamo le, così dette, fiale anticaduta, che rinvigoriscono il capello ostacolando l’effetto indebolente dell’androstenedione. Chi le ha provate parla di una notevole riduzione dei caduti nel lavandino. Ci sono battaglie che si possono vincere e altre in cui è meglio limitare i danni.

L’importante è non arrendersi.

Rasati e contenti.

Talvolta però, la resa è inevitabile. Tanto vale farlo a testa alta, anziché calva. Negli ultimi 4/5 anni abbiamo assistito, così, al dilagare di una vera e propria epidemia. Dapprima pochi costretti dal fato infausto, poi i rasseganti che hanno deciso di fare le prove del Giorno del Giudizio, seguiti dagli ortodossi del “prevenire è meglio” e infine, quelli che l’hanno scelto per il gusto di scegliere, proprio perché non ne avevano alcuna necessità. Un contagio di dimensioni considerevoli, l’invasione dei rasati. Così mentre pochi estremisti si sono dati alla lametta, le vendite di rasoi elettrici regola-barba sono volate alle stelle. Il tutto naturalmente condito da un po’ di sana “coltivazione” mediatica (distorsione della realtà o semplice accelerazione di fenomeni già in essere portati alla ribalta) a suon di personaggi e sex symbol rigorosamente rasati. Bruce Willis, Fabio Cannavaro, fino ad arrivare all’icona del ‘nuovo uomo’ ipercurato e trendy, David Beckham.

In fondo si può essere belli anche senza capelli.

Sei arrivato fin qui a leggere? Guarda che non era poco… quindi ti è piaciuto! Non temere di ammetterlo… sei in ottima (o pessima) compagnia.

Copywriter: Luca Bartoli
Agenzia: Freelance
Cliente: RCS Media Group
Prodotto: Numéro Beauté
Articolo sul tema “Metrosessualità e cura dei capelli”

Già che siamo in tema di ammissioni, dilla tutta. Sei finito/a su questo/a blog perché stavi cazzeggiando/a, sport per cui potresti essere selezionato dalla nazionale olimpica, e non vuoi smettere di farlo? Giusto per non fermare la tua voglia di prendere gli anni migliori della tua vita e gettarli dalla finestra attaccato/a allo schermo/a, ora copywriter Milano è su Facebook ma anche su twitter! Sono certo/a che non ti farai scappare quest’opportunità…

Grazie a questo articolo hai scoperto rimedi che neppure immaginavi al problema che hai in testa? Oppure hai capito che sono tutte cazzate? Cmq la pensi: 1) non me ne può fregare di meno (almeno sono sincero), come penso a te non freghi nulla di come la penso io. 2) può condividere, oppure no. 3) fai un po’ come ti pare…

Facebook Twitter Email

Io, NeoNarciso

Io, NeoNarciso.

Quando bello non basta.

Scritto da Luca Bartoli per Numéro Beauté – aprile 2007

La nuova vanità al maschile.

Verso la fine dell’ottocento Havelock Ellis, medico e psicologo, nel suo studio sull’autoerotismo definisce il narcisismo come una perversione sessuale in cui l’individuo fa di se stesso l’oggetto principale delle proprie pulsioni erotiche. Oggi in una società che definisce se stessa come ‘postmoderna’, quindi più moderna della stessa modernità, le cose si sono decisamente rovesciate. Medici e psicologi esaltano la masturbazione come precondizione di una sessualità felice mentre il narcisismo, privato della sua carica (auto)erotica, non è più una malattia. E se lo è, la cura è ancora ben lontana dall’essere scoperta.

Ma cosa significa oggi essere un narciso?

Narcisismo e neonarcisismo.

Per comprendere un fenomeno così attuale non possiamo di certo affidarci a trattati di psicopatologia o a rigide definizioni ‘da dizionario’ che tendono a enfatizzare la componente d’auto-ammirazione. Il narciso contemporaneo, in questo, stravolge completamente il mito narrato da Ovidio circa il bellissimo giovane condannato a innamorarsi della sua stessa immagine. Il neonarciso non passa il tempo celebrando agli altri la propria bellezza. Tutte le sue energie sono dirette al raggiungimento di un egoistico ed egocentrico desiderio di perfezione. E poiché quest’obiettivo è irraggiungibile per definizione, la sua vita è una lotta contro il tempo. Una compulsiva ricerca della novità, sia questa una dieta dai risultati miracolosi, un nuovo esercizio o l’ultima innovazione cosmetica appositamente pensata per lui.

La freneticità ha rovesciato il mito.

Perfetti si diventa?

È proprio il perfezionismo nella sua duplice valenza aspirazionale e nevrotica a fornirci, la chiave di lettura per comprendere il narciso del XXI secolo. Giudice implacabile di se stesso ed essere in perpetuo divenire, soddisfatto e orgoglioso della sua perenne insoddisfazione. Tanto ci sarà sempre un’area del proprio corpo da migliorare, un nuovo ideale da soddisfare e un ulteriore standard da raggiungere. L’identità del neonarciso è salva.

Il senso di mancanza diventa una bandiera.

 Edonismo e rivoluzione estetica.

All’inizio degli 80, dopo una ventina d’anni dalla loro nascita, si diffondono su larga scala le lampade a raggi UVA. La ricerca del piacere (e quindi del piacersi), imperante in quegli anni, è un motore inarrestabile. “Ormai abbiamo tutto, non resta che diventare belli”. La bellezza diventa status symbol. La bellezza è in vendita ed è alla portata di tutti. Centri estetici e solarium si affollano di donne e uomini uniti dal desiderio d’apparire più belli, diventando il teatro di questa rivoluzione. Una vera rottura col passato, se consideriamo che per secoli uomini e donne si sono presi cura di sé separatamente. Basta pensare alla distinzione, oggi ancora valida per certe fasce di popolazione, tra barbiere per lui e parrucchiere per lei.

L’ultima rivoluzione sessuale si compie con leggerezza.

 Tv e nuovi modelli.

Al di là del ruolo della pubblicità, che spesso più che innovare la società la rincorre, la televisione e in particolare il mondo delle serie televisive d’oltreoceano fanno di tutto per promuovere questi comportamenti sopratutto tra i più giovani. Si creano sex-symbol poco più che adolescenti per nulla imbarazzati nel prendersi cura di se stessi come, dove e quanto le proprie coetanee. Mike Seaver di Genitori in blue jeans, Zack Morris di Bayside school, per non parlare dell’intero cast maschile di Beverly Hills 90210, serie simbolo dei primi anni ’90. Ed è proprio nei dieci anni che precedono la fine del millennio che la tv mostra sempre più frequentemente uomini parzialmente o totalmente depilati, con grande gioia dei centri estetici che, cavalcando l’onda, offrono tariffe speciali ai loro nuovi clienti. Negli stessi anni nelle palestre di tutto il mondo si diffonde un nuovo ideale: il fitness. I corpi non sono più “mostruosi” come quelli dei bodybuider anni ’80, ma aggraziati, sinuosi e scolpiti a suon d’aerobica e cardio. Nei primi anni del nuovo millennio il cerchio si chiude: un numero crescente di trasmissioni e la fortunata serie Nip / Tuck puntano i riflettori sulla chirurgia estetica maschile: botulino, lipoaspirazioni ma non solo. Cade così l’ultima roccaforte riservata alle donne, ogni distinzione tra i generi è annullata.

La scatola che rende tutti schiavi ha liberato la bellezza. Per tutti.

 Il nuovo uomo sul grande schermo.

Anche il cinema fa la sua parte mostrandoci sempre più spesso divi ossessionati dal proprio aspetto non solo dietro la macchina da presa. Gli ’80 si aprono con Richard Gere e il suo American Gigolò, subito un punto di riferimento di un nuovo modo di essere uomo, lontano anni luce dai duri alla Bogart. Da lì a 20 anni il passaggio al narcisismo come mania è palpabile in American Psyco. Nella pellicola, il protagonista nell’evoluzione della sua follia è alle prese con maschere esfolianti, lettini solari e allenamenti ossessivi. Persino a casa nostra nel recente Saturno contro, Stefano Accorsi è alle prese con una crema per il contorno occhi, sotto lo sguardo incredulo della moglie, al secolo Margherita Buy.

Narciso è ormai uno di noi.

Il neonarcisismo tra virilità e omosessualità.

Ma come si relaziona il nuovo uomo con gli altri uomini e sopratutto come questi si relazionano a lui? I nostalgici del mito dell’uomo virile, quelli che mostrano con orgoglio il pelo sul petto e pensano che in fondo l’uomo “ha da puzzà”, lo guardano con sospetto. Ai loro occhi si tratta di una ‘mezza checca’ da etichettare e tenere a distanza. Per quanto riguarda i rapporti con il mondo omosessuale, i neonarcisi sono tutti, più o meno, consapevoli di avere uno stile di vita (oggi considerato) da gay. Alcuni ci scherzano su tranquillamente, mentre altri sentono ogni tanto il bisogno di mettere i puntini sulle ‘i’ e marcare la propria etero-identità.

Un’identità di frontiera.

I rapporti con l’altro sesso.

Quaranta anni di femminismo (o qualsiasi cosa fosse) sono, in parte, riusciti a demonizzare la ricerca di una bellezza fine a se stessa. Così, oggi una buona parte della popolazione femminile, se da un lato vive quasi con vergogna il bisogno di piacere e di piacersi, dall’altro condanna l’idea che un uomo si curi quanto o più di loro. Soprattutto, queste donne non accettano che lui lo faccia con orgoglio e alla luce del sole. L’unica difesa per preservare la propria autostima è mettere in dubbio la virilità di questi sedicenti nuovi uomini. L’invidia del pene si manifesta su altri oggetti di forma analoga, siano questi pinzette per le ciglia o rulli per la ceretta.

Fortunatamente per il neonarciso esiste tutta un’altra fascia di popolazione femminile che apprezza gli effetti di tanta cura e vanità. È una donna esteta, tendenzialmente più sicura di se stessa e della propria identità, che non si sente messa in discussione se il suo compagno le consiglia circa una crema o una dieta. Neanche se lui passa un po’ più tempo di lei nel bagno.

La bellezza ha sempre un prezzo.

Ti sei appassionato/a alla lettura? Non temere di ammetterlo… non sei solo/a

Copywriter: Luca Bartoli
Agenzia: Freelance
Cliente: RCS Media Group
Prodotto: Numéro Beauté
Articolo sul tema “Metrosessualità”

Sei finito/a su questo/a blog perché stavi cazzeggiando/a e non vuoi smettere di farlo? Giusto per non fermare la tua voglia di prendere gli anni migliori della tua vita e gettarli dalla finestra attaccato/a allo schermo/a, ora copywriter Milano è su Facebook ma anche su twitter! Sono certo/a che non ti farai scappare quest’opportunità…

Grazie a questo articolo hai scoperto di essere un po’ metrosexual anche tu o che lo è il tuo ragazzo? Non vergognarti, capita anche ai migliori… figuriamoci a te! Quindi condividi pure senza ritegno…

Facebook Twitter Email

Slounge

Slounge

Manifesto

La nostra slounge way.

Ci muoviamo, ma lo facciamo senza fretta.
Il nostro corpo è il nostro strumento, lo usiamo. Ma non ne abusiamo.
È la curiosità a guidarci continuamente verso il nuovo.
Siamo aperti al mondo al 100% nel superare confini che non sono ancora stati tracciati.
Ci muoviamo slounge.

Pensiamo, consepevoli della nostra unicità. I nostri pensieri ed emozioni sono solo nostre.
Nessuno può dirci cosa possiamo o non possiamo fare, dire o pensare.
Siamo pastori non pecore. Decidiamo delle nostre vite. Scegliamo.
E nello scegliere, siamo rilassati. Tanto non esistono decisioni sbagliate.
L’unico errore è lasciarle prendere agli altri.
Pensiamo slounge.

Siamo positivi, ottimisti, curiosi. Siamo l’estensione di tutti i nostri pensieri.
Abbiamo piani perfetti da realizzare che chiamiamo sogni e mezzi potenti di nome entusiasmo e creatività.
Interpretiamo la realtà a modo nostro, la plasmiamo e la facciamo assomigliare alla nostra visione del mondo.
Tutta la fiducia, la saggezza e il coraggio che ci servono sono già dentro di noi, adesso.
Siamo sloungers. Unisciti a noi.

 Ti piace? Non temere di ammetterlo… non sei solo/a

Copywriter: Luca Bartoli
Agenzia: DLVBBDO, Milano
Cliente: Freddy
Prodotto: The Slounge Way Blog

Sei finito/a su questo/a blog perché stavi cazzeggiando/a e non vuoi smettere di farlo? Giusto per non fermare la tua voglia di prendere gli anni migliori della tua vita e gettarli dalla finestra attaccato/a allo schermo/a, ora copywriter Milano è su Facebook ma anche su twitter! Sono certo/a che non ti farai scappare quest’opportunità…

A pensarci bene, dopo aver letto il manifesto ti senti un po’ slounge anche tu e senti l’irrefrenabile bisogno di condividere la tua nuova fede? Chi sono io per fermarti?! Condividi pure!

Facebook Twitter Email

forchets-digital

forchets-digital

forchets–digital. bit ideas, big results.

Le idee sono digitali, binarie, 1 o 0, o funzionano o non funzionano.

Per questo è nata forchets–digital, la divisione non divisa di forchets.
forchets–digital si sviluppa ed opera soluzioni nel mondo delle nuove tecnologie, grazie alla forza delle idee.

Perché un’idea forte funzionerà sempre.

web writer: Luca Bartoli
Agenzia/Cliente: Forchets, Milano
Prodotto: Forchets-digital
Sito web

forchets digitalSenti l’irrefrenabile desiderio di congiungerti a me?
Iniziare un viaggio insieme o semplicemente seguirmi?
Mi auguro con tutto il cuore tu abbia di meglio da fare, in ogni caso forse non ci crederai ma copywriter Milano è su Facebook ed anche su twitter! Giusto per non farci mancare nulla…

Non condividere ciò che vedi online, ti rende così offline che dovrai fare buchi aggiuntivi alla cintura.

Facebook Twitter Email