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Seo copywriting

Cos’è il seo copywriting?

A cosa serve il seo copywriting?

Quanto può fare la differenza per l’ottimizzazione del tuo sito il seo copywriting?

Se quando hai sentito per la prima volta (o l’ultima) l’espressione “seo copywriting” ti sei fatto una delle domande riportate sopra, sei il lettore perfetto per questo articolo. Pezzo che non ha nessuna pretesa di essere una bibbia sul seo copywriting ma solo una mia personalissima guida sul tema.
Se invece cerchi “servizi di seo copywriting” per ottimizzare il tuo sito, sei sulla strada giusta ma sulla pagina sbagliata. Ti toccherà fare un’altra ricerca, oppure scrivermi a lucabartoli@gmail.com

Perché scrivo una guida al seo copywriting?

miglior seo copywriter

Innanzitutto perché, prima come seo copywriter e poi come seo specialist copywriter, è un po’ che me ne occupo. Qualcuno sostiene anche con un discreto successo. E poi perché scriverla oggi non è poi così impegnativo. (Continua a leggere per capire perché…)

Ma andiamo per ordine (inverso) rispetto alle domande appena fatte:

Quanto può fare la differenza il seo copywriting?

Il 15,04%
Non ti aspettavi una risposta così secca, vero?
15% circa è la stima che i migliori seo copywriterseo specialist del mondo hanno fatto del peso dei fattori onpage, in particolare all’uso della parola chiave.

importanza seo copywriting

Ora io non so se il “peso” sia esattamente questo allo zero virgola, ma senza dubbio un sito senza testi ottimizzati (frutto di un ottimo seo copywriting) non ha chances di aspirare alle posizioni più alte sui motori di ricerca.

Niente SEO copywriting, niente ottimizzazione.

Per dirtela con 5 parole.

A cosa serve il seo copywriting?

Per il mio personalissimo punto di vista

il seo copywriting serve a far conoscere le proprie idee originali al maggior numero di persone possibile.

In questa frase. per me, c’è racchiusa l’essenza del seo copywriting. Scomponiamola:

  • il seo copywriting serve… e serve tantissimo, a generare traffico
  • …a far conoscere… alla fine non è per questo che si scrivere (copywriting)? Per farsi conoscere e far conoscere il proprio punto di vista?
  • …le proprie idee originali… qui il sottinteso è che se non hai idee originali da trasmettere, non ti mettere a scrivere… I lettori la sentono subito la puzza di copiancolla e i motori di ricerca, ancora prima.
  • …al maggior numero di persone possibile Ti stuzzica, vero? E fai bene a farti stuzzicare… perché sì, se hai idee, se sono originali, se scrivi per farle conoscere attraverso le migliori tecniche di seo copywriting, i motori ti premiano e il tuo pensiero può essere letto, anche da centinaia o migliaia di persone. Anche se l’argomento è molto specifico.

a cosa serve il seo copywriting

Ma quindi, cos’è il SEO copywriting?

Dulcis in fundo, rispondo alla domanda più importante.

Il SEO copywriting è l’insieme di buone abitudini che tengono conto del fatto che quello che scrivi sarà “letto” anche dai motori di ricerca.

Anche questa frase, se la scomponiamo – secondo me – dice tutto.

  • Il SEO copywriting è l’insieme di buone abitudini… più che parlare di “tecniche”, termine un po’ freddo, imperativo e meccanico, io preferisco parlare di “abitudini”, parola più calda, meno coercitiva e invasiva.
  • …che tengono conto del fatto che… in effetti, è proprio così, il seo copywriting porta a una scrittura online più consapevole.
  • …quello che scrivi sarà “letto” anche dai motori di ricerca. Bingo! e in quel “anche” c’è tutto.Quindi, mai sacrificare la leggibilità e l’attenzione al lettore in carne e ossa per sedurre un motore di ricerca.

Ok, ma quali sono queste “buone abitudini di scrittura” che faranno innamorare delle mie parole i motori di ricerca?

Aspetta, ora te le elenco tutte. Anzi l’ho già fatto.
Non ora, ma anni fa, quando keliweb mi chiese di creare per loro una Guida al seo-copywriting. Visto che ritengo sia ancora valida e non ho voglia di scriverne un’altra, te la riporto qui sotto, aggiornando quello che è cambiato nel frattempo.

Hai in mente quando prima ti dicevo”E poi perché scriverla oggi non è poi così impegnativo. (Continua a leggere per capire perché…)
Ecco, tu hai continuato a leggere e hai capito il perché.
Grande!

SEO copywriting. La guida non definitiva.

Diventa un copywriter migliore grazie al SEO copywriting.

seo guida copywriting

La verità su chi scrivere per il web.

Giornalista online, web copywriter, webwriter, blogger, articolista, storyteller, copywriter seo… la galassia di chi scrive online sembra popolata di tante specie diverse, suddivise in tribù tematiche e, ancora, in clan (e persino sotto clan) che ruotano intorno a un sito o a un portale. Al di là delle proprie autorappresentazioni, così come alle leggi della fisica, della biologia o della termodinamica non frega nulla di chi sei, di che colore hai la pelle, che lingua o che dialetto parli, allo stesso modo i motori di ricerca funzionano democraticamente per tutti, senza esclusione. Quindi tutti, prima o poi, devono farci i conti.

Gli atteggiamenti tipici di chi scrive per fare questi conti sono due:

  • Rifiuto ostinato: “No, io quella cosa lì non la faccio e non me ne frega niente!” Atteggiamento tipico di chi ha scelto di scrivere per vivere, sognando di diventare il nuovo Hemingway o il prossimo Bill Bernbach. Sotto sotto il web gli sta un po’ sulle p*lle, ma non è abbastanza onesto intellettualmente da ammetterlo. In cuor suo sogna il ritorno a un mondo di carta stampata. Se continuano a disboscare l’Amazzonia, ora sapete chi è il mandante morale.
  • Accettazione passiva: “Ok riempio il testo di Keywords, metto i link giusti, piuttosto che copiare mi taglio una mano e poi cos’altro devo fare?” Sicuramente più costruttivo come atteggiamento ma questa seo-sottomissione è altrettanto deleteria al fine di produrre contenuti di qualità e farli trovare a chi è interessato a quell’argomento.

Fortunatamente esiste una terza via e consiste nell’utilizzare le “buone pratiche di seo copywriting” per scrivere meglio. È proprio questo l’argomento di questa guida, praticamente, un corso di seo copywriting in formato Bignami.

Seo copywriting-izza il tuo pensiero.

Sì, hai letto bene. Ho scritto pensiero. Magari non te ne rendi conto ma è quella cosa che fai anche tu prima di iniziare a scrivere. Più o meno da quando il lavoro ti è commissionato (sotto forma di mail, brief formale o “ci sarebbe da scrivere di…” al telefono o davanti alla macchinetta del caffè), oppure se hai un blog personale o legato a una tua passione, tra quando decidi di raccontare un episodio, condividere un pensiero o un’emozione e quando tocchi per la prima volta un tasto. Lo so, un po’ per colpa dei ritmi e po’ grazie alle abitudini trasmesse dai social network, questo tempo si è spesso ridotto a pochi, pochissimi istanti e parlare di pensiero può sembrare un’esagerazione. Non ti preoccupare, i tuoi lettori se ne accorgono.

A ogni modo, sia nel titolo sia nel paragrafo precedente, ho parlato di pensiero e non di scrittura perché, personalmente, ritengo che il lavoro debba essere fatto a monte. Se lo fai a valle, cioè se prima scrivi e poi cerchi di rendere il tuo pezzo un po’ più da seo copywriter, stai facendo litigare il piccolo Hemingway che c’è in te con un correttore di bozze antipatico che non parla la sua lingua. Un duello tra emisfero destro e sinistro che, nel migliore dei casi, può darti una brutta emicrania, oltre a farti perdere un sacco di tempo.

Quindi se vuoi usare questa guida, leggila e rileggila prima di scrivere il tuo prossimo pezzo.
Tipo adesso che non stai facendo un beneamato c*zzo.

Le 15 tecniche di scrittura seo che cambieranno per sempre i tuoi testi. Speriamo in meglio.

1. Se hai delle idee, #escile subito.

Il mantra dei fan italiani di Emily Ratajkowski è, probabilmente, il miglior consiglio professionale che potrai mai ricevere, seguire e/o dare a qualcuno nella tua vita. Descritta così sembra una vita un po’ triste, vero? Lo so, è che adoro umiliare il prossimo e tu hai avuto la pessima idea di metterti a leggere un mio pezzo.

Al di là del mio disprezzo per te, l’idea è che i motori di ricerca, ma anche i tuoi lettori, non hanno tempo da perdere ed energie da sprecare: vogliono capire subito di cosa stai parlando. Quindi non ci girare intorno, chiariscilo subito. Non cercare un titolo criptico la cui interpretazione richieda più di un paio di sinapsi, hai al massimo due righe per conquistare l’attenzione del tuo lettore e di Googlebot. Giocatele bene. Se vuoi divagare, giocare con le parole o disprezzare il lettore, hai tempo per farlo. Dopo che avrai conquistato l’interesse almeno di un lettore.

2. Empatizza con il tuo pubblico.

Non ti sto chiedendo di provare quello che sente chi ti potrebbe leggere; se lo facessi io, mi starei prendendo a schiaffi. Basta che ti limiti a chiederti cosa potrebbe cercare chi è interessato a ciò di cui stai per parlare. Se non riesci a fare questo sforzo cognitivo, o semplicemente non ne hai voglia, Google ti aiuta. Basta una ricerca, ad esempio googolando “seo copywriting” in fondo alla pagina ho trovato link a ricerche più specifiche e alternative. Ad esempio:

  • Seo copywriting guida, che guarda caso mi sono speso nel titolo;
  • Copywriter seo, che trovi subito all’inizio;
  • Corsi seo, usato al singolare qualche riga sopra;
  • Tecniche di scrittura seo, usato appena dopo;
  • Seo copywriting cos’è, sinceramente non avevo voglia di usarlo, per rispetto a te ma soprattutto a me stesso. Quindi lo riporto solo qui;
  • Seo copywriting it, onestamente non so perché Google lo indichi, visto che cercando “seo copywriting”, con navigazione anonima, il sito seocopywriting.it risulta nella nona e penultima posizione della prima pagina;

3. Organizza il tuo pensiero in paragrafi.

Tanto per cominciare il testo suddiviso in paragrafi riduce la probabilità di panico dei lettori di fronte a una pagina piena di parole, quindi aumenta la probabilità che ti leggano anziché cliccare da un’altra parte in cerca di una lettura meno impegnativa. Poi i paragrafi li aiutano a seguire la tua argomentazione. Naturalmente questo vale anche per spider dei motori, che nella pratica simulano quello che fa un lettore molto pigro.

Seguire questo principio, però, serve soprattutto a te. A schiarirti le idee, perché i paragrafi devono avere una loro coerenza interna. Se ogni testo fosse un viaggio (che metafora orrenda!) ogni paragrafo sarebbe una tappa intermedia. Non ti ho convinto piccolo Hemingway? Allora mettiamola così: il libro ha i capitoli, la pagina web ha i paragrafi.

4. Titoli come se piovessero.

È un po’ la conseguenza logica dei punti 1 e 2. I titoli servono sia a #uscire le idee sia a organizzare il pensiero. È il tuo modo per segnalare ai motori di ricerca di cosa parli nel paragrafo o nei paragrafi successivi. Il titolo sintetizza, quindi sii sintetico. Al tempo stesso, essendo più evidenti rispetto al resto del testo, puoi usare i titoli per mandare dei messaggi diretti al lettore. Per i fan degli anglismi sono le “Call to action”, espressione abbastanza abusata, anche perché “invito all’azione” suona un po’ sfigato.

Non tutti i titoli sono uguali, sia per chi scrive sia per chi legge, ma soprattutto, sia per word sia per il web. Il programma di videoscrittura più diffuso del mondo ti permette di scegliere tra Titolo 1, Titolo 2, Titolo 3, Titolo 4… mentre l’html ha i tag <h1>, <h2>, <h3>, <h4>… e naturalmente non è una coincidenza. Quindi tira fuori il Bill Bernbach che è in te. Personalmente utilizzo un h1, due o tre h2 e un h3 ogni due o tre paragrafi, ma non è una scienza.

5. Ripeti spesso le keyword che t’interessano, ma in modo naturale.

Agli albori del web, bastava ripetere una keyword tante volte (keyword stuffing) per scalare una serp. Vista la velocità della rete, da allora sono passate vere e proprie ere geologiche, che prendono il nome di aggiornamenti. Se tratti un tema, è naturale che ripeterai la parola o espressione di cui stai parlando, ma non sforzarti nel farlo. Quindi non esagerare, i motori se ne accorgerebbero e ai tuoi lettori darebbe fastidio.

Non ci credi? Prova a immaginare se in ogni frase, allo scopo di indicizzare questo testo per “seo copywriter”, mi mettessi a ripetere la keyword “seo copywriter”… Dopo qualche riga abbandoneresti il testo pensando “Ho capito: il seo copywriter è uno che scrive di m*rda”. Poi magari, per farlo anche tu (il seo copywriter), ti metteresti a ripetere la keyword che a te interessa (nel mio caso “seo copywriter”, ma tu probabilmente ne hai un’altra in mente) nei tuoi testi. Se la cosa dilagasse e il web si riempisse di seo copywriter da strapazzo, ci ritroveremmo con siti illeggibili, pagine piene di ripetizioni e la gente ricomincerebbe a leggere i libri cartacei. Quindi, se vuoi salvare l’Amazzonia, vedi di diventare un seo copywriter decente e non fare keyword stuffing.

6. Usa il grassetto.

Il grassetto evidenzia al lettore alcune parole o frasi cui lo scrittore vuole dare enfasi. Supponendo che un lettore sia molto pigro o frettoloso (non come te che leggi parola per parola, nonostante ti abbia disprezzato più di una volta), quel lettore molto probabilmente leggerebbe giusto i titoli e le parole in grassetto. Con una buona approssimazione di verità, possiamo ipotizzare che sia quello che fanno i motori di ricerca quando finiscono su una pagina scritta da te.

In teoria, secondo le principali guide sul seo copywriting, ci sarebbe da usare anche il sottolineato e il corsivo. Ma pare che enfatizzino meno, quindi se vale la pena di enfatizzare, io vado di bold o di grassetto. A meno che non si tratti di un “virgolettato”, una citazione o un discorso diretto. Mentre il sottolineato mi fa casino coi link.

7. Non trascurare i metatag.

Entriamo un minimo sul tecnico, ma è necessario. I metatag title e description influenzano l’anteprima del nostro sito nei risultati del motore di ricerca. Quindi:

  • Nel title hai a tua disposizione dai 60 ai 70 caratteri, sicuramente inserisci qui la/le keyword/s che ti interessa/no, magari usando modi diversi di scrivere la stessa cosa;
  • Usa la description (oggi tra i 200 e 230 caratteri) per catturare il lettore, incuriosirlo, fargli venir voglia di cliccare;

8. Usa gli elenchi puntati (e quelli numerati).

Non saremo nipoti di Cesare Beccaria, ma non siamo neppure i figli della str*nza, quindi se anche per Manzoni era “Aiutati che il ciel t’aiuta”, per noi può essere “Aiuta il lettore che il motor t’aiuta”. E gli elenchi puntati (o numerati) aiutano parecchio:

  • Spezzano il testo;
  • Offrono la sensazione di essere più facilmente memorizzabili;
  • Danno ritmo;
  • Anche esteticamente fanno la loro porca figura;
  • Hanno molte più probabilità di essere letti.
    Non a caso, pur saltandoti un po’ delle cazzate che ho scritto sopra, stai leggendo qui proprio adesso;
  • Si sto parlando proprio con te;
  • Vedi: ne sto abusando, eppure continui a leggerli;
  • Sono irresistibili;

9. Cita e citati senza vergogna.

I link, sia interni sia esterni, sono importantissimi. Fondamentali. Circa i link esterni c’è addirittura chi sostiene che possano essere utili ad accreditarti, se citi fonti e siti importanti (che sul web si dice “ad alto pagerank”) ma c’è anche chi sostiene che facciano perdere forza alla tua pagina. Ancora una volta, non è una scienza. Nel dubbio fai sempre sì che siano più i link interni (a pagine del tuo stesso sito) che quelli esterni. Se devi prendere un sito a modello, nel dubbio fai come fa Wikipedia. Anche se le principali guide parlino di 2, massimo 3 link per pagina.

10. Attenzione a come linki.

Sia per i link interni, sia per quelli esterni, sono fondamentali le parole linkate, che quelli tecnici chiamano “anchor text”. Linkare espressioni generiche come “quest’articolo” o “clicca qui” significa sprecare un’opportunità. Quindi, al netto di quanto abbiamo detto fin ora, quando metti un link:

  • Linka le parole giuste, magari una keyword;
  • Metti in bold i link;
  • Se riesci, metti i linknei tuoi titoli;

11. Fai parlare le immagini.

“Luca che c*zzo stai a dire?” Se leggendo il titolo questo è stato il tuo primo pensiero, innanzitutto, ti raccomando un po’ di educazione. In secondo luogo, ti raccomando un po’ di elasticità mentale. Le immagini che carichi in un articolo possono essere belle o brutte, a colori o in bianco e nero, fotografiche o grafiche/disegnate, ma tutte, nessuna esclusa, hanno un nome, che puoi far coincidere con latuakeyword.jpg, magari ripetendola con l’attributo alt quando la inserisci.
Pensaci, ti è mai capitato di finire su un sito cercando un’immagine?
Fai pure sì con la testa, ma non arrossire, non ho specificato che tipo di immagine fosse.

Analogamente puoi inserire un video, magari caricandolo prima sul tuo canale YouTube, così puoi decidere tu sia il titolo sia la didascalia, naturalmente fai si che siano coerenti con l’argomento trattato. Dico YouTube e non Vimeo o qualunque altra piattaforma di video sharing, perché YouTube da qualche anno è proprietà di Google.

12. Chi ben comincia, ben comincia.

Nessuno sa esattamente quanto possa andare a fondo Googlebot. Di certo, le cose più importanti che hai da dire dille (o #escile) subito, entro le prime 150/200 parole, come abbiamo visto al punto #1. Stessa cosa per keywords, stessa cosa per i link, stessa cosa per tutto il resto.

13. Non copiare. E se lo fai, non farti beccare.

Una pagina duplicata non porta nessun valore al lettore, né al web in generale, quindi i motori di ricerca la penalizzano. Tecnicamente, ma non troppo, si parla di filtro antiduplicazione, un setaccio che però non riesce a setacciare sia le traduzioni sia un testo completamente parafrasato, magari con qualche variazione dell’ordine degli argomenti.

14. Non essere pigro.

Lo so, fin ora ti ho detto che gli spider sono pigri e i tuoi lettori, molto probabilmente, non sono da meno. Tuttavia tu non puoi permetterti lo stesso lusso. Perché, a parità di altri fattori, un testo ricco e ben strutturato ha più probabilità di indicizzarsi di uno breve, sull’argomento.

A seconda delle fonti, potresti leggere che un testo per essere seo-friendly è di almeno 300 parole o 400 o 500 o 600 o persino 2.000 parole (ho scritto “parole” non caratteri). Naturalmente, pur essendo in disaccordo, tutti lo affermano con certezza assoluta, anche se non ho mai letto nessuno citare un esperimento. Quindi siamo sempre sul “non è una scienza”. Io non ho la verità, né faccio finta di averla. Mi limito a consigliarti di scrivere un po’ più di quanto ritieni necessario. Al massimo i tuoi lettori leggeranno solo la prima parte e i titoli successivi. Quindi scrivili bene.

“Non essere pigro” si applica anche alla frequenza. Una pagina, un articolo, un post anche se scritto da Dio è una goccia nel mare del web. Quindi: datti da fare, insisti, presidia. Oltretutto, a furia di fare ricerche, documentarti, scrivere, pubblicare, rischi davvero di diventare un esperto di quell’argomento.

15. Considera tutto quello che ho scritto sul seo copywriting come niente di assoluto.

Te l’ho detto, non è una scienza ma non è neppure una religione o una filosofia, quindi non cercare guru del seo o sacerdoti del web. E, per quanto ti abbia disprezzato più volte, ti voglio premiare di essere arrivato fino a qui e ti risparmio i retorici “Content is the king” o “La qualità vince sempre”.

La verità è che, come sa ogni professionista del web onesto intellettualmente, qualunque cosa abbia funzionato fino a qui, potrebbe essere contraddetta dal prossimo aggiornamento di Google che penalizza ciò che fino a ieri era premiato.
Quando succederà e ti assicuro che succederà, cercati un’altra guida al seo copywriting. Magari scritta meglio.

miglior seo copywriter italianoLuca Bartoli
lucabartoli@gmail.com

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Carnevale di Viareggio

Carnevale di Viareggio 2011.

Il Carnevale dei record.

Piattaforma di content marketing sviluppata da un seo specialist copywriter.

Il Carnevale di Viareggio 2011 tra storia e attualità.

La Fondazione del Carnevale di Viareggio svolge da sempre attività e destina risorse allo scopo di promuovere e sostenere la realizzazione Carnevale di Viareggio.
Nel 2011 il nuovo presidente Alessandro Santini, al suo primo Carnevale alla guida della Fondazione, decide che è giunto il momento di riavvicinare alla manifestazione le fasce più giovani della popolazione, coinvolgendo nella promozione chi conosce il target, le sue abitudini e i suoi canali di informazione e intrattenimento.
Soluzione
Trattare il Carnevale di Viareggio come un punto di ritrovo per il target. Come se la manifestazione fosse un locale, una festa, una discoteca in cui incontrarsi nel weekend e di cui parlare durante tutta la settimana reincontrando online chi ha condiviso ore di musica e divertimento.
Si è deciso così di riattualizzare (adattandola alla manifestazione) una delle strategie di presidio della rete e dei social media di maggior successo nel mondo dei locali da ballo (Bussola Versilia 2007 – 2011).
Nasce così il progetto Carnevale di Viareggio 2.0

Carnevale di Viareggio 2.0

seo social carnevale di viareggio

Realizzazione

Nel periodo tra il 1° gennaio e la fine di marzo 2011 il progetto ha visto come elemento centrale un blog http://blog.ilcarnevale.com/, posizionato organicamente (attraverso pratiche di ottimizzazione web) per le principali chiavi di ricerca legate alla alla città e alle manifestazioni carnevalesche in generale.

Il visitatori del blog venivano poi “fidelizzati” ai contenuti del blog attraverso i social network coinvolti (www.Facebook.com/Burlamacco1930, www.YouTube.com/burlamacco1930 e twitter.com/burlamacco1930) e invitati a condividere sulla pagina Facebook i propri contributi, principalmente foto e video realizzati durante la manifestazione.
Visto il successo dell’iniziativa e per generare viralità è stato creato un concorso che dopo alcuni mesi ha incoronato, con premi simbolici (gadget della Fondazione), la foto che riceveva più “Mi piace” tra quelle condivise in bacheca e il video più visto tra quelli ripubblicati sul canale YouTube del progetto.

Risultati Carnevale di Viareggio 2.0

Web

Senza l’utilizzo di traffico pay-per-click, nel periodo dell’attività il blog ha raggiunto quasi 45.000 visite e ha superato quota 148.000 visualizzazioni per una media di 3,33 pagine e 1 minuto e 22 secondi a visita.

Visite blog Carnevale ViareggioCome auspicabile, il blog ha raggiunto i suoi massimi in corrispondenza dei corsi mascherati, andando a sfiorare le 10.000 visualizzazioni in un solo giorno.

Visualizzazioni blog Carnevale Viareggio

Visite e visualizzazioni che hanno creato un canale di informazione ed engagement ulteriore e sono andate a sommarsi a quelle del sito ufficiale del Carnevale di Viareggio, rimasto comunque attivo.

Social

I “Mi piace” spontanei dei visitatori del blog, aggregati intorno alla pagina Facebook, sono andati costituire la più grande commuty online dedicata al Carnevale di Viareggio, superando le altre create spontaneamente dagli utenti negli anni precedenti, senza l’ausilio di Facebook Ads e senza procedere alla chiusura di altre pagine non ufficiali.

blog Carnevale ViareggioIl successo della pagina ha conferito alle iniziative della Fondazione un eco mai avuto prima.

Facebook Carnevale Viareggio

I contenuti del canale YouTube, creato alla vigilia dell’edizione 2011, sono stati visualizzati 370.000 volte.
YouTube Carnevale Viareggio

Offline

Durante il periodo dell’attività, la terza sfilata con oltre 325.000 spettatori paganti ha superato ogni record precedentemente raggiunto dal Carnevale di Viareggio.
Primato preannunciato a mo’ di sfida per giorni dal blog e dai social media coinvolti.
record carnevale viareggio



SEO Specialist Copywriter & Social media manager: Luca Bartoli
Agenzia: Freelance
Cliente: Fondazione del Carnevale di Viareggio
Prodotto:Carnevale 2011

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Seo specialist copywriter

Seo Specialist Copywriter: esiste davvero?

Scopri chi è il miglior professionista per l’ottimizzazione del tuo sito.

Immagina che il copywriter che scrive i testi del tuo sito e il seo specialist che lo ottimizzerà vadano d’accordo e lavorino in sinergia.
Sembra impossibile, vero?
Proprio così, a meno che non siano la stessa persona: il SEO specialist copywriter.

Se stai leggendo queste parole, significa che stavi cercando in Italia e/o in italiano un seo specialist copywriter, magari freelance… Innanzitutto complimenti, una ricerca così precisa non è da tutti: significa che sai esattamente quello che vuoi. Per mia esperienza, persone come te non vogliono perdere tempo, quindi eccoti subito la mia email:
lucabartoli@gmail.com per maggiori informazioni e preventivi.

Cosa può offrirti un seo specialist copywriter (o seo copywriter specialist)?

ottimizzazione seo specialist copywriter

Un seo specialist copywriter può offrirti esattamente quello che stai facendo tu.
Ma, la prossima volta, a ruoli invertiti.

Risposta un po’ criptica, lo ammetto. Giuro, tra pochissimo ti sarà più chiara, tanto se hai fretta la mia email te l’ho già data.
Riavvolgi la tua vita di un minuto o anche meno. Eri di fronte allo schermo (del tuo computer, del tuo smartphone o del tuo tablet) e hai fatto una ricerca, molto probabilmente su Google. Hai cliccato sul risultato che più ti incuriosiva, ti stuzzicava, ti sembrava il migliore per quello che stavi cercando o, semplicemente, sul primo che hai trovato e ora sei qui a leggere e a scoprire i miei servizi da seo copywriter specialist. Coincidenze? Io non credo.
Anzi, niente di meno casuale

La stessa cosa, grazie proprio a quegli stessi servizi da seo specialist copywriter, può accadere a te: un potenziale cliente che non ti conosce ancora, cerca qualcosa che tu offri, sotto forma di prodotto o servizio e clicca proprio sul tuo sito. Un sito pensato, studiato e ottimizzato per:

  • valorizzare proprio quella parola chiave che l’utente sta cercando, conquistando una posizione di prestigio sui motori di ricerca;
  • far capire al visitatore in un attimo che sta visitando proprio la pagina giusta;
  • offrirgli la possibilità di un contatto immediato, diretto, senza perdere tempo;
  • se non ha fretta incuriosirlo, spingerlo a leggere e informarsi ancora di più (proprio come stai facendo tu) e a scoprirti;
  • coinvolgerlo, giocare con lui, persino fargli leggere un punto quasi inutile come questo;

E se questo è quello che vuoi che accada per te, dopo averti appena dimostrato che funziona, persino con te che non sei certo l’ultimo arrivato, ti ricordo che hai già la mia email: lucabartoli@gmail.com

seo copywriter specialist

Perché il seo specialist copywriter è il miglior professionista per ottimizzare il tuo sito?

Per rispondere alla domanda, senza credere di aver scoperto la formula segreta dell’ottimizzazione, ovvero l’algoritmo di google (anche perché sarebbe un’illusione destinata a infrangersi al prossimo aggiornamento o magari prima) dai un occhio a quali sono i principali fattori che stabiliscono la posizione (ranking) di un sito o di una pagina tra i risultati, secondo i principali esperti di SEO del mondo.
algoritmo google seo specialist copywriterSe guardi bene il grafico e rifletti sul peso delle varie fette della torta, ti apparirà chiaro che:

  • essere “forte” sui social – decisamente più facili da gestire – non ti assicura di esserlo sui motori di ricerca (fetta ocra circa 5%) Inoltre, ti ricordo che Facebook e Google sono in lotta per la conquista del mondo, quindi gli aspetti social non è detto che continuino ad avere la stessa importanza per la grande G;
  • il traffico attuale ti assicura ben poco ed è minacciato dal miglioramento dell’ottimizzazione dei tuoi concorrenti (fetta grigia, circa il 6%);
  • devi scegliere con cura dove registri il tuo dominio (fette blu 23% e violetta 7%)
  • i soli testi ottimizzati sono necessari ma non sufficienti (fetta amaranto circa 15%);
  • il grosso di ciò che puoi fare è fuori dal sito (fette verde 20% e arancione 23%) ma da solo non arriva al 50%

Calcolando che, se hai già un sito online da tempo, è più lo sbattimento di cambiare hosting che il probabile vantaggio, che per i social probabilmente ti sei già organizzato e che stai ancora leggendo è evidente che quello che cerchi è qualcuno che possa agire, in modo sinergico, sia sulla tua ottimizzazione onpage, attraverso i testi (15%), sia su quella offpage (20% + 23%), facendo crescere il traffico da motori di ricerca (6%).

Ti do una buona notizia, non solo questo qualcuno esiste, ma è il seo specialist copywriter di cui parliamo dall’inizio e guarda caso hai già la sua, cioè la mia, email.

Come lavora e quanto costa un seo specialist copywriter freelance?ranking google seo specialist copywriter

Beh arrivato a questo punto è probabile tu te lo stia chiedendo.
Il fatto che abbia aggiunto “freelance” dovrebbe rasserenarti: un professionista così, costa meno di quanto immagini. Paghi la sua prestazione, il suo tempo, le sue conoscenze e le sue capacità, tutto al servizio dei tuoi risultati.
E proprio perché è freelance non paghi strutture, uffici, segretarie, auto aziendali, feste ecc.

Il suo lavoro (e i tuoi costi) si dividono in due categorie:

  • lavoro/costi una tantum iniziali per creare pagine con testi ottimizzati. La spesa dipende dalla lunghezza dei testi (in genere dalle 500 alle 1.000 parole) e dal numero di pagine;
  • lavoro per spingere il tuo sito per le parole chiave più strategiche. Si tratta di un lavoro impostato su base mensile, in cui mese per mese si vanno a misurare i miglioramenti raggiunti, si definisce insieme su quali keywords insistere, su quali “nuove” lavorare, quali lasciare, quali riprendere ecc. In questo caso il costo varia a seconda del numero di keywords su cui si vuole agire. Personalmente consiglio di scegliere un budget, sostenibile per almeno 6 mesi, quelli necessari ad avere risultati notevoli e stabili;

google seo specialist copywriter

Quali “vincoli” ci sono nel lavorare con un seo copywriter specialist?

Proprio nessuno. Quello di “almeno 6 mesi” è un consiglio, ma il rinnovo – dopo aver visto i risultati del mese precedente – non è automatico né obbligatorio. Si tratta di una partnership che va avanti solo e soltanto finché entrambi sono soddisfatti.

Questo tecnicamente significa che, al contrario delle agenzie seo che fatturano tutto all’inizio e al massimo ti “vengono incontro” con pagamenti rateali (dovuti, indipendentemente dal tuo essere soddisfatto), con un seo specialist copywiter freelance nulla è dovuto. Le fatture sono mensili e finché tu sei soddisfatto e le saldi, la collaborazione continua.

Niente male, vero?
Proprio quello che stavi cercando, come ti spiego da quando hai iniziato a leggere.

Vuoi maggiori informazioni, desideri un preventivo, vuoi vedere qualche esempio di case-history, magari nel tuo settore o in un settore a te prossimo?

Scrivimi pure a lucabartoli@gmail.com

Conclusioni:

Perché un seo specialist copywriter è meglio di un webwriter o di un copywriter?

Persino il miglior copywriter, non può offrirti quello che stai cercando se sei arrivato fin qui a leggere. A meno che se non conosca le logiche dei motori di ricerca e dell’ottimizzazione on page e quindi sia anche un seo copywriter.

Perché un seo specialist copywriter è meglio di un SEO copywriter?

Persino il “miglior seo copywriter” (googolalo pure per scoprire chi è) non può che limitarsi a quel 15% di ottimizzazione onpage. A meno che non sappia anche come muoversi all’esterno del tuo sito e quindi sia anche un seo specialist.

Perché un seo specialist copywriter è meglio di un semplice SEO SPECIALIST?

Al contrario, un seo specialist puro che non sia anche seo copywriter si limiterà a quel 42% di ottimizzazione che si può ottenere lavorando all’esterno del sito, dovendosi accontentare dei testi preesistenti e mancando di quella flessibilità nell’inserire e valorizzare nuove parole nel testo, laddove necessarie.

Ma perché è così difficile trovare un seo specialist copywriter?

La risposta è più semplice di quanto immagini. Come abbiamo visto in questa pagina, un seo specialist copywriter:

  • è prima di tutto un copywriter, quindi uno scrittore professionista con una particolare attitudine all’online;
  • conosce e mette in pratica le logiche dei motori di ricerca applicate alla scrittura (seo copywriting);
  • conosce e mette in pratica le logiche dell’ottimizzazione offpage, solitamente appannaggio dei seo specialist;

Diciamo che è abbastanza improbabile che qualcuno decida di dedicarsi a tutte e tre queste attività, contemporaneamente.
Meglio per me… e per te che mi hai trovato e sei arrivato fin qui a leggere.
Direi che è arrivato anche il momento di scrivermi: lucabartoli@gmail.com

Luca Bartoli
SEO specialist copywriter freelance

italiano seo specialist copywriterSe proprio non hai niente di meglio da fare, puoi leggerti anche:

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Io, NeoNarciso

Manifesto dei metrosexual italiani scritto da Luca Bartoli per Numéro Beauté – aprile 2007. Storytelling & metrosexual.

“Io, NeoNarciso.”

Quando bello non basta.

La nuova vanità al maschile.

Verso la fine dell’ottocento Havelock Ellis, medico e psicologo, nel suo studio sull’autoerotismo definisce il narcisismo come una perversione sessuale in cui l’individuo fa di se stesso l’oggetto principale delle proprie pulsioni erotiche. Oggi in una società che definisce se stessa come ‘postmoderna’, quindi più moderna della stessa modernità, le cose si sono decisamente rovesciate. Medici e psicologi esaltano la masturbazione come precondizione di una sessualità felice mentre il narcisismo, privato della sua carica (auto)erotica, non è più una malattia. E se lo è, la cura è ancora ben lontana dall’essere scoperta.

Ma cosa significa oggi essere un narciso?

Narcisismo e neonarcisismo.

Per comprendere un fenomeno così attuale non possiamo di certo affidarci a trattati di psicopatologia o a rigide definizioni ‘da dizionario’ che tendono a enfatizzare la componente d’auto-ammirazione. Il narciso contemporaneo, in questo, stravolge completamente il mito narrato da Ovidio circa il bellissimo giovane condannato a innamorarsi della sua stessa immagine. Il neonarciso non passa il tempo celebrando agli altri la propria bellezza. Tutte le sue energie sono dirette al raggiungimento di un egoistico ed egocentrico desiderio di perfezione. E poiché quest’obiettivo è irraggiungibile per definizione, la sua vita è una lotta contro il tempo. Una compulsiva ricerca della novità, sia questa una dieta dai risultati miracolosi, un nuovo esercizio o l’ultima innovazione cosmetica appositamente pensata per lui.

La freneticità ha rovesciato il mito.

Perfetti si diventa?

È proprio il perfezionismo nella sua duplice valenza aspirazionale e nevrotica a fornirci, la chiave di lettura per comprendere il narciso del XXI secolo. Giudice implacabile di se stesso ed essere in perpetuo divenire, soddisfatto e orgoglioso della sua perenne insoddisfazione. Tanto ci sarà sempre un’area del proprio corpo da migliorare, un nuovo ideale da soddisfare e un ulteriore standard da raggiungere. L’identità del neonarciso è salva.

Il senso di mancanza diventa una bandiera.

 Edonismo e rivoluzione estetica.

All’inizio degli 80, dopo una ventina d’anni dalla loro nascita, si diffondono su larga scala le lampade a raggi UVA. La ricerca del piacere (e quindi del piacersi), imperante in quegli anni, è un motore inarrestabile. “Ormai abbiamo tutto, non resta che diventare belli”. La bellezza diventa status symbol. La bellezza è in vendita ed è alla portata di tutti. Centri estetici e solarium si affollano di donne e uomini uniti dal desiderio d’apparire più belli, diventando il teatro di questa rivoluzione. Una vera rottura col passato, se consideriamo che per secoli uomini e donne si sono presi cura di sé separatamente. Basta pensare alla distinzione, oggi ancora valida per certe fasce di popolazione, tra barbiere per lui e parrucchiere per lei.

L’ultima rivoluzione sessuale si compie con leggerezza.

 Tv e nuovi modelli.

Al di là del ruolo della pubblicità, che spesso più che innovare la società la rincorre, la televisione e in particolare il mondo delle serie televisive d’oltreoceano fanno di tutto per promuovere questi comportamenti sopratutto tra i più giovani. Si creano sex-symbol poco più che adolescenti per nulla imbarazzati nel prendersi cura di se stessi come, dove e quanto le proprie coetanee. Mike Seaver di Genitori in blue jeans, Zack Morris di Bayside school, per non parlare dell’intero cast maschile di Beverly Hills 90210, serie simbolo dei primi anni ’90. Ed è proprio nei dieci anni che precedono la fine del millennio che la tv mostra sempre più frequentemente uomini parzialmente o totalmente depilati, con grande gioia dei centri estetici che, cavalcando l’onda, offrono tariffe speciali ai loro nuovi clienti. Negli stessi anni nelle palestre di tutto il mondo si diffonde un nuovo ideale: il fitness. I corpi non sono più “mostruosi” come quelli dei bodybuider anni ’80, ma aggraziati, sinuosi e scolpiti a suon d’aerobica e cardio. Nei primi anni del nuovo millennio il cerchio si chiude: un numero crescente di trasmissioni e la fortunata serie Nip / Tuck puntano i riflettori sulla chirurgia estetica maschile: botulino, lipoaspirazioni ma non solo. Cade così l’ultima roccaforte riservata alle donne, ogni distinzione tra i generi è annullata.

La scatola che rende tutti schiavi ha liberato la bellezza. Per tutti.

 Il nuovo uomo sul grande schermo.

Anche il cinema fa la sua parte mostrandoci sempre più spesso divi ossessionati dal proprio aspetto non solo dietro la macchina da presa. Gli ’80 si aprono con Richard Gere e il suo American Gigolò, subito un punto di riferimento di un nuovo modo di essere uomo, lontano anni luce dai duri alla Bogart. Da lì a 20 anni il passaggio al narcisismo come mania è palpabile in American Psyco. Nella pellicola, il protagonista nell’evoluzione della sua follia è alle prese con maschere esfolianti, lettini solari e allenamenti ossessivi. Persino a casa nostra nel recente Saturno contro, Stefano Accorsi è alle prese con una crema per il contorno occhi, sotto lo sguardo incredulo della moglie, al secolo Margherita Buy.

Narciso è ormai uno di noi.

Il neonarcisismo tra virilità e omosessualità.

Ma come si relaziona il nuovo uomo con gli altri uomini e sopratutto come questi si relazionano a lui? I nostalgici del mito dell’uomo virile, quelli che mostrano con orgoglio il pelo sul petto e pensano che in fondo l’uomo “ha da puzzà”, lo guardano con sospetto. Ai loro occhi si tratta di una ‘mezza checca’ da etichettare e tenere a distanza. Per quanto riguarda i rapporti con il mondo omosessuale, i neonarcisi sono tutti, più o meno, consapevoli di avere uno stile di vita (oggi considerato) da gay. Alcuni ci scherzano su tranquillamente, mentre altri sentono ogni tanto il bisogno di mettere i puntini sulle ‘i’ e marcare la propria etero-identità.

Un’identità di frontiera.

I rapporti con l’altro sesso.

Quaranta anni di femminismo (o qualsiasi cosa fosse) sono, in parte, riusciti a demonizzare la ricerca di una bellezza fine a se stessa. Così, oggi una buona parte della popolazione femminile, se da un lato vive quasi con vergogna il bisogno di piacere e di piacersi, dall’altro condanna l’idea che un uomo si curi quanto o più di loro. Soprattutto, queste donne non accettano che lui lo faccia con orgoglio e alla luce del sole. L’unica difesa per preservare la propria autostima è mettere in dubbio la virilità di questi sedicenti nuovi uomini. L’invidia del pene si manifesta su altri oggetti di forma analoga, siano questi pinzette per le ciglia o rulli per la ceretta.

Fortunatamente per il neonarciso esiste tutta un’altra fascia di popolazione femminile che apprezza gli effetti di tanta cura e vanità. È una donna esteta, tendenzialmente più sicura di se stessa e della propria identità, che non si sente messa in discussione se il suo compagno le consiglia circa una crema o una dieta. Neanche se lui passa un po’ più tempo di lei nel bagno.
La bellezza ha sempre un prezzo.


Copywriter: Luca Bartoli
Cliente: RCS Media Group
Prodotto: Numéro Beauté
Articolo sul tema “Metrosessualità”

Sullo stesso tema: Da NeoNarciso a NeoSansone (Metrosessualità e capelli) e Giù le zampe dalla mia crema (Metrosessualità e cura delle mani)

Metrosexual

Metrosexual è un neologismo utilizzato per indicare uomini eterosessuali in genere provenienti da aree metropolitane (metro-) e caratterizzati da comportamenti vagamente simili a quelli femminili, essendo forti consumatori di cosmetica avanzata, praticanti il fitness, l’abbronzatura artificiale, la depilazione del corpo e altri trattamenti estetici o salutistici. Il termine metrosexual non è utilizzato per indicare la semplice vanità o il narcisismo, quanto la ricerca quasi ossessiva di un ideale di perfezione estetica che si reputa riconosciuto socialmente.

Il termine metrosexual è di uso giornalistico e non ha applicazione in ambito scientifico, né sociologico né psicologico. Si tratta di un calco della parola inglese metrosexual, un incrocio linguistico tra le parole metro(politan) e (hetero)sexual, che risale al 1994 per opera di Mark Simpson nel quotidiano britannico The Independent, sebbene la sua diffusione risalga ai primi anni 2000.

Secondo Niklas Luhmann i mass media, producendo di continuo nuove informazioni che rendono quasi immediatamente obsolete le precedenti, avrebbero un importante ruolo nella generazione e rinnovamento dei canoni di riferimento.

La generazione di questi canoni e la loro idealizzazione estrema, possono costituire una fonte di fatturato per l’industria, che a partire dagli anni 1990 offre uno spettro di prodotti dedicati alla cura del corpo maschile.

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Mani & metrosexual italiani

Giù le zampe dalla mia crema

Guida pratica per il nuovo uomo alla cura delle mani.

storytelling Luca Bartoli – Articolo pubblicato su Numéro Beauté novembre 2007

Tema: Cura delle mani dei metrosexual italiani

Dal pollice opponibile alla manicure.

Secondo Darwin il successo evolutivo dell’uomo ha origine nelle mani, nella capacità di opporre il pollice alle altre dita. Senza questa abilità sarebbero impossibili la maggior parte delle azioni quotidiane. Raggiunta la posizione eretta, nel corso dei secoli le mani hanno assunto diversi significati e persino una certa sacralità. Dalla chiromanzia all’imposizione delle mani, per guarire il corpo o per salvare l’anima. Dalla stigmate cristiana all’amputazione prevista per i ladri dalla legge coranica. Dalla ‘mano invisibile’, che in economia crea il benessere generale dalla somma degli interessi personali, all’inchiesta ‘Mani pulite’, fino al ‘fatto a mano’, segno distintivo che in un rigurgito anti(post)modernità contraddistingue i prodotti (industriali) di qualità superiore. Ma che valore hanno le mani per il singolo (nuovo) uomo?

Oggi più che mai, le mani sono potenti rivelatori sociali, più affidabili dei comuni status symbol (l’accessorio firmato può essere un ‘falso’, l’auto da sogno può essere un sogno preso a noleggio). Le mani dicono chi siamo (impronte digitali a parte) e cosa facciamo quotidianamente (spaccar legna o suonare il sassofono in una jazz band). Le mani incontrano e incantano, le mani seducono. Inevitabile quindi che il ‘nuovo uomo’, il nostro neonarciso, se ne voglia curare.

Da falegname ad agente segreto.

In attesa dell’arrivo massiccio di prodotti studiati appositamente per Lui, il nostro eroe deve abbandonare la trincea della mascolinità e partire in avanscoperta. Dopotutto, storicamente parlando, fino a ieri le mani le usava e basta (per cacciare, per raccogliere, per combattere e, infine, per costruire cose) e solo stamattina si è svegliato con l’irresistibile bisogno di prendersene cura. I rimedi ci sono, basta rubarli a nonne, sorelle e fidanzate varie. Il Santo Graal è a portata di mano.

La ricerca è iniziata, ma il non poter ammettere apertamente un così grande interesse per la “cura e il benessere delle proprie mani” (che persino scritto tra virgolette ha un suono decisamente poco virile) lo costringe a trasformarsi in uno 007 in incognito. Appostamenti in bagno, pedinamenti in profumeria, intercettazioni dall’estetista, scansione a raggi x del beauty case, ore e ore a trascrivere interminabili quanto soporifere conversazioni tra amiche.

Forzando il beauty del tesoro.

Lassù qualcuno lo ama o almeno gli dà una mano, e così la sua dedizione è premiata: accorgimenti, consigli, rimedi naturali e piante miracolose. Neonarciso non crederebbe ai propri occhi, se non stesse toccando con mano il suo tesoro. Per iniziare, qualche semplice accorgimento: ogni volta che si lavano le mani, è importante asciugarle bene, l’acqua potrebbe renderle ruvide, e subito dopo massaggiarle con una crema idratante. D’estate, crema protettiva sul dorso per evitare le rughe e d’inverno, oltre ai guanti, prodotti idratanti, nutrienti, antietà, antimacchia. E quando si usano i detersivi (amando così tanto sé stesso è molto probabile che neonarciso viva da solo) è sempre bene usare un paio di guanti di gomma foderati all’interno. Continuando a scavare nel forziere, ecco comparire i rimedi più naturali: massaggi con l’olio d’oliva e creme nutrienti da fare in casa. Ricette semplici, biologiche, quasi commestibili, come la crema per mani screpolate: lasciar fondere 4 cucchiai di burro di cacao, aggiungere 3 cucchiai d’olio di mandorle dolci e infine 5 cucchiai di succo di cetriolo. Mescolare con cura, raffreddare in frigo e buon appetito!

Salute e bellezza in punta di dita.

Le unghie non sono semplicemente un segno di bellezza, indice di amore e cura verso noi stessi, ma soprattutto un indicatore di salute. Quella parte di noi, che cresce ogni giorno di 0,1 mm, rivela eventuali disordini o carenze alimentari, ma anche disturbi e malattie da non trascurare. Un colorito pallido o giallo, fragilità, chiazze violacee o una pigmentazione simile a un ematoma sono campanelli d’allarme che meritano l’attenzione di un medico. Per tornare alla bellezza, anche per le unghie esistono rimedi ‘della nonna’ in grado di donar loro splendore in modo naturale. Bastano un cucchiaio di olio extravergine di oliva e uno di olio essenziale di limone, per avere un elisir di bellezza da applicare con un batuffolo di cotone. Tra le piante è l’equiseto, con il suo alto contenuto di silicio, il miglior rimineralizzante da integrare all’alimentazione. Alimentazione che non può trascurare, oltre al silicio, lo zolfo, la vitamina H, lo zinco e le proteine sulfonate.

Come fermare l’economia di autoconsumo.

Come sperimenta ogni bambino nei primi anni di vita, il corpo umano nasconde mille profumi e mille sapori. Crescendo però, l’estrazione di snack dalle cavità nasali e da altri parti del nostro organismo è censurata. A questo punto, comparando costi e benefici l’onicofagia, ovvero il rosicchiarsi le unghie, è una delle attività di autoconsumo meno interessanti: non offre un grande vantaggio in termini di gusto, i segni rimangono e il rischio di essere beccati sfiora il 100%. C’è chi lo fa per controllare l’ansia, chi in modo compulsivo, chi per sublimare in modo autolesionistico l’aggressività o per attirare l’attenzione. In ogni modo, implicazioni psicologiche incluse, non ci si fa una gran figura e neonarciso non vuole di certo tradire se stesso (anche se amandosi così tanto, sa che verrebbe perdonato senza passare neppure una notte a dormire sul divano). A soccorrerlo in farmacia, in erboristeria e in profumeria, prodotti e integratori per lenire la parte rovinata, e soprattutto oli per rendere sgradevole il sapore dell’unghia.
La storia è sempre la solita, per la bellezza c’è da rinunciare sempre a qualche peccato di gola.


Copywriter: Luca Bartoli
Agenzia: Freelance
Cliente: RCS Media Group
Prodotto: Numéro Beauté
Articolo sul tema “Metrosessualità e cura delle mani”

Sullo stesso tema: Io Neonarciso (Manifesto metrosexual italiani) e Da NeoNarciso a NeoSansone (Metrosessualità e capelli)

 

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Da NeoNarciso a NeoSansone

Metrosessualità e capelli.

Guida semiseria alla caduta dei capelli per il ‘nuovo uomo’.

“Da Neonarciso a  NeoSansone” storytelling di Luca Bartoli per Numéro Beauté – ottobre 2007


Dalle origini del mito alle cause del problema.

La Bibbia dedica quattro capitoli a Sansone, l’eroe leggendario che combatté i Filistei, uccise a mani nude un leone e cadde ingannato da una donna. Le Scritture narrano che fu Dalila, scoperto il suo segreto, a consegnarlo ai nemici, consigliando loro di tagliare le sue ‘sette trecce’, origine della sua forza.

La storia non ha fretta di cambiare. E mentre Venere continua a mietere più vittime di Bacco e Tabacco messi insieme, una fluente chioma resta un must per molti uomini, un autentico mito di virilità. Virilità che paradossalmente è il peggior nemico dei capelli, poichè è proprio il testosterone, il più maschile degli ormoni, la principale causa dell’alopecia androgenetica (nome scientifico della comune calvizia). In particolare, se proprio vogliamo andare a spaccare il capello, è la trasformazione dell’ormone in androstenedione a renderlo più fragile.

Della cute e del karma.

Origine e cause a parte, il ‘nuovo uomo’ o neonarciso (come lo abbiamo definito in precedenza) è consapevole, oggi come mai nella storia, che una folta criniera è il risultato di una cura e un’attenzione costante nel tempo. Una sorta di karma dell’estetica o, per rifarsi a modelli meno orientali, un “chi semina raccoglie” applicato a ogni cellula del nostro corpo. E quando si tratta di salute, cura o bellezza, la pubblicità sa essere maestra autorevole. Così, fin dagli anni ’80 non possiamo far finta di non sapere che “prevenire è meglio che curare” come ci ricordava continuamente un uomo in camice bianco. Sarà stata la semplicità del messaggio o il fascino di quell’uniforme, ma tutti sembrano averlo assimilato, come testimonia la maggior parte del milione e duecentomila risultati (solo in italiano) che si trovano accostando le parole ‘caduta’ e ‘capelli’ su un comune motore di ricerca. Una corsa nella rete a caccia di shampoo rivitalizzanti, integratori, impacchi, rimedi farmacologici prima di passare a quelli chirurgici, ai trapianti, agli autotrapianti e agli innesti. Prima che sia troppo tardi.

Non è mai troppo presto.

Prevenire, prevenire, prevenire. Il messaggio dei media riecheggia tra medici e televenditori, farmacisti e parrucchieri, dermatologi ed erboristi. E allora fin da teenager, addio a lacche, gel o simili, tanto in voga fino a qualche anno fa, meglio passare alle cere modellanti, considerate meno invasive. E poi, non più di due/tre lavaggi la settimana, per non sfibrare i nostri capelli, evviva le lozioni, sì al balsamo per proteggerli (forse il primo cosmetico ‘rubato’ all’universo femminile, prima di creme, cremine, esfolianti e antirughe). A seguire, sistemi di autovalutazione dello stato di salute dei nostri capelli: conteggio quotidiano, test del lavandino, tira-e-conta ecc. Il festival della prevenzione è solo all’inizio. E se proprio le cose non vanno per il verso giusto, ci sono sempre prodotti specifici per mascherare la calvizia in attesa di un miracolo. La posta in gioco è troppo alta, visto che per alcuni più che un difetto estetico o un segno del tempo, la calvizia è (testuali parole di uno delle centinaia di siti che trattano il problema) “una menomazione con ripercussioni psicologiche in grado di ridurre anche in modo considerevole il benessere complessivo della persona e quindi la sua qualità di vita”. In fondo, se quando ci vediamo bene ci sentiamo meglio, deve valere anche il contrario, no?

Miracoli in offerta speciale & affini.

Nella reclame quando non si usa l’autorità di un camice, di una ricerca o di un testimonial, si gioca a chi la dice più grossa: polveri magiche, impacchi traumaturgici, pillole della folta felicità, integratori reintegranti, parrucche intelligenti, paracadute follicolari, corsi d’addestramento per bulbi da difesa, innesti da battaglia. Il nostro neonarciso ormai neosansone, è confuso, allo sbando di fronte al progressivo diradarsi della sua chioma. Non sa più dove sbattere la testa: allo “Houston vi stiamo perdendo” si somma il “e se non facessi la scelta giusta” seguito dalla domanda “tutto questo stress si ripercuoterà negativamente sui miei già mortificati capelli?”. Una sorta di stress al cubo con contorno di disinformazione. Se il nostro eroe non si abbatte, qualche semplice ricerca, resa più facile dalla rete, può schiarirgli subito le idee. Basta saper accettare che i miracoli non esistono: il capello se ne è andato e non ritorna più. Escludendo la chirurgia, per molti troppo radicale, tra le soluzioni più interessanti incontriamo le, così dette, fiale anticaduta, che rinvigoriscono il capello ostacolando l’effetto indebolente dell’androstenedione. Chi le ha provate parla di una notevole riduzione dei caduti nel lavandino. Ci sono battaglie che si possono vincere e altre in cui è meglio limitare i danni.

L’importante è non arrendersi.

Rasati e contenti.

Talvolta però, la resa è inevitabile. Tanto vale farlo a testa alta, anziché calva. Negli ultimi 4/5 anni abbiamo assistito, così, al dilagare di una vera e propria epidemia. Dapprima pochi costretti dal fato infausto, poi i rasseganti che hanno deciso di fare le prove del Giorno del Giudizio, seguiti dagli ortodossi del “prevenire è meglio” e infine, quelli che l’hanno scelto per il gusto di scegliere, proprio perché non ne avevano alcuna necessità. Un contagio di dimensioni considerevoli, l’invasione dei rasati. Così mentre pochi estremisti si sono dati alla lametta, le vendite di rasoi elettrici regola-barba sono volate alle stelle. Il tutto naturalmente condito da un po’ di sana “coltivazione” mediatica (distorsione della realtà o semplice accelerazione di fenomeni già in essere portati alla ribalta) a suon di personaggi e sex symbol rigorosamente rasati. Bruce Willis, Fabio Cannavaro, fino ad arrivare all’icona del ‘nuovo uomo’ ipercurato e trendy, David Beckham.

In fondo si può essere belli anche senza capelli.


Copywriter: Luca Bartoli
Cliente: RCS Media Group
Prodotto: Numéro Beauté
Articolo sul tema “Metrosessualità e cura dei capelli”

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forchets-digital

forchets-digital

forchets–digital. bit ideas, big results.

Le idee sono digitali, binarie, 1 o 0, o funzionano o non funzionano.
Per questo è nata forchets–digital, la divisione non divisa di forchets.
forchets–digital si sviluppa ed opera soluzioni nel mondo delle nuove tecnologie, grazie alla forza delle idee.
Perché un’idea forte funzionerà sempre.



Web copywriting: Luca Bartoli
Agenzia/Cliente: Forchets, Milano
Prodotto: Forchets-digital
Sito webforchets digital

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Content Marketing

Dal content marketing al “seo content marketing”.

Scopri perché è il modo migliore per ottimizzare un sito.

Se stai pensando di utilizzare il content marketing per promuovere il tuo marchio o la tua azienda, innanzitutto ti faccio i miei complimenti: sei sulla strada giusta per battere i tuoi concorrenti in temini di business e per assicurarti un vantaggio attraverso i motori di ricerca. A questo punto puoi, leggerti l’articolo che segue – spero sia di tuo gradimento e che ti offra una risposta ai tuoi “content marketing cos’è?”, “si può fare content marketing in italiano?” – oppure, se vai di fretta, puoi scrivermi a lucabartoli@gmail.com e sarò ben lieto di risponderti personalmente.

Cos’è il content marketing?

content marketing[socialring]

Probabilmente una delle parole più di moda in questo momento sulla rete è content marketing. E sebbene si tratti dell’ultimo trend, l’idea è vecchia, molto più del web.

Definizione di content marketing.

Traduzione da wikipedia:

Content marketing è qualunque forma di marketing che implica la creazione, la condivisione e la pubblicazione di contenuti allo scopo di acquisire clienti. Questo genere di informazioni possono essere presentate attraverso una varietà di formati, incluse notizie, video, video, white papers, e-books, infografiche, case history, guide, domande, articoli di risposta, foto ecc. Il content marketing non è focalizzato sulla vendita (almeno non esplicitamente – annotazione mia), ma sul comunicare e informare consumatori e potenziali clienti. L’idea è di generare business e ispirare fedeltà da parte degli acquirenti attraverso un “consistente e continuo flusso di informazioni di valore”.

“Ok, ma quindi?” – non so te, ma è quello che mi chiedo sempre quando leggo cose del genere – “Come si traduce questa definizione di content marketing in pratica?” In pratica, se operi da un po’ di tempo in settore, se sai fare cose, se hai fatto cose, se hai delle competenze, sei seduto su una miniera d’oro. Ma ancora non lo sai.

Seo e contenuti.

Con il termine SEO (acronimo di Search Engine Optimization) o ottimizzazione (in italiano) si intendono tutte quelle attività finalizzate a migliorare il posizionamento di un sito nei risultati offerti dai motori di ricerca ai loro utenti. E come ben sai, più in alto esci, più visite ricevi (e non ricevono i tuoi concorrenti), più business puoi generare anche se non vendi nulla online. A grandi linee possiamo dividere queste pratiche in due:

  • ottimizzazione onpage (interna al sito), di cui l’aspetto più importante è il seo copywriting;
  • ottimizzazione offpage (all’esterno del sto), di cui l’aspetto più importante è il link building e per cui ti serve un seo specialist;

“Ma Luca, non stavamo parlando di content marketing?” è la domanda che ti può nascere spontanea. Ti rispondo subito: , ne stiamo ancora parlando e il content marketing è il miglior modo di avere link di qualità che spingano il tuo sito, in alto, in alto, molto in alto. Per questo preferisco parlare di…

Seo Content Marketing ovvero “link di qualità”.

seo content marketing [socialring]

Cercando online potresti trovare, o magari hai già trovato, complicate definizioni, roboanti affermazioni e disquisizioni certosine, che ti fanno perdere un sacco di tempo e non ti lasciano nulla. Non ho una personale definizione di seo content marketing, non voglio atteggiarmi a guru del web, voglio farti capire di cosa stiamo parlando, così magari mi contatti per il tuo content marketing. Per farlo ti ripropongo una metafora che ho usato durante una collaborazione con il titolare di un sito che andava a posizionarsi in un’arena molto agguerrita: “…contro tutti gli altri siti, non andremo a combattere solo col nostro. Ma con un arsenale di contenuti”. E questo “arsenale di contenuti” molto probabilmente ce l’hai già in tasca, per questo ti ho scritto prima “sei seduto su una miniera d’oro“. A questo punto, cosa ti serve per iniziare il tuo content marketing? Probabilmente, solo la persona giusta, magari un seo copywriter in grado di sviluppare una strategia di link building efficace… Molto piacere sono Luca, mi stai leggendo da un po’, e questa è la mia email: lucabartoli@gmail.com  A questo punto direi che dovresti avere un’idea di cosa intendo per “seo content marketing” e una serie di domande, relative al tuo caso, al tuo sito, alle keywords che vuoi conquistare e al tuo business. Scrivimi pure, la mia mail è sempre quella sopra. Ti lascio con…

Seo Content Marketing in azione.

Clicca sulle immagini per scoprire case history, obiettivi, soluzioni e risultati ottenuti.

La Scatola delle Emozioni per Tempo Box.

scatole delle emozioni

Il Carnevale più bello del mondo per Il Carnevale di Viareggio.

il carnevale piu bello del mondoLe Primarie del Gusto McFlurry per McDonald’s

primarie del gusto

Gioielli&Bijoux per Pepy&Menta

gioelli bijoux

 

Carnevale 2.0 per il Carnevale di Viareggio

Carnevale Viareggio Social Marketing

Discoteca 2.0 per La Bussola Versilia

Bussola Versilia Network

Come fare seo nel 2017.

Lo zoo di Google con Penguin, Panda, Tiger ecc. ha spaventato tanti esperti seo e sedicenti guru del web, declassandone molti a “ciarlatani della rete”. Ma come si fa a ottimizzazione un sito oggi? Quando lavoro, sia che si tratti di uno dei miei siti sia che si tratta di siti altrui, io seguo costantemente alcuni principi:

  • Il contenuto è e sarà sempre più importante;
  • Semplicità, semplicità, semplicità;
  • Più diversi sono i contenuti, meglio è;
  • La variabile tempo conta, che tradurrei con “troppo, troppo in fretta, puzza”
  • Anche il tuo tempo e il mio contano, principio che va in totale contrasto col precedente e tradurrei con “nessuno ha tempo da perdere”;
  • Non tirare troppo la corda: i link devono essere naturali;
  • I social network conteranno sempre di più;
  • Google non si frega e se lo fai e ti scopre, sei fottuto.
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SEO specialist

Seo specialist: come scegliere il migliore.

Se cerchi un seo specialist per il tuo sito, assicurati che sia un “seo specialist copywriter”.

Se sei alla ricerca di un consulente per ottimizzare un sito web legato alla tua attività attuale o a un progetto che stai per iniziare, quello stai per leggere può cambiare radicalmente i risultati che può ottenere in termini di visite al tuo sito e, soprattutto, di conversioni.

Leggere questa pagina e scoprire perché, se cerchi un seo specialist, ti conviene puntare su qualcuno che sia anche (e sopratutto) un seo copywriter ti richiederà alcuni minuti… forse li hai, forse no. In ogni caso, per migliorare le performance del tuo sito puoi scriveremi, anche adesso, a lucabartoli@gmail.com

Perché ogni sito ha bisogno di un seo specialist professionista?

SEO specialist

Siamo nel 2017, non nel 1999. Questo significa che “avere un sito” e “avere un sito su cui, in modo o nell’altro, chi è interessato a cosa proponi capiterà” non sono esattamente la stessa cosa. Anzi, non lo sono per niente. E se pensi che il tuo nome e cognome o il nome della tua azienda bastino, temo che tu sia rimasto ben più indietro del 1999.

Per assicurarti un flusso di visitatori tale da generare un numero consistente di conversioni (acquisti online, richieste di preventivo, prenotazioni, visite al tuo locale ecc) il tuo sito ha bisogno di uno specialista che lo faccia performare al meglio sui motori di ricerca: il seo specialist.

Non voglio annoiarti e sommergerti di dati, come la percentuale di italiani che cerca su Google prima di acquistare un prodotto o servizio (anche se poi non lo acquistano o prenotano online, ma lo fanno in maniera tradizionale)… perché se ti sei messo a cercare un seo specialist queste cose le sai già. E, soprattutto, perché come sa chi si occupa di motori di ricerca, l’originalità premia sempre: quindi qui non leggerai ciò che puoi trovare anche su altre pagine.

Cosa fa esattamente un seo specialist?

ruolo seo specialist

Anche questo probabilmente lo sai già e l’ultima cosa che voglio fare è annoiarti e annoiarmi io, per primo, scrivendo cose che potresti leggere su altri siti, decisamente meno originali. Ti riassumo la mia idea con una similitudine: “se il tuo sito fosse un atleta, il seo specialist sarebbe il suo allenatore”.
E un bravo coach:

  • analizza la situazione attuale, le performance attuali del tuo sito;
  • individua limiti e aree di miglioramento, si occupa di quegli aspetti che limitano i risultati e cosa, invece, possono assicurarti il successo;
  • allena giorno per giorno il suo atleta, migliorando con costanza le performance del tuo sito;
  • analizza i risultati raggiunti e modifica l’allenamento per far diventare i punti deboli forti e i punti forti fortissimi;

Il paragone dell’allenamento, mi permette anche di dirti che il lavoro deve essere consistente e costante, come i risultati. Stressare troppo un sito per la fretta o, ancora peggio, usare “trucchetti seo” che diano un boom di visite iniziale è la premessa di un infortunio o di una squalifica per doping. Doping che nel mondo seo si chiama “black hat” e porta inevitabilmente a penalizzazioni Google.

Già a questo punto, penso tu abbia elementi sufficienti a capire perché hai bisogno di un seo specialist. Scrivimi pure a lucabartoli@gmail.com per farti consigliare il migliore oppure continua a leggere per scoprire qual è.

Ho già un webmaster può farmi da seo specialist?

il web master non è un seo specialist

Onestamente dubito, sopratutto se è un bravo webmaster, perché il suo lavoro richiede competenze specifiche che coincidono poco con quelle di un seo specialist o di un seo copywriter. Calcola che il 99% del lavoro di un webmaster è sul tuo sito, il 90% del lavoro di un seo specialist è fuori dal sito.

Oltretutto, puoi risponderti da solo: se il tuo sito non performa come vorresti e, se sei finito su questa pagina cercando un seo specialist, significa che stai cercando qualcosa (o qualcuno) di più… perché insistere con chi ti ha costruito il sito, ma non ti ha fatto raggiungere i risultati che vuoi?

Detto questo, webmaster e seo specialist possono e devono lavorare insieme e coordinarsi. Anche se hanno obiettivi personali ben diversi: uno vuole che il sito sia “bello” per mostrarlo nel suo portfolio dal titolo “guardate come sono bello a fare i siti”, l’altro vuole che il tuo sito performi al meglio, perché sa che se non ti porta risultati “costanti e consistenti” tutti i mesi, qualche mese e andrai a cercarti un altro seo specialist.
A te scegliere chi fa di più i tuoi interessi…

Ok, mi serve un seo specialist ma perché deve essere anche un seo copywriter?

miglior seo specialist

L’aspetto più trascurato dai webmaster e dalla maggior parte dei seo specialist sono i testi.
Se, per caso, è anche l’aspetto più trascurato del tuo sito attuale, continua a leggere con la massima attenzione, oppure scrivimi a  lucabartoli@gmail.com se proprio non riesci a fare diversamente.

Dicevamo che i testi sono l’aspetto meno curato della maggior parte dei siti, eppure l’esperienza di internauti e googolatori ci insegna che per i motori contano più di tanti altri aspetti. Ma a pensarci bene anche per gli utenti, che trascurano gli aspetti grafici e “scansionano” velocemente il testo alla ricerca delle “informazioni” che cercano. Il webmaster e il seo specialist lo sanno, ma “non sentendosi scrittori”, spesso trascurano questo aspetto. Se sono onesti ti invitano ad affidarti a un copywriter professionista o, ancora meglio, a un seo copywriter. Ma pochi sono così onesti, di fronte al tuo “Me li scrivo da solo… in fondo chi conosce il mio prodotto meglio di me”, da dirti “Stai facendo una c*zzata che comprometterà i tuoi risultati del tuo sito da qui all’eternità” e invece la stai facendo.

L’importanza dei testi per i motori di ricerca.

copywriter wikipedia

Per capire l’importanza dei testi, prova a pensare a quante volte hai trovato una pagina ricca di testo di Wikipedia ai primi posti di Google per keywords molto competitive? E quante volte avresti voluto ci fosse il tuo sito al posto di Wikipedia?
Ecco quello è il posto che Google riserva ai testi che gli piacciono. Questo perché Google è un lettore avido e ama i testi molto lunghi, originali, ben strutturati e che prevedono vari livelli di lettura.

E solo un seo copywriter può assicurarti testi davvero originali, ricchi e in grado di presentare i tuoi prodotti e servizi al meglio. Il resto è copiaincolla da una brochure – nella migliore delle ipotesi – o da altri siti indicizzati meglio del tuo e che resteranno tali.

Ora immagina che questa originalità non sia usata solo all’interno del tuo sito ma ovunque nella rete per “spingerti” verso le prime posizioni, realizzando così un seo copywriting link building. Ed ecco spiegato perché quello che ti serve è un seo specialist copywriter.

seo specialist link building

Chiaro, ma un seo specialist copywriter può aiutarmi a “vendere di più”?

Eccoci al punto: le visite al tuo sito sono solo un “obiettivo intermedio”, quello che conta sono le conversioni (acquisti online, richieste di preventivo, prenotazioni, visite al tuo locale ecc) e per queste ti servono le persone. I motori di ricerca sono indispendabili ma non sufficienti ad assicurarti il successo del tuo sito.

Il successo del tuo sito, come della tua attività, dipende e dipenderà sempre dalle persone.

Un seo specialist copywriter, ha chiaro il quadro d’insieme e opera su più fronti:

  • crea contenuti originali, ricchi e ben strutturati (seo copywriting) e può consigliare a te e al tuo webmaster come inserirli in una cornice più performante (ottimizzazione onpage);
  • conosce le tecniche per convincere i motori di ricerca che il tuo sito ha qualcosa in più di quelli che concorrono sulla stessa keyword (ottimizzazione offpage);
  • una volta arrivati sul tuo sito attraverso i motori, sa come convincere le persone che il tuo prodotto ha qualcosa in più di quelli della concorrenza (copywriting);

In pratica solo con un seo specialist copywriter ti assicuri un tutto quello di cui hai bisogno e hai la certezza che tutto sia perfettamente coordinato.

Vuoi un sito persuasivo, convincente e ottimizzato, sia internamente sia esternamente, attraverso contenuti altrettanto, persuasivi e convincenti? Contatta subito il tuo seo specialist copywriter. Ne conosco uno che fa per te: scrivimi pure a lucabartoli@gmail.com che te lo consiglio.

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Monolocale Milano in affitto

Monolocale in affitto a Milano. NO AGENZIA

La libertà ha un prezzo: 600 euro al mese + 70 euro di spese.

Può seo copywriting farti affittare un monolocale a Milano?

monolocale a milano affitto

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Forse non sono sufficienti ad assicurarti la felicità, ma se abiti a Milano, ti bastano poco meno di 700 euro (spese incluse) per vivere da solo/a in un monolocale con soppalco.

E, a costo di passare da misantropo, te lo scrivo: vivere da soli rende più liberi, quindi più felici.
Ma perché te lo scrivo?

--- AggiornamentO: Attualmente affittato.

Affitto monolocale a Milano con soppalco (se ti fa sentire più figo/a chiamalo pure “mini-loft”, il prezzo non cambia) a 600 euro affitto + 70 di spese comprensive del riscaldamento. No agenzia.

Per ulteriori informazioni e per vederlo coi tuoi occhi, scrivimi pure a lucabartoli@gmail.com o contattami al 347.477.477.2 (solo SMS o WhatsApp, NO TELEFONATE).

monolocale a milano zona giorno

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Abitare a Milano in un monolocale con soppalco.

Dopo questa doverosa interruzione di servizio (per non dire pubblicitaria), riprendiamo il discorso. Stavamo parlando di libertà e felicità e avevo appena affermato che le due sono connesse e che, se abiti a Milano, bastano 600 Euro (+70 euro di spese) per averle entrambe in un monolocale con soppalco.

Non posso generalizzare ma ti assicuro che, per me, passare da vivere in camera singola in un appartamento a Milano condiviso con un’altra persona (anche simpatica) a vivere da solo in un monolocale con soppalco ha significato la libertà, quindi la felicità.
E, praticamente, allo stesso prezzo.

appartamento monolocale milano

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Abitare con uno o più coinquilini può essere una bella esperienza, una figata se trovi i coinquilini giusti. Ma diciamocelo, la vita nella “city of sbatty” non è figa come quella della serie Friends.

E spesso quando torni a casa dal lavoro, dopo una giornata di scadenze ravvicinate e riunioni interminabili, mail che iniziano con URGENTE e si concludono con ASAP, colleghi, clienti e fornitori, l’ultima cosa che vuoi vedere è altri esseri umani.

Anche perché gli amici te li scegli, i coinquilini non ti ricordi perché li hai scelti. Magari ti ispiravano fiducia all’inizio, ma se stai leggendo questa pagina significa che sei alla ricerca di un “monolocale in affitto a Milano” senza coinquilini. Quindi o l’hanno ampiamente delusa o non stai prendendo neppure in considerazione l’idea di andare a vivere con altri esseri umani.

monolocale milano design

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In entrambi i casi sei sulla strada verso la libertà assoluta: poter fare assolutamente quello che ti pare, almeno quando sai a casa. Che poi è una definizione corretta di “sentirsi a casa”.

Vuoi lasciare i piatti nel lavandino e aspettare che si lavino da soli? Puoi.
Vuoi tenere la casa pulitissima, detergendo ogni millimetro con la certezza assoluta che nessuno lo sporcherà? Puoi.
Vuoi invitare amici tutte le sere? Puoi.
Vuoi nascondere mine anti-uomo di cui solo tu conosci l’esatta ubicazione e vivere barricato/a in casa? Puoi.

monolocale milano palazzo signorile

In pratica quando vivi da solo puoi fare quello che ti pare, almeno in casa tua. E scegliere di farlo in un monolocale in affitto la rende una scelta economicamente sostenibile, anche a Milano: 600 euro a mese (+ 70 di spese comprensive del riscaldamento).
Se questa non è la felicità?

Ora che abbiamo chiari entrambi quali sono e quanto valgono i vantaggi del vivere da soli in un monolocale a Milano passiamo alla casa.

monolocale milano con televisione

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Il monolocale in affitto.

Zona e collegamenti.

vivere in giambellino a milano

Il monolocale si trova in via Giambellino (la parallela di via Savona e via Lorenteggio) a circa 1 km da Piazza Napoli. È collegato attraverso il tram 14 alle stazioni della metropolitana verde (M2) S.Agostino e Porta Genova, alle Colonne di San Lorenzo, a via Torino (una delle principali vie dello shopping milanese), al Duomo, a Brera, all’Arena/Parco Sempione, al quartiere China Town (via Paolo Sarpi) e al Cimitero Maggiore. Se lavori/graviti intorno a una di queste zone non fartelo scappare.

tram 14 milano

Quando sarà pronta, inoltre, sarà vicinissimo alla fermata Piazza Frattini della Metropolitana M4 (la blu), ma temo sia presto parlarne già adesso.

Servizi.

monolocale a milano

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Nelle immediate vicinanze (quindi facendo due passi) si trovano:

  • 4 supermercati
  • Ufficio postale
  • Svariate banche/bancomat
  • 2 parchetti comunali
  • Naviglio pedonale per fare jogging
  • Scuola/seggio elettorale

Per non parlare di ristoranti, pizzerie, bar, parrucchieri e tutto quello che puoi trovare in una zona residenziale/popolare.

monolocale a milano con soppalco

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Spazio, sicurezza e privacy.

Il monolocale di 32 metri quadri + soppalco, ha il soffitto alto oltre 4 metri. Questo significa che, a meno che tu non giochi a basket, potrai stare comodamente in piedi sia sopra che sotto il soppalco.

L’altezza deriva dal fatto che si trova a piano terra e la sicurezza è garantita da 2 porte blindate (una verso l’ingresso del palazzo e une verso il cortile), dalle inferriate alle finestre rivolte verso il cortile e dalla telecamera di sicurezza nell’atrio del palazzo.

La privacy è garantita dall’essere l’unico immobile abitato del suo piano e per aumentarla, oltre alle tapparelle, sono stati installati vetri opachi alle ampie finestre.

Stile e arredamento.

monolocale milano ristrutturatomonolocale milano nuovo

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Come vedi dalle foto, il bagno è stato completamente ristrutturato, mentre l’arredamento che ottimizza gli spazi, le rifiniture come il pavimento in vinile e particolari come l’effetto “mattoni a vista” dietro il divano o il muro dietro al letto rosso (come il soppalco e il divano) definiscono uno stile originale e contemporaneo che ben si accompagna alla tipologia d’immobile.

monolocale milano muro effetto mattone

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Il monolocale viene affittato completo di:

  • piano cucina Miele e pensili Ikea coordinati
  • arredi completi del bagno
  • tavolo alto con 2 sgabelli in casa e altri 2 per gli ospiti in cantina
  • scarpiera a specchio
  • armandio 4 ante
  • divano x 2 trasformabile in letto a 1 piazza e mezzo
  • tavolino uso comodino accanto al divano
  • grande libreria
  • lavatrice Samsung 7 kg (1 bucato a settimana è normalmente sufficiente per abbigliamento di 1 persona + biancheria letto)
  • ventilatore a 5 velocità sul soffitto
  • mobile tv
  • tv 32” Samsung schermo piatto
  • letto a 1 piazza e mezzo con doghe in legno nel soppalco

monolocale a milano zona letto soppalcata

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Il soppalco è uno principali punti di forza. A parità di metratura (a Milano si affittano anche monolocali più piccoli di 32 mq, talvolta anche a prezzi superiori) il soppalco separa fisicamente e visivamente la zona notte dalla zona giorno, offrendo la sensazione di non “vivere in unico ambiente”. Principale limite dei monolocali a Milano, come in qualunque altra città.

monolocale milano con soppalco

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Il riscaldamento centralizzato è diffuso dal pavimento.

Spese.

Le spese relative al riscaldamento, pulizia spazi in comune, acqua, sicurezza garantita dalla telecamere ecc sono già incluse nei 70 di spese. Particolare attenzione è stata data al risparmio elettrico, con sistemi di illuminazione a risparmio energetico. La bolletta dell’A2A (esclusa da quanto sopra indicato) comprensiva anche della spesa relativa al riscaldamento dell’acqua e alla cucina (le piastre sono elettriche) è solitamente intorno ai 20 euro mensili. Non c’è bolletta del gas.

Il monolocale in affitto a Milano che non puoi lasciarti scappare.

monolocale milano spazi

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Direi che ormai i vantaggi, la zona, i servizi più vicini e l’immobile sono stati ampiamente illustrati, quindi te lo ripeto:

AFFITTO MONOLOCALE A MILANO CON SOPPALCO A 600 EURO AFFITTO + 70 DI SPESE COMPRENSIVE DEL RISCALDAMENTO.

Classe energetica da definire.

Per ulteriori informazioni e per vederlo coi tuoi occhi, scrivimi pure a lucabartoli@gmail.com o contattami al 347.477.477.2 (solo SMS o WhatsApp, NO TELEFONATE).

monolocale milano con ventilatore

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