SEAT Leon

Nuova SEAT Leon

Questo è il momento di vivere ogni momento

COPYWRITER: LUCA BARTOLI
AGENZIA: C13
CLIENTE: SEAT
PRODOTTO: Nuova SEAT Leon

Radio

Finalmente è arrivato…
È arrivato il momento di smettere di aspettare, di dire “scusate ci sono anch’io”.
È il momento di alzare il volume.
Di cantare, anche se sei stonato.
E di ballare.
Ti guardano strano? Chissenefrega.
Questo è il momento di partire, anche se non hai una meta.
Nuova SEAT Leon oggi tua a 159 euro al mese con SEAT Senza Pensieri.
TAN 4,50 – TAEG 6,13 salvo approvazione SEAT Financial Services
Scoprila anche domenica e su Seat-Italia.it

Spot tv (Italian transcreation)

Ci sono momenti in cui sei pronto a tutto,
suonare in una band
o ballare.
Puoi vestirti così
o anche così.
E quelle?
Siiiii.
Ma anche queste…
In un momento così può succedere questo…
Ma basta fare così.
Semplice, no?
Nuova SEAT Leon, tua a 159€ al mese con SEAT Senza Pensieri.

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Copywriter

Articolo apparso nel settembre 2015 su http://blog.keliweb.it/2015/09/da-copywriter-a-seo-copywriter/

Da copywriter a SEO copywriter.

copywriter

Copywriting e SEO: due sistemi distinti con un pianeta in comune.

DUE CHIACCHIERE PARLANDO DI TESTI E OTTIMIZZAZIONE, PASSANDO DALLE GARE DI RUTTI ALL’EGO DI CHI SCRIVE, DENIGRANDO LA VOCE “CHI SIAMO” ED ESALTANDO L’ORIGINALITÀ. NON SOLO DEI CONTENUTI.

Rieccoci con la nostra rubrica del martedì, il giorno in cui diamo voce ai professionisti del web, pronti a svelarci alcuni dei loro segreti per essere sempre al top della considerazione dei vari settori. Finora abbiamo avuto il piacere di intervistare personaggi di grande spessore come Benedetto MotisiPasquale GangemiLisa De LeonardisJacopo Matteuzzi e tanti altri, tutti grandi specialisti della SEO e del web marketing in generale.

L’ospite di questa settimana è Luca Bartoli, di professione copywriter, ruolo chiave di tutte le aziende online, professione che forse non gode ancora della giusta considerazione. Essendo probabilmente il miglior SEO copywriter in circolazione (ce lo confermano i risultati di ricerca di Google), abbiamo pensato bene di focalizzare la nostra attenzione su questo aspetto molto importante per la promozione e la pubblicità delle aziende sul web.

  • Buongiorno Luca e benvenuto sul nostro blog. Cominciamo con la più classica delle domande: quando hai iniziato a occuparti di quello di cui ti occupi? In soldoni, quando e com’è nata la tua passione per il web e per il copywriting?

Era il 2006 – abbastanza classico come inizio, no? – ed ero stagista copywriter in una piccola agenzia pubblicitaria a Milano. Poiché nel mio lavoro avevo parecchi tempi morti, un mio collega con un po’ più di esperienza mi suggerì di aprirmi un blog “per cazzeggiare tra un progetto e l’altro”. Scelsi il più banale degli url (sinceramente manco sapevo che si chiamasse url): www.ilmionomecognome.ilprimodominiodisponibile
Lo aprii, scrissi il primo post e mi misi a fare dell’altro.

 

IL GIORNO DOPO GOOGOLAI IL MIO NOME E COGNOME, MA CON MIO GRANDE STUPORE E UN PIZZICO DI DISPIACERE NON MI TROVAI. INCREDIBILE, VERO?

Neppure il giorno successivo e quello dopo ancora. All’epoca ero l’ultimo arrivato e c’erano altri “Luca Bartoli” più famosi di me sul web. Tra questi un personaggio televisivo interpretato da Sebastiano Somma e, soprattutto, uno dei campioni di Ruttosound, specialista nel “Rutto di potenza”. Al di là di quanto mi lusingasse questa omonimia, loro e tutti i vari Luca Bartoli presenti sul web erano i primi concorrenti da battere e io avevo la mia prima serp da scalare.

Non avevo risorse per farlo. Il mio “stipendio” da stagista copywriter pubblicitario era qualcosa d’imbarazzante (ben più basso dell’affitto della mia camera, in appartamento condiviso, a Milano. E non vivevo in Montenapo). Poi non avrebbe avuto senso investire in un blog nato per cazzeggiare. Però avevo tempo “tra un progetto e l’altro” (ormai un lontano ricordo), voglia di fare, di imparare e di creare contenuti originali.

COSÌ HO INIZIATO DA AUTODIDATTA.

Come tutti i grandi geni e i peggiori spilorci, consapevole di appartenere più alla seconda categoria che alla prima.

  • Nel tuo portfolio sono presenti molte esperienze come copywriter, soprattutto con grandi aziende. Pensi che questo tipo di professione abbia il giusto apprezzamento da parte degli “addetti ai lavori” o pensi che la figura del copywriter sia guardata con un po di indifferenza dai più?

Distinguiamo: i marchi di cui trovi campagne nel mio portfolio online fanno parte di grandi aziende che si rivolgono ad agenzie pubblicitarie internazionali o nazionali per avere campagne d’impatto e memorabili.

CHI SI OCCUPA DELLA COMUNICAZIONE IN QUESTE GRANDI AZIENDE È PERFETTAMENTE CONSAPEVOLE DEL PESO DEL COPYWRITING.

Sa che una head, un claim e un payoff possono fare un’enorme differenza. La differenza tra un successo commerciale e un budget gettato al vento. Eventualità che solitamente fa tremare sedie e scrivanie.

Se scendiamo invece a livello di medie imprese, è probabile che queste abbiano meno cultura della comunicazione. Quindi che ignorino il valore aggiunto che un copywriter professionista può dare a loro e alla loro azienda. Se scendiamo ulteriormente a livello di piccole aziende, quelle che magari puntano sul web “perché è un po’ come fare pubblicità ma costa meno”, si aprono scenari testuali improbabili, con siti che vengono visitati solo dai titolari e dai parenti degli stessi. Nemmeno tutti, a dire la verità.
Come riconoscerli? Con un buon margine di approssimazione posso dirti che:

SE C’È SCRITTO “CHI SIAMO”, ALLORA NON CI SIAMO. “NCS” COME DICEVA IL MITICO DOGUI.

  • Scrivere contenuti per il web non è così semplice come possa apparire a una prima occhiata. Quali sono le qualità che secondo te deve avere un copywriter per riuscire a sviluppare bene il proprio lavoro?

Direi che non è semplice per niente. Ma in generale lo è lo scrivere per gli altri, soprattutto in ambito commerciale. Non è una questione di tecnica, il limite è psicologico. Esiste una sorta di “narcisismo dello scrittore”, sentimento lecito e legittimo, probabilmente all’origine delle più grandi opere testuali dell’umanità, Bibbia inclusa.

MA IN AMBITO COMMERCIALE E, SOPRATTUTTO, NEL WEB NESSUNO TI LEGGE PER IL GUSTO DI LEGGERTI E A NESSUNO FREGA DI CHI SEI, ANZI DI CHI PENSI DI ESSERE.

Arrivano a leggerti perché stavano cercando qualcosa o perché hanno cliccato da qualche parte. Hanno bisogni spesso inespressi, sogni inconfessati e inconfessabili, aspettative che non puoi disattendere e poco, pochissimo tempo. Annoiali e scapperanno. Rendigli complicato seguirti e ti abbandoneranno. Parlagli di qualcosa che non gli interessa e ti saluteranno. Raccontagli “Chi siamo” e non li vedrai mai più.
Al contrario, dagli quello che vogliono nel momento esatto in cui lo vogliono e sono disposti a darti tutto quello che gli chiedi, senza cercare se qualcun altro può offrirgli un prezzo migliore. In fondo gli stai facendo risparmiare tempo e il tempo è più raro e prezioso del denaro.

Il più grande limite di chi scrive sul web è l’Ego: va messo da parte, frustrato e frustato ogni volta che fa capolino dietro a un roboante aggettivo o una raffinata scelta verbale (almeno finché qualcuno non ti chiede un’intervista).

LA PIÙ GRANDE QUALITÀ, INVECE, È L’EMPATIA.

Saperti mettere nei panni di chi ti legge, dimenticandoti chi sei, da dove vieni, cosa hai fatto e concentrandoti su chi ti sta leggendo, su cosa vuole, su perché è venuto lì da te e su cosa puoi fare tu (o l’azienda per cui stai scrivendo) per lui.

SOPRATTUTTO SUL WEB, IL COPYWRITER NON È UNO SCRITTORE. È UN VENDITORE.

Purtroppo le parole della pubblicità sono ingannevoli e ci sono copywriter convinti di essere writer e art director convinti di essere un po’ artisti. Io per non confondermi ho una foto di Giorgio Mastrota sulla scrivania. Il copy è un venditore che non può sfruttare nient’altro che le parole scritte. Briciole di persuasione che, una dopo l’altra, devono portare dall’attenzione all’interesse… dal pensiero all’acquisto (o prenotazione o richiesta d’informazioni o di una prova ecc.) A nessun venditore interessa sentirsi dire quanto è bravo, figuriamoci mostrarlo, vuole vendere ed è solo questo che fa la differenza per lui: o vendi o niente, successo o insuccesso, pagnotta guadagnata o stasera si digiuna, 100% o 0. Molto digitale, vero?

  • Per quel che riguarda l’ottimizzazione di un testo per i motori di ricerca, il cosiddetto SEO Copywriting, come pensi si possa trovare il giusto equilibrio tra un testo che possa risultare accattivante per i lettori e valido “agli occhi” di Google?

Come scritto all’inizio dell’articolo, copywriting e SEO sono due sistemi – aggiungo “solari” – distinti con un pianeta in comune.

IN QUESTO PIANETA, VISITATORI UMANI E SPIDER DEI MOTORI DI RICERCA CONVIVONO PACIFICAMENTE.

Si sono perfettamente integrati e hanno dato vita persino a qualche famiglia “mista”. Inevitabile che sia in atto una certa omologazione. Gli spider sono diventati più intelligenti (non li si frega più tanto facilmente) e i lettori sembrano aver imparato a scansionare le pagine anziché leggerle.

Uscendo dalla metafora, che dopo un po’ mi ha già annoiato, personalmente considero Google come uno dei lettori. Un lettore che ha poco tempo ma pretende di capire tutto, è abbastanza superficiale ma vuole una trattazione approfondita, vuole essere aiutato con titoli ricorrenti, paragrafi monotematici, parole in enfasi ed è, comunque, pronto a distrarsi appena gliene si da la possibilità o una scusa.

INSOMMA, COME LETTORE GOOGLE È UN AUTENTICO ROMPIPALLE.

Però, a pensarci bene, non è che io sia un lettore tanto diverso. Dici che è colpa dello spider con cui mi vedo da qualche mese? È iniziata così, come una cosa non impegnativa e invece mi ha già fatto conoscere i suoi.

  • Sei considerato uno dei migliori copywriter in circolazione, prova ne è il fatto che nei risultati di Google alle voci “copywriter” e “seo copywriter” compari lassù in cima nella prima pagina. Citando un grande film con Michael J. Fox ti chiedo: qual è il segreto del tuo successo?

A parte mia madre non conosco nessun altro che mi consideri “uno dei migliori copywriter in circolazione”. Già mio fratello sostiene che “Quella bionda che lavora con te fa gli slogan più belli”. Comunque grazie, quanto ti devo per averlo scritto?

Circa i “risultati nei risultati” (vedi, come copy sono abbastanza banale, direi quasi anni 80) la mia fortuna sul web è essere partito dalla scrittura, essere passato dal blogging e dopo aver imparato i tecnicismi del SEO copywriting.

COPYWRITER, BLOGGER E SEO ALL’INIZIO LITIGAVANO, ORA SCRIVONO A SEI MANI. PIÙ PER PIGRIZIA CHE PERCHÉ VADANO SINCERAMENTE D’ACCORDO.

Al contrario mi sembra che il mercato attuale offra: SEO expert che si cimentano nella scrittura con poca convinzione e ancora meno originalità, scrittori che non sanno e non vogliono celare le loro aspirazioni da romanziere e blogger poco inclini alle questioni SEO.

Quindi ti direi che non c’è nessun segreto dietro a questa fortuna (“successo” è un participio passato di cui si abusa un po’ troppo). L’origine di questa mia fortuna è semplicemente la mia singolarità e a Google piacciono le cose singolari. Se non ci credi, cerca “donna con tre tette”.

  • Cosa ne pensi dei giovani copywriter che tentano di farsi strada nel mondo del web? Puoi indicarci dei nomi di alcune giovani promesse del settore?

Penso che facciano bene, se qualcuno ci riuscisse è pregato di spiegarmi come si fa. Comunque il concetto di “giovane” in Italia è iper-esteso: ci sentiamo “giovani” fino a 40 anni. Quindi in teoria ci rientro anch’io, rughe nella foto che ti ho mandato a parte (se gli dai un colpo di photoshop, grazie). E poi alle promesse dei copywriter, come di qualunque professionista della comunicazione, ho imparato a non credere.

  • Alcuni giorni fa abbiamo pubblicato un articolo in cui abbiamo messo in risalto l’importanza dello Storytelling, l’arte della narrazione inclusa in una strategia aziendale. Pensi che questo tipo di approccio possa essere valido per tutti i tipi di aziende? Come possiamo legare bene l’aspetto creativo a quelle che sono le regole per scrivere dei post che possano garantire una scalata delle SERP di Google?

In teoria sì: l’approccio storytelling può essere valido per ogni azienda.

PERCHÉ OGNI AZIENDA HA ALMENO UNA STORIA DA RACCONTARE.

Il problema è in pratica: raramente qualcuno vuole sentirla. Motivo per cui “Chi siamo” è la voce meno cliccata di ogni sito.

NON BASTA AVERE UNA STORIA, VA RESA RILEVANTE, INTERESSANTE E PIACEVOLE PER IL PUBBLICO.

Ed è qui che entra in campo la creatività, il cui principale compito è contrastare, o almeno nascondere, l’intento auto-celebrativo che ha spinto qualcuno, per uscire da una riunione estenuante, ad alzare la mano e dire “E se facessimo uno storytelling?” ricevendo l’approvazione di chi ha preferito sorridere, rispetto a chiedere legittimante “cavolo vuol dire storytelling?”. Forse anche qui entra in gioco l’Ego: sul lavoro abbiamo tutti paura di ammettere “Scusa, non ho capito”.

CIRCA LE RIPERCUSSIONI SEO, LO STORYTELLING PUÒ ESSERE MOLTO POTENTE.

Perché una produzione costante e continua di contenuti originali, se la sai ottimizzare, è la più grande risorsa disponibile per valorizzare un sito (o un brand) agli occhi dei motori di ricerca. Almeno secondo me.

Anni fa per un’azienda che vende fazzoletti abbiamo dato vita a un esperimento in quest’ambito. Il progetto si chiamava La scatola delle emozioni e ruotava intorno a un blog dedicato ai “film strappalacrime”. Avevamo persino creato il personaggio che firmava ogni pezzo: Cristina Cry, un nome un programma. Grazie all’originalità dell’approccio e a un lavoro di SEO copywriting costante, in poche settimane siamo riusciti a scalare le serp più rilevanti in ambito cinematografico, posizionando il prodotto come “lo sponsor ufficiale delle emozioni davanti allo schermo”.

  • Ultima cosa: un tuo consiglio da parte tua verso coloro che tentano di farsi strada nella tua stessa professione.

In generale consiglierei a qualunque aspirante creativo, e soprattutto a chi vuol fare il copywriter, di farsi un’esperienza di vendita. Si tratti di fare il rappresentate, il venditore porta a porta di enciclopedie o aspirapolvere, il commesso (a provvigioni) o il PR in discoteca, ma anche il promoter in fiera. Purtroppo camerieri e baristi in Italia non hanno percentuali sul servito, quindi sono più operai dell’industria eno-gastronomica che venditori. A ogni modo, i vantaggi di questa esperienza di vendita sono almeno tre:

  • impari a considerare la comunicazione non come fine a se stessa, ma come un supporto alla vendita (perché è così che la concepiscono le aziende che investono in comunicazione)
  • sviluppi skills che non puoi apprendere diversamente, inclusa una certa fame (o avidità) e una disincantata concretezza
  • se ti va male come creativo, hai un piano B che tutto sommato…

Non si può dire che l’ospite di questa settimana non si sia fatto notare, oltre che per la competenza, per una certa “singolarità” come l’ha definita lui. Ringraziamo dunque il nostro ospite per la sua disponibilità. Buon lavoro, Luca!

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Invicta

Invicta 2015.

Zaini Ollie Face.
Invicta. We’re back

Zaino Twist reversibile.
Invicta. We’re back


Copywriter: Luca Bartoli, Lorenzo Marzetti
Art director: Cristiana Soriano
supervisor: DANIEL CAMBÒ,
Regista: Leone Balduzzi
Agenzia: stvDDB
Cliente: Invicta
Casa di produzione: k48
Prodotto: zaini Ollie Face, zaini reversibili Twist

Spot tv

Invicta. We’re back.

pubblicita invicta

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SKY Member Get Member

Maschera

“Sempre pronto a far felice un amico? SKY ti premia.


Copywriter: Luca Bartoli
Art director: Andrea Baccin
Agenzia: Forchets, Milano
Cliente: SKY
Prodotto: Promo Membre-get-member
Spot tv

sky

 

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La7

La7

Esclusivamente per tutti.

copywriter la 7
La7: solo per chi crede che la settimana sia fatta di sette giorni.

Copywriter_LA7_8_Mezzo
Otto e Mezzo. Esclusivamente per chi è nato nudo.

Copywriter_LA7_ExitExit è il programma ideale per chi sostiene che il mercoledì segue il martedì.

Copywriter_LA7_ImperoImpero è adatto solo a chi respira ossigeno ed emette anidride carbonica.

Copywriter_La7_TetrisTetris. Solo per chi sa distinguere la destra dalla sinistra.

Copywriter_La7_Grazie_al_cielo
Grazie al cielo sei qui. Solo per chi sa contare almeno fino a 1, 2, 3, 4, 5, 6.

Copywriter_La7_Gaia_Scienza
La Gaia Scienza. Esclusivamente per chi nell’H2O si bagna.


Copy writer: Luca Bartoli
Art director
: Anna Rondolino, Luca Menozzi
Agenzia: DLVbbdo, Milano
Cliente: La7
Campagna Stampa e affissione

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Radio La7

Radio La7

Esclusivamente per tutti.

La Gaia Scienza

Speaker: Trio Medusa & Mario Tozzi

radio player

Grazie al cielo sei quì

Speaker: Leonardo Manera

radio player

Tetris

Speaker: Luca Telese

radio player

Victor Victoria

Speaker: Victoria Cabello

radio player


Copywriter: Luca Bartoli
Agenzia Pubblicità: DLV
Cliente: La7
campagna stampa e Radio

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Freddy

Freddy contest.

Heads full of stuff.

Trasferisci il tuo mondo slounge in una maglietta.
Rimboccati le mani e partecipa al concorso.
www.Freddy.com/contest


Copywriter: Luca Bartoli
Art director
: Nicola Cellemme
Agenzia pubblicitaria: DLV BBDO, Milano
Cliente: Freddy
Prodotto: Heads Full of Stuff – The slounge way contest
Spot web

 

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Emmi Drink Different. Station Domination.

Cadorna station domination.

Espresso + Milk. Drink different.

emmi

ENTRA E SCOPRI IL DRINK DIFFERENT.

stazione cadorna

ambient

Tuffati nel drink different.

guerrilla

BEVI ESPRESSO + MILK IRRESPONSABILMENTE.

orari cadorna

AMBIENT: RETRO TABELLONE STAZIONE CADORNA.

marketing non convenzionale

guerrilla marketing

MALPENSA ESPRESSO.

comunicazione non convenzionale

BENVENUTI IN SVIZZERA.



Copywriter: Luca Bartoli
Art director: Andrea Vitali & Marco D’antonio
Agenzia pubblicitaria: Forchets, Milano
Cliente: Emmi
Prodotto: Espresso + milk
AMBIENT: STATION DOMINATION

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Rolling Stone Magazine. Life’n’Roll.

Rolling Stone Magazine. Life’n’Roll.

Berlusconi Rolling StoneSilvio Berlusconi: “La miglior copertina degli ultimi 150 anni.”

amy winehouse rolling stoneAmy Winehouse: “Non si è rotta. Ha solo fatto crack.”

jimi hendrix

Jimi Hendrix: “Il re del 69.”

queen

Queen: “We still rock you.”


Copy writer: Luca Bartoli
Art director
: Luca Menozzi, Giuseppe Valerio, Pietro Mandelli, Angelo Ratti
Agenzia: D’Adda, Lorenzini, Vigorelli, bbdo, Milano
Cliente: Rolling stone magazine
Campagna Affissione

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Rolling Stone Magazine

Rolling Stone Magazine

Sesso, droghe e Rolling Stone.

In copertina: Beppe Grillo, Marilyn Manson, Kanye West, Michael Moore, Eminem, Bob Marley, Jim Morrison, Rolling Stones, Kiss,Vasco Rossi, Fabio Volo, Homer Simpson, Valentino Rossi


Copywriter: Luca Bartoli
Art director
: Velia Mastropietro
Agenzia: D’Adda, Lorenzini, Vigorelli, bbdo, Milano
Cliente: Rolling stone magazine
Spot tv

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La Scatola delle Emozioni

Il primo blog dedicato al cinema strappalacrime.

Un’iniziativa Tempo Box. Sponsor ufficiale dell’emozione davanti allo schermo.


Copywriter/SEO COPYWRITER: LUCA BARTOLI
Art Director: Gabriele Goffredo
AGENZIA: TRIBAL DDB
CLIENTE: TEmpo
PRODOTTO: TEMPO BOX

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Perle ai porci

Perle ai porci

Festival del Verbano Cusio Ossola

radio player



Copywriter: Luca Bartoli
Agenzia: DLV BBDO, Milano
Cliente: Perle ai porci, Festival del Verbano Cusio Ossola
Campagnia Radio

perle ai porci

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Aspirina

Aspirina

ONE WORLD, ONE SOLUTION.

radio player

TANTI SINTOMI, STESSA SOLUZIONE.


Copywriter: Luca Bartoli
Art director: Luca Menozzi
Agenzia: DLV BBDO
Cliente: Bayer
Prodotto: Aspirina
Spot tv e Radio

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MTV “Grazie”

MTV. Thank you for changing.

mtv chiesa

Grazie alla Chiesa e alla sua morale sessuale.
Perché ora c’è più gusto a usare il preservativo.

mtv crisi

Grazie alla crisi.
Perché ora sta a noi fare il boom.

mtv paese

Grazie per aver messo il paese in ginocchio.
Perché ora ci sentiamo più alti.


Copywriter: Luca Bartoli
Art director: Luca Fontana
Cliente: MTV
Proposte creative per campagna stampa

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Hot Club

Hot Club, Hot Kit.

Guerrilla @ MI-Sex




hot club
Hot kit. come sopravvivere alle mille in una notte.
Solo per te 20 canali per tutta la notte a soli 20 euro.

Kit di sopravvivenza alle Mille in una notte.

Questo kit è un regalo di HOT CLUB e contiene:
Mille in una notte card. L’esclusiva promozione, pensata apposta per te, che ti offre l’accesso illimitato a 20 canali hot per tutta una notte a soli 21 euro.
Hygienic Hand Condom. Per chi ama fare tutto in sicurezza.
Hygienic Tissue. Per un lavoro pulito, senza tracce.
Ricetta per lo zabaione. Sarà una lunga notte…
Prima però, scopri il mondo HOT CLUB girando la confezione.

Copywriter/Direttore creativo: Luca Bartoli
Art director: Andrea Vitali

Agenzia pubblicitaria: Forchets, Milano
Cliente: SKY
Prodotto: Hot Club
Operazione di Guerrilla Marketing

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La7 – Digitale Terrestre

La7 – Digitale Terrestre

La7 porta l’alta qualità dei contenuti sul digitale terrestre.

LA7_Digitale_Terrestre

 

Che te ne fai del digitale terrestre se le trasmissioni che guardi sono terra terra.la7 alta definizione

A cosa ti serve l’alta definizione se non riesci a distinguere il tg dalla pubblicità?

la7 notizie

A cosa ti serve il decoder se le notizie che ti danno sono criptate?

la7 digitale terrestre schermo piatto

A cosa ti serve lo schermo piatto se i programmi che guardi lo sono già?


Copywriter: Luca Bartoli
Art director
: Luca Fontana
Agenzia: DLVbbdo, Milano
Cliente: La7
Proposte creative per Campagna Stampa

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Slounge

Slounge

Manifesto

La nostra slounge way.

Ci muoviamo, ma lo facciamo senza fretta.
Il nostro corpo è il nostro strumento, lo usiamo. Ma non ne abusiamo.
È la curiosità a guidarci continuamente verso il nuovo.
Siamo aperti al mondo al 100% nel superare confini che non sono ancora stati tracciati.
Ci muoviamo slounge.

Pensiamo, consepevoli della nostra unicità. I nostri pensieri ed emozioni sono solo nostre.
Nessuno può dirci cosa possiamo o non possiamo fare, dire o pensare.
Siamo pastori non pecore. Decidiamo delle nostre vite. Scegliamo.
E nello scegliere, siamo rilassati. Tanto non esistono decisioni sbagliate.
L’unico errore è lasciarle prendere agli altri.
Pensiamo slounge.

Siamo positivi, ottimisti, curiosi. Siamo l’estensione di tutti i nostri pensieri.
Abbiamo piani perfetti da realizzare che chiamiamo sogni e mezzi potenti di nome entusiasmo e creatività.
Interpretiamo la realtà a modo nostro, la plasmiamo e la facciamo assomigliare alla nostra visione del mondo.
Tutta la fiducia, la saggezza e il coraggio che ci servono sono già dentro di noi, adesso.
Siamo sloungers. Unisciti a noi.


Copywriter: Luca Bartoli
Art Director: Nicola Cellemme
Agenzia: DLVBBDO, Milano
Cliente: Freddy
Prodotto: The Slounge Way

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Seven

Zaini Scuola Seven.

Play your Seven.


Copywriter: Luca Bartoli
Art director: Gabriele goffredo
Agenzia pubblicitaria: stvDDB
Cliente: Seven
Prodotto: Zaini scuola Seven
Spot tv

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Sky Vivo

SKY VIVO



Copywriter: Luca Bartoli
Art director: Andrea Vitali
Agenzia: Forchets, Milano
Cliente: SKY
Prodotto: SKY VIVO
Spot tv

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World Animal Day

World Animal Day

by Pedigree & Whiskas

Copywriter_World_Animal_Day_Dog

Yes we can!

Copywriter_World_Animal_Day_Cat

 

Yes we gat!


Copywriter: Luca Bartoli
Art director
: Simone Dilaus
Cliente: Pedigree & Whiskas
Proposte creative per Campagna Stampa e affissione

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Freee

Free. Back to life.

Proposta creativa di manifesto

FEEEL TO BE FREEE


Non sarà mai una maglietta a farti sentire FREEE.
E neppure una felpa.
Non saranno frasi divertenti con cui scandalizzare il prossimo tuo come te stesso.
E neppure loghi che inneggiano a inneggiare a qualcosa.

Non sono i soldi che spendi né quelli che tieni sotto il materasso.
Neppure l’essere “sereno nonostante la crisi” può farti essere davvero FREEE.
Non è dichiararti volutamente fuori moda e men che meno inseguirla.
Non è niente che puoi comprare e niente che puoi vendere.

Fregarente di quello che pensano gli altri, questa volta, non ti aiuterà a essere FREEE.
Figuriamoci il preoccupartene.
Basta che se ne parli” è morto, come è morta “la prudenza che non è mai troppa”.
I luoghi comuni sono sepolti, ma anche le mete alternative se la passano maluccio.

FREEE è cadere e saperti rialzare.
FREEE non è il campione imbattuto.
FREEE è lo sfidante a cui hanno rotto il culo che torna sullo stesso ring a darne più che può, sapendo che potrebbe prenderne molte di più.
FREEE non è vincere ma il voler giocare anche la rivincita.

FREEE è rimontare in sella su un cavallo troppo selvaggio perché tu lo possa domare. Ma non è sfidare la morte, semmai è scommettere sulla vita.
FREEE non è giocarti una seconda possibilità, ma giocare affinché ce ne sia una terza.
FREEE è immergerti due volte nelle acque dello stesso fiume non per scoprire che tutto cambia,
FREEE è farlo solo per sentirti nuovamente bagnato.

FREEE. FREEE FROM MUSTS.

free<


Copywriter: Luca Bartoli
Cliente: FREE clothing

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Lasoactive

Lasoactive

C’è chi aspetta e chi si attiva.


Copywriter: Luca Bartoli
Art director: Luca Menozzi
Agenzia: D’Adda, Lorenzini, Vigorelli
Cliente: Bayer
Prodotto: Lasoactive
Spot tv

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Io, NeoNarciso

Io, NeoNarciso.

Quando bello non basta.

Scritto da Luca Bartoli per Numéro Beauté – aprile 2007

La nuova vanità al maschile.

Verso la fine dell’ottocento Havelock Ellis, medico e psicologo, nel suo studio sull’autoerotismo definisce il narcisismo come una perversione sessuale in cui l’individuo fa di se stesso l’oggetto principale delle proprie pulsioni erotiche. Oggi in una società che definisce se stessa come ‘postmoderna’, quindi più moderna della stessa modernità, le cose si sono decisamente rovesciate. Medici e psicologi esaltano la masturbazione come precondizione di una sessualità felice mentre il narcisismo, privato della sua carica (auto)erotica, non è più una malattia. E se lo è, la cura è ancora ben lontana dall’essere scoperta.

Ma cosa significa oggi essere un narciso?

Narcisismo e neonarcisismo.

Per comprendere un fenomeno così attuale non possiamo di certo affidarci a trattati di psicopatologia o a rigide definizioni ‘da dizionario’ che tendono a enfatizzare la componente d’auto-ammirazione. Il narciso contemporaneo, in questo, stravolge completamente il mito narrato da Ovidio circa il bellissimo giovane condannato a innamorarsi della sua stessa immagine. Il neonarciso non passa il tempo celebrando agli altri la propria bellezza. Tutte le sue energie sono dirette al raggiungimento di un egoistico ed egocentrico desiderio di perfezione. E poiché quest’obiettivo è irraggiungibile per definizione, la sua vita è una lotta contro il tempo. Una compulsiva ricerca della novità, sia questa una dieta dai risultati miracolosi, un nuovo esercizio o l’ultima innovazione cosmetica appositamente pensata per lui.

La freneticità ha rovesciato il mito.

Perfetti si diventa?

È proprio il perfezionismo nella sua duplice valenza aspirazionale e nevrotica a fornirci, la chiave di lettura per comprendere il narciso del XXI secolo. Giudice implacabile di se stesso ed essere in perpetuo divenire, soddisfatto e orgoglioso della sua perenne insoddisfazione. Tanto ci sarà sempre un’area del proprio corpo da migliorare, un nuovo ideale da soddisfare e un ulteriore standard da raggiungere. L’identità del neonarciso è salva.

Il senso di mancanza diventa una bandiera.

 Edonismo e rivoluzione estetica.

All’inizio degli 80, dopo una ventina d’anni dalla loro nascita, si diffondono su larga scala le lampade a raggi UVA. La ricerca del piacere (e quindi del piacersi), imperante in quegli anni, è un motore inarrestabile. “Ormai abbiamo tutto, non resta che diventare belli”. La bellezza diventa status symbol. La bellezza è in vendita ed è alla portata di tutti. Centri estetici e solarium si affollano di donne e uomini uniti dal desiderio d’apparire più belli, diventando il teatro di questa rivoluzione. Una vera rottura col passato, se consideriamo che per secoli uomini e donne si sono presi cura di sé separatamente. Basta pensare alla distinzione, oggi ancora valida per certe fasce di popolazione, tra barbiere per lui e parrucchiere per lei.

L’ultima rivoluzione sessuale si compie con leggerezza.

 Tv e nuovi modelli.

Al di là del ruolo della pubblicità, che spesso più che innovare la società la rincorre, la televisione e in particolare il mondo delle serie televisive d’oltreoceano fanno di tutto per promuovere questi comportamenti sopratutto tra i più giovani. Si creano sex-symbol poco più che adolescenti per nulla imbarazzati nel prendersi cura di se stessi come, dove e quanto le proprie coetanee. Mike Seaver di Genitori in blue jeans, Zack Morris di Bayside school, per non parlare dell’intero cast maschile di Beverly Hills 90210, serie simbolo dei primi anni ’90. Ed è proprio nei dieci anni che precedono la fine del millennio che la tv mostra sempre più frequentemente uomini parzialmente o totalmente depilati, con grande gioia dei centri estetici che, cavalcando l’onda, offrono tariffe speciali ai loro nuovi clienti. Negli stessi anni nelle palestre di tutto il mondo si diffonde un nuovo ideale: il fitness. I corpi non sono più “mostruosi” come quelli dei bodybuider anni ’80, ma aggraziati, sinuosi e scolpiti a suon d’aerobica e cardio. Nei primi anni del nuovo millennio il cerchio si chiude: un numero crescente di trasmissioni e la fortunata serie Nip / Tuck puntano i riflettori sulla chirurgia estetica maschile: botulino, lipoaspirazioni ma non solo. Cade così l’ultima roccaforte riservata alle donne, ogni distinzione tra i generi è annullata.

La scatola che rende tutti schiavi ha liberato la bellezza. Per tutti.

 Il nuovo uomo sul grande schermo.

Anche il cinema fa la sua parte mostrandoci sempre più spesso divi ossessionati dal proprio aspetto non solo dietro la macchina da presa. Gli ’80 si aprono con Richard Gere e il suo American Gigolò, subito un punto di riferimento di un nuovo modo di essere uomo, lontano anni luce dai duri alla Bogart. Da lì a 20 anni il passaggio al narcisismo come mania è palpabile in American Psyco. Nella pellicola, il protagonista nell’evoluzione della sua follia è alle prese con maschere esfolianti, lettini solari e allenamenti ossessivi. Persino a casa nostra nel recente Saturno contro, Stefano Accorsi è alle prese con una crema per il contorno occhi, sotto lo sguardo incredulo della moglie, al secolo Margherita Buy.

Narciso è ormai uno di noi.

Il neonarcisismo tra virilità e omosessualità.

Ma come si relaziona il nuovo uomo con gli altri uomini e sopratutto come questi si relazionano a lui? I nostalgici del mito dell’uomo virile, quelli che mostrano con orgoglio il pelo sul petto e pensano che in fondo l’uomo “ha da puzzà”, lo guardano con sospetto. Ai loro occhi si tratta di una ‘mezza checca’ da etichettare e tenere a distanza. Per quanto riguarda i rapporti con il mondo omosessuale, i neonarcisi sono tutti, più o meno, consapevoli di avere uno stile di vita (oggi considerato) da gay. Alcuni ci scherzano su tranquillamente, mentre altri sentono ogni tanto il bisogno di mettere i puntini sulle ‘i’ e marcare la propria etero-identità.

Un’identità di frontiera.

I rapporti con l’altro sesso.

Quaranta anni di femminismo (o qualsiasi cosa fosse) sono, in parte, riusciti a demonizzare la ricerca di una bellezza fine a se stessa. Così, oggi una buona parte della popolazione femminile, se da un lato vive quasi con vergogna il bisogno di piacere e di piacersi, dall’altro condanna l’idea che un uomo si curi quanto o più di loro. Soprattutto, queste donne non accettano che lui lo faccia con orgoglio e alla luce del sole. L’unica difesa per preservare la propria autostima è mettere in dubbio la virilità di questi sedicenti nuovi uomini. L’invidia del pene si manifesta su altri oggetti di forma analoga, siano questi pinzette per le ciglia o rulli per la ceretta.

Fortunatamente per il neonarciso esiste tutta un’altra fascia di popolazione femminile che apprezza gli effetti di tanta cura e vanità. È una donna esteta, tendenzialmente più sicura di se stessa e della propria identità, che non si sente messa in discussione se il suo compagno le consiglia circa una crema o una dieta. Neanche se lui passa un po’ più tempo di lei nel bagno.
La bellezza ha sempre un prezzo.


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Agenzia: Freelance
Cliente: RCS Media Group
Prodotto: Numéro Beauté
Articolo sul tema “Metrosessualità”

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Booktrailer FNAC

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“Un oscuro scrutare” Philip K. Dick

“Le Pecore e il Pastore” Andrea Camilleri

“L’Ultima Estate di Innocenza” Patrick Fogli

“Norwegian Wood” Haruki Murakami



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Giù le zampe dalla mia crema

Giù le zampe dalla mia crema.

Guida pratica per il nuovo uomo alla cura delle mani.

Articolo di Luca Bartoli per Numéro Beauté – novembre 2007


Dal pollice opponibile alla manicure.

Secondo Darwin il successo evolutivo dell’uomo ha origine nelle mani, nella capacità di opporre il pollice alle altre dita. Senza questa abilità sarebbero impossibili la maggior parte delle azioni quotidiane. Raggiunta la posizione eretta, nel corso dei secoli le mani hanno assunto diversi significati e persino una certa sacralità. Dalla chiromanzia all’imposizione delle mani, per guarire il corpo o per salvare l’anima. Dalla stigmate cristiana all’amputazione prevista per i ladri dalla legge coranica. Dalla ‘mano invisibile’, che in economia crea il benessere generale dalla somma degli interessi personali, all’inchiesta ‘Mani pulite’, fino al ‘fatto a mano’, segno distintivo che in un rigurgito anti(post)modernità contraddistingue i prodotti (industriali) di qualità superiore. Ma che valore hanno le mani per il singolo (nuovo) uomo?

Oggi più che mai, le mani sono potenti rivelatori sociali, più affidabili dei comuni status symbol (l’accessorio firmato può essere un ‘falso’, l’auto da sogno può essere un sogno preso a noleggio). Le mani dicono chi siamo (impronte digitali a parte) e cosa facciamo quotidianamente (spaccar legna o suonare il sassofono in una jazz band). Le mani incontrano e incantano, le mani seducono. Inevitabile quindi che il ‘nuovo uomo’, il nostro neonarciso, se ne voglia curare.

Da falegname ad agente segreto.

In attesa dell’arrivo massiccio di prodotti studiati appositamente per Lui, il nostro eroe deve abbandonare la trincea della mascolinità e partire in avanscoperta. Dopotutto, storicamente parlando, fino a ieri le mani le usava e basta (per cacciare, per raccogliere, per combattere e, infine, per costruire cose) e solo stamattina si è svegliato con l’irresistibile bisogno di prendersene cura. I rimedi ci sono, basta rubarli a nonne, sorelle e fidanzate varie. Il Santo Graal è a portata di mano.

La ricerca è iniziata, ma il non poter ammettere apertamente un così grande interesse per la “cura e il benessere delle proprie mani” (che persino scritto tra virgolette ha un suono decisamente poco virile) lo costringe a trasformarsi in uno 007 in incognito. Appostamenti in bagno, pedinamenti in profumeria, intercettazioni dall’estetista, scansione a raggi x del beauty case, ore e ore a trascrivere interminabili quanto soporifere conversazioni tra amiche.

Forzando il beauty del tesoro.

Lassù qualcuno lo ama o almeno gli dà una mano, e così la sua dedizione è premiata: accorgimenti, consigli, rimedi naturali e piante miracolose. Neonarciso non crederebbe ai propri occhi, se non stesse toccando con mano il suo tesoro. Per iniziare, qualche semplice accorgimento: ogni volta che si lavano le mani, è importante asciugarle bene, l’acqua potrebbe renderle ruvide, e subito dopo massaggiarle con una crema idratante. D’estate, crema protettiva sul dorso per evitare le rughe e d’inverno, oltre ai guanti, prodotti idratanti, nutrienti, antietà, antimacchia. E quando si usano i detersivi (amando così tanto sé stesso è molto probabile che neonarciso viva da solo) è sempre bene usare un paio di guanti di gomma foderati all’interno. Continuando a scavare nel forziere, ecco comparire i rimedi più naturali: massaggi con l’olio d’oliva e creme nutrienti da fare in casa. Ricette semplici, biologiche, quasi commestibili, come la crema per mani screpolate: lasciar fondere 4 cucchiai di burro di cacao, aggiungere 3 cucchiai d’olio di mandorle dolci e infine 5 cucchiai di succo di cetriolo. Mescolare con cura, raffreddare in frigo e buon appetito!

Salute e bellezza in punta di dita.

Le unghie non sono semplicemente un segno di bellezza, indice di amore e cura verso noi stessi, ma soprattutto un indicatore di salute. Quella parte di noi, che cresce ogni giorno di 0,1 mm, rivela eventuali disordini o carenze alimentari, ma anche disturbi e malattie da non trascurare. Un colorito pallido o giallo, fragilità, chiazze violacee o una pigmentazione simile a un ematoma sono campanelli d’allarme che meritano l’attenzione di un medico. Per tornare alla bellezza, anche per le unghie esistono rimedi ‘della nonna’ in grado di donar loro splendore in modo naturale. Bastano un cucchiaio di olio extravergine di oliva e uno di olio essenziale di limone, per avere un elisir di bellezza da applicare con un batuffolo di cotone. Tra le piante è l’equiseto, con il suo alto contenuto di silicio, il miglior rimineralizzante da integrare all’alimentazione. Alimentazione che non può trascurare, oltre al silicio, lo zolfo, la vitamina H, lo zinco e le proteine sulfonate.

Come fermare l’economia di autoconsumo.

Come sperimenta ogni bambino nei primi anni di vita, il corpo umano nasconde mille profumi e mille sapori. Crescendo però, l’estrazione di snack dalle cavità nasali e da altri parti del nostro organismo è censurata. A questo punto, comparando costi e benefici l’onicofagia, ovvero il rosicchiarsi le unghie, è una delle attività di autoconsumo meno interessanti: non offre un grande vantaggio in termini di gusto, i segni rimangono e il rischio di essere beccati sfiora il 100%. C’è chi lo fa per controllare l’ansia, chi in modo compulsivo, chi per sublimare in modo autolesionistico l’aggressività o per attirare l’attenzione. In ogni modo, implicazioni psicologiche incluse, non ci si fa una gran figura e neonarciso non vuole di certo tradire se stesso (anche se amandosi così tanto, sa che verrebbe perdonato senza passare neppure una notte a dormire sul divano). A soccorrerlo in farmacia, in erboristeria e in profumeria, prodotti e integratori per lenire la parte rovinata, e soprattutto oli per rendere sgradevole il sapore dell’unghia.
La storia è sempre la solita, per la bellezza c’è da rinunciare sempre a qualche peccato di gola.


Copywriter: Luca Bartoli
Agenzia: Freelance
Cliente: RCS Media Group
Prodotto: Numéro Beauté
Articolo sul tema “Metrosessualità e cura delle mani”

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Da NeoNarciso a NeoSansone

Da NeoNarciso a NeoSansone

Guida semiseria alla caduta dei capelli per il ‘nuovo uomo’.

Articolo di Luca Bartoli per Numéro Beauté – ottobre 2007


Dalle origini del mito alle cause del problema.

La Bibbia dedica quattro capitoli a Sansone, l’eroe leggendario che combatté i Filistei, uccise a mani nude un leone e cadde ingannato da una donna. Le Scritture narrano che fu Dalila, scoperto il suo segreto, a consegnarlo ai nemici, consigliando loro di tagliare le sue ‘sette trecce’, origine della sua forza.

La storia non ha fretta di cambiare. E mentre Venere continua a mietere più vittime di Bacco e Tabacco messi insieme, una fluente chioma resta un must per molti uomini, un autentico mito di virilità. Virilità che paradossalmente è il peggior nemico dei capelli, poichè è proprio il testosterone, il più maschile degli ormoni, la principale causa dell’alopecia androgenetica (nome scientifico della comune calvizia). In particolare, se proprio vogliamo andare a spaccare il capello, è la trasformazione dell’ormone in androstenedione a renderlo più fragile.

Della cute e del karma.

Origine e cause a parte, il ‘nuovo uomo’ o neonarciso (come lo abbiamo definito in precedenza) è consapevole, oggi come mai nella storia, che una folta criniera è il risultato di una cura e un’attenzione costante nel tempo. Una sorta di karma dell’estetica o, per rifarsi a modelli meno orientali, un “chi semina raccoglie” applicato a ogni cellula del nostro corpo. E quando si tratta di salute, cura o bellezza, la pubblicità sa essere maestra autorevole. Così, fin dagli anni ’80 non possiamo far finta di non sapere che “prevenire è meglio che curare” come ci ricordava continuamente un uomo in camice bianco. Sarà stata la semplicità del messaggio o il fascino di quell’uniforme, ma tutti sembrano averlo assimilato, come testimonia la maggior parte del milione e duecentomila risultati (solo in italiano) che si trovano accostando le parole ‘caduta’ e ‘capelli’ su un comune motore di ricerca. Una corsa nella rete a caccia di shampoo rivitalizzanti, integratori, impacchi, rimedi farmacologici prima di passare a quelli chirurgici, ai trapianti, agli autotrapianti e agli innesti. Prima che sia troppo tardi.

Non è mai troppo presto.

Prevenire, prevenire, prevenire. Il messaggio dei media riecheggia tra medici e televenditori, farmacisti e parrucchieri, dermatologi ed erboristi. E allora fin da teenager, addio a lacche, gel o simili, tanto in voga fino a qualche anno fa, meglio passare alle cere modellanti, considerate meno invasive. E poi, non più di due/tre lavaggi la settimana, per non sfibrare i nostri capelli, evviva le lozioni, sì al balsamo per proteggerli (forse il primo cosmetico ‘rubato’ all’universo femminile, prima di creme, cremine, esfolianti e antirughe). A seguire, sistemi di autovalutazione dello stato di salute dei nostri capelli: conteggio quotidiano, test del lavandino, tira-e-conta ecc. Il festival della prevenzione è solo all’inizio. E se proprio le cose non vanno per il verso giusto, ci sono sempre prodotti specifici per mascherare la calvizia in attesa di un miracolo. La posta in gioco è troppo alta, visto che per alcuni più che un difetto estetico o un segno del tempo, la calvizia è (testuali parole di uno delle centinaia di siti che trattano il problema) “una menomazione con ripercussioni psicologiche in grado di ridurre anche in modo considerevole il benessere complessivo della persona e quindi la sua qualità di vita”. In fondo, se quando ci vediamo bene ci sentiamo meglio, deve valere anche il contrario, no?

Miracoli in offerta speciale & affini.

Nella reclame quando non si usa l’autorità di un camice, di una ricerca o di un testimonial, si gioca a chi la dice più grossa: polveri magiche, impacchi traumaturgici, pillole della folta felicità, integratori reintegranti, parrucche intelligenti, paracadute follicolari, corsi d’addestramento per bulbi da difesa, innesti da battaglia. Il nostro neonarciso ormai neosansone, è confuso, allo sbando di fronte al progressivo diradarsi della sua chioma. Non sa più dove sbattere la testa: allo “Houston vi stiamo perdendo” si somma il “e se non facessi la scelta giusta” seguito dalla domanda “tutto questo stress si ripercuoterà negativamente sui miei già mortificati capelli?”. Una sorta di stress al cubo con contorno di disinformazione. Se il nostro eroe non si abbatte, qualche semplice ricerca, resa più facile dalla rete, può schiarirgli subito le idee. Basta saper accettare che i miracoli non esistono: il capello se ne è andato e non ritorna più. Escludendo la chirurgia, per molti troppo radicale, tra le soluzioni più interessanti incontriamo le, così dette, fiale anticaduta, che rinvigoriscono il capello ostacolando l’effetto indebolente dell’androstenedione. Chi le ha provate parla di una notevole riduzione dei caduti nel lavandino. Ci sono battaglie che si possono vincere e altre in cui è meglio limitare i danni.

L’importante è non arrendersi.

Rasati e contenti.

Talvolta però, la resa è inevitabile. Tanto vale farlo a testa alta, anziché calva. Negli ultimi 4/5 anni abbiamo assistito, così, al dilagare di una vera e propria epidemia. Dapprima pochi costretti dal fato infausto, poi i rasseganti che hanno deciso di fare le prove del Giorno del Giudizio, seguiti dagli ortodossi del “prevenire è meglio” e infine, quelli che l’hanno scelto per il gusto di scegliere, proprio perché non ne avevano alcuna necessità. Un contagio di dimensioni considerevoli, l’invasione dei rasati. Così mentre pochi estremisti si sono dati alla lametta, le vendite di rasoi elettrici regola-barba sono volate alle stelle. Il tutto naturalmente condito da un po’ di sana “coltivazione” mediatica (distorsione della realtà o semplice accelerazione di fenomeni già in essere portati alla ribalta) a suon di personaggi e sex symbol rigorosamente rasati. Bruce Willis, Fabio Cannavaro, fino ad arrivare all’icona del ‘nuovo uomo’ ipercurato e trendy, David Beckham.

In fondo si può essere belli anche senza capelli.


Copywriter: Luca Bartoli
Agenzia: Freelance
Cliente: RCS Media Group
Prodotto: Numéro Beauté
Articolo sul tema “Metrosessualità e cura dei capelli”

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Espresso + Milk. Drink Different.

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muca libre

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cowpiroska

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Campagna affissione

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