forchets-digital

forchets-digital

forchets–digital. bit ideas, big results.

Le idee sono digitali, binarie, 1 o 0, o funzionano o non funzionano.
Per questo è nata forchets–digital, la divisione non divisa di forchets.
forchets–digital si sviluppa ed opera soluzioni nel mondo delle nuove tecnologie, grazie alla forza delle idee.
Perché un’idea forte funzionerà sempre.



Storytelling: Luca Bartoli
Agenzia/Cliente: Forchets, Milano
Prodotto: Forchets-digital
Sito webforchets digital

Cos’era Forchets?

L’agenzia di pubblicità Forchets è stata fondata 4 anni fa da Niccolò Brioschi, Fabrizio Ferrero e Ino Jelmoni, giovani professionisti con diverse e ben miscelate esperienze: strategic planning, direzione creativa, copywriting e art direction, maturate in grandi Agenzie di pubblicità internazionali come Tbwa, Leo Burnett e Young&Rubicam.

Proprio queste esperienze hanno spinto Forchets a dar vita ad un nuovo profilo d’agenzia capace di offrire al mercato risposte più efficaci e stimolanti. I tre soci ricoprono la carica di direttori creativi. Semplicità è la parola chiave di Forchets: dalla strategia alle idee. Attraverso la semplicità si arriva alla chiarezza. Una comunicazione incomprensibile non esiste per definizione. In secondo luogo Forchets supporta il “think opposite” pensiero, nel senso che l’agenzia cerca di mettersi dalla parte opposta rispetto al “si è sempre fatto così”. Forchets è per un modo diverso di usare la testa. Per pensare e immaginare diversamente la solita strategia, la solita idea e il solito risultato per la marca… Grazie a questo nostro modo di pensare e lavorare Forchets oggi è considerata una delle agenzie emergenti. Tra i clienti che hanno affidato la loro comunicazione alle… forchette spiccano Fernet Branca, SKY, Ferrero, FNAC, Legambiente, Internazionale F.C., Incotex, Spuma di Sciampagna, Chante Clair, Zanone.

Manca la conferma dei diretti interessati, che non ci hanno risposto né telefonicamente né via mail, ma a quanto ci risulta per l’agenzia milanese sarebbe stata avviata la procedura di fallimento. Lo comunichiamo con dispiacere, al di là delle cause, perché è sempre un peccato quando un’attività cessa di funzionare.

E in particolare questa, che dieci anni fa, nel 2003, era stata fondata da Niccolò Brioschi, Fabrizio Ferrero (a sinistra nella foto) e Pierfrancesco Jelmoni (a destra nella foto), allora giovani professionisti con diverse esperienze – strategic planning, direzione creativa, copywriting e art direction – maturate in agenzie di pubblicità internazionali come Tbwa, Leo Burnett e Young&Rubicam.

La dimostrazione del buon lavoro svolto nel corso degli anni la si vede scorrendo il portfolio, con nomi come Fernet Branca, Sky, Ferrero, Fnac, Legambiente, Internazionale F.C., Incotex, Spuma di Sciampagna, Chante Clair, Zanone, Cisalfa, FinecoBank. Solo per citarne alcuni.

Ma qualcosa non deve aver funzionato, intravedendo nel passaggio del conto Sky Italia in M&C Saatchi, avvenuto a maggio 2011, la perdita di un cliente che probabilmente molto garantiva all’agenzia in fatto di entrate. Il tutto acuito da una crisi di mercato che via via si è fatta sempre più pesante. A marzo 2012 poi l’uscita di Niccolò Brioschi e Riccardo Beretta (direttore generale Forchets, nonché responsabile sviluppo Forchets Digital), che hanno aperto la loro Pic Nic, e poco dopo quella di Francesca Panigutto, client service director & account director – new business manager, che ha fondato The Mine.

E a nulla evidentemente deve essere servito il continuare in ogni caso ad andare avanti con, tra l’altro, la recente gara vinta per il progetto ‘Dixan per la Scuola’ 2013. Rumor dell’ultimo periodo davano anche in corso trattative per l’ingresso di un nuovo socio. Ma a quanto sembra non andate a buon fine.

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SEO copywriter

Cercavi un SEO copywriter su Google e ne hai appena trovato uno.
Coincidenze? Io non credo.

Scopri il SEO copywriting come non te l’hanno mai spiegato.

Tutto quello che hai sempre voluto chiedere a un SEO copywriter.

Incontrando un seo copywriter le domande da fargli sono tantissime.
Ad esempio, in cosa consiste la sua professione?
Quali tecniche utilizza?
Quali sono i segreti della sua arte?
Come si diventa seo copywriter?
Qual è la miglior guida al seo copywriting?
Che differenza c’è tra quello che fa lui, un copywriter online o un seo specialist?
Quanto costa e come si calcola il prezzo dei suoi servizi?

Ma ce n’è una che vale più tutte:

“Perché è così difficile trovare (o essere) un SEO copywriter?”

Questa domanda non è assolutamente retorica e può cambiare le sorti (o la vita, se vogliamo drammatizzare) del tuo sito, almeno per quanto riguarda il traffico e l’ottimizzazione sui motori di ricerca.

Naturalmente se quello che cerchi, non sono domande e risposte, ma solo un seo copywriter puoi contattarmi ora scrivendo a lucabartoli@gmail.com
Parlami pure del tuo sito, delle “tue” keywords, dei tuoi obiettivi, delle tue performance attuali e di quelle che vorresti raggiungere…

Perché è così difficile trovare (o essere) un SEO copywriter?

Ora torniamo alla domanda principale, per rispondere dovrò fare delle semplificazioni. Non  te la prendere, dai…

Chi è un, anzi, il seo copywriter?

Il seo copywriter è il professionista che utilizza il seo copywriting per migliorare il posizionamento di un sito.

Cos’è significa seo copywriting?seo copywriting

Seo copywriting è l’acronimo di Search Engine Optimization Copywriting ed è il termine con cui si intendono tutta una serie di pratiche per ottimizzare il testo di una pagina agli occhi dei motori di ricerca, cioè far si che sia ben indicizzata e che esca più in alto possibile per le ricerche più rilevanti.
Da questa risposta con ogni probabilità ti sorge un’altra domanda.

Quali competenze deve possedere un SEO copywriter?

Qui arriviamo al nocciolo della questione, un SEO copywriter deve essere il primo luogo un buon copywriter online. Deve saper scrivere, prima di tutto per gli utenti web… Deve saper scrivere online per risultare chiaro, interessante, non banale, incisivo e persuasivo, conoscendo le logiche del copywriting online. Già questo, probabilmente, esclude 90% dei copywriter in circolazione… In particolare fan della “creatività a tutti i costi” ma anche i giornalisti/articolisti online che paghi “a parola”

In più deve capire la logica che c’è dietro l’ottimizzazione (solitamente appannaggio dei seo specialist) e sfruttarla per ottimizzare i testi che realizza... e questo esclude il 99% di quel 10% sopravvissuto. Ecco perché, chi trova un SEO copywriter trova un tesoro.

Se non hai altre domande, tanto vale che tu mi scriva:  lucabartoli@gmail.com 

Grazie al seo copywriting posso scalare i motori per le keywords per me più remunerative?

Guarda, vorrei tanto dirti di sì e magari “venderti” la mia consulenza, ma se vogliamo collaborare dobbiamo essere onesti l’uno con l’altro. Inizio io: la risposta è no, non è abbastanza.

Perché neanche il miglior seo copywriter è abbastanza?

migliore seo copywriter

Intendiamoci, il seo copywriting funziona.

Il web è pieno di bellissimi contenuti (per gli utenti) mal indicizzati che con un po’ di seo copywriting potrebbero fare notevoli salti in alto nei risultati delle ricerche. Il fatto è che per arrivare a posizioni premianti per chiavi remunerative (quelle che interessano sia a te che ai tuoi concorrenti) quasi sempre non è sufficiente.

E questo perché per quanto un seo copywriter sia bravo, il suo campo d’azione è limitato, perché limitato è il peso dei fattori legati alla pagina. Circa il 15% e questo non lo dico io ma  i 72% maggiori esperti di SEO del mondo.

formula google rivelata

Se la tua domanda è “Ma perché me l’hai detto? stavo per chiederti una consulenza come seo copywriter.” la risposta è molto semplice, ti sto offrendo una consulenza migliore.

Seo + copywriting

Seo + copywriting per me significa fondere assieme 3 fattori:

  • innanzitutto copywriting: scrivere per chi ti legge, per colpire la sua attenzione, per farlo restare attaccato alla pagina anziché andare sul sito del tuo concorrente. Niente trucchetti per fregare google o frasi incomprensibili piene di keywords ma scrivere per il piacere di chi legge, per gli utenti alla fine sono loro e non i motori di ricerca che ordinano i tuoi prodotti o richiedono i tuoi servizi. E fortunatamente, lavorando dal 2005 nelle migliori agenzie pubblicitarie nazionali, internazionali e come copywriter freelance mi sento abbastanza tranquillo di potertelo offrire (clicca comunque su copy writer se vuoi farti un giro sul mio portfolio);
  • naturalmente seo copywriting. Lo so ti ho detto che conta solo il 15% ma quel 15% fa la differenza, soprattutto quando si tratta di un testa a testa tra te e il tuo concorrente;
  • seo, ovvero tutto il resto della torta. Agire all’esterno del tuo sito per renderlo autorevole agli occhi dei motori di ricerca. In fondo è quello che ci auguriamo di trovare tutti ai primi posti dei motori di ricerca per una determinata tematica: i siti più autorevoli su quella tematica;

Come forse hai capito non ci sono trucchetti, dritte o pillole da emulare, ma solo un ottimo lavoro da fare su misura sul tuo sito per ottimizzarlo e conquistare le posizioni che vuoi.

Conclusioni

Questa pagina termina qui.
Innanzitutto, complimenti per aver letto fin qui. Evidentemente eri molto motivato/a incontrare, seppure virtualmente, un seo copywriter.

Mi auguro che quello che ho scritto ti sia stato d’aiuto e ti abbia schiarito le idee. Ho evitato i tecnicismi perché penso che siano essenzialmente da sfigati. Se consci davvero un tema, devi saperlo trasferire con parole comprensibili.

E ora che le “parole mie” le hai lette, puoi contattarmi per chiedere una consulenza in seo + copywriting.

Scrivimi pure su lucabartoli@gmail.com parlandomi del tuo sito, delle tue keywords, dei tuoi obiettivi, delle tue performance attuali e di quelle che vorresti raggiungere, chiedendomi un preventivo o indicandomi il budget che hai deciso di investire in quest’attività.

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Copywriter

Copywriter, Luca Bartoli.

Copywriter? Scommetto che stavi cercando un copy writer… Hai clicca e ore stai per visitare il copywriter portfolio di Luca Bartoli, copy dal 2005 e SEO copywriter.
Consolati, tutto sommato poteva andarti peggio. Per contatti e informazioni: lucabartoli@gmail.com
Ora, se ti stai chiedendo cosa fa esattamente un copywriter? Come si guadagna da vivere? Lo fa onestamente? Perché gli amici lo chiamano copry water? Lui fa finta di niente ma la cosa, sotto sotto, lo fa soffrire? Questa potrebbe essere “la tua occasione”, non dico “della vita” ma già che ci sei tanto vale continuare a leggere.

Perché mettere online il mio copywriting portfolio ergo perché fare pubblicità alle mie pubblicità?

Ormai è un po’ di anni che mi sono trasferito a Milano per “fare il copy“, ovvero “quello che scrive il testo (delle pubblicità)”, e non sono ancora riuscito a spiegare a mia madre cosa faccio esattamente. Non è questione di trovare le parole giuste per venderle l’idea o uno slogan efficace per farle restare in testa il messaggio. La difficoltà maggiore è spiegarle che “fare la reclamé” è un lavoro vero, a volte anche dignitoso. Così ho deciso di metterle online i miei lavori.
Scuriosa pure, anche se non sei mia madre, basta che se la incontri per la strada, provi anche tu a spiegarle che quello di suo figlio è un “lavoro, praticamente, vero“.

Stampa e affissione

pubblicità seat ibizapubblicita a-due-passi-da-casa-intesa-sanpaolo-casapubblicitaAudi SportpubblicitaAudi SQ7 pubblicitapubblicita audi a4 allroadpubblicitaAudi AllServicePubblicità audi quattroPubblicità Audi e tronpubblicita Audi Urban Futurepubblicita audi guida autonomapubblicita Alpine adrenalinepubblicita Audi quattro Coppa del Mondo di Scipubblicita audi Dindo Capellopubblicita Audi Q7pubblicita audi city labpubblicita Audi Service Carrozzeriapubblicita audi quattro cuppubblicita Audi Prima Scelta Pluspubblicita Audi R8LMXpubblicita navigatori satellitari audipubblicita suv and the citypubblicita Il valore di una scelta si misura nel futuropubblicita audi quattropubblicita Volkswagen Distanza di Sicurezza pubblicita la 7 digitale terrestrepubblicita wall street institutepubblicita la7pubblicita Rolling Stone MagazineCopywriter MTVCopywriter_World_Animal_Day_Catpubblicita MTV Copywriterpubblicita Freddy Pantspubblicita BMWpubblicita metzelerpubblicita BMW Motopubblicita SMARTpubblicita Black Berrypubblicita Damianipubblicita dimensione danzapubblicita Freddy Royal Balletpubblicita oxydopubblicita 7th Streetpubblicita VSpubblicita Gatoradepubblicita Emmi Drink Differentpubblicita Makapubblicita Osso Macelleria Fornellipubblicita FNACPatata Anni80

Spot Tv e Virali

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Digital

pubblicita digital benvenuto domani sitopubblicita Audi Madonna di Campiglio Dolomiticapubblicita digital fondazione ronaldpubblicita digital la scatola delle emozionipubblicita digital il carnevale piu bello del mondopubblicita digital primarie gusto mcflurrypubblicita digital mc italypubblicita digital carnevale viareggiopubblicita digital hot clubpubblicita digital forchets digital

Guerrilla marketing, ambient media, unconventional

pubblicita digital day cazzopubblicita digital elezioni m&m'spubblicita digital hot kit hot club misexambient media milano

Radio

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Scrittura

guida al seo copywritinglamborghini huracan spyderfreeesloungeNeonarciso Metrosexual Italianoneonarciso metrosexual cura capellineonarciso cura pelle metrosexual italiano
Se poi dopo aver visto qualcuno dei miei lavori, senti il bisogno irrefrenabile di comunicare con me, ti lascio la mia mail:
lucabartoli@gmail.com
Mi fido di te, non ne abusare. Grazie.

Copywriter & social media

Anche se, a furia di lavorarci per terzi, sto iniziando a odiare i social networks, se proprio ci tieni, possiamo restare in contatto con Facebook, Twitter, YouTube, Google+, Pinterest e pure Linkedin.

copy writer milano googletwitter copy writeryoutube copy writer

linkedin copy writer

Copy writer: chi è e cosa fa?

Però ti giuro, in questi anni ho provato a capire cosa fa esattamente un copy writer… metti che qualcuno mi chiedesse “ma tu cosa fai esattamente nella vita? Ed, esattamente come te, ho fatto un po’ di ricerche online.

“Copywriter” significato.

La Treccani, per la serie “non siamo qui a pettinare le bambole” prima ti offre la pronuncia esatta (in alfabeto fonetico) ‹kòpiraitë› poi sostiene che il sostantivo inglese copywriter –  composto di copy «testo (pubblicitario)» e writer «scrittore»] sia usato in italiano al maschile e al femminile per indicare “chi redige testi pubblicitarî per giornali e altri mezzi di comunicazione di massa”. Un po’ old school come definizione ma non mi aspettavo di meglio…

Copywriter: su wikipedia.

Molto meglio per farsi un’idea Wikipedia, che fino a poco fa lo chiamava “redattore pubblicitario” e da qualche anno ha una pagina dedicata alla voce copywriter. Secondo l’enciclopedia libera “Il copywriter (detto anche semplicemente “copy”) è la persona che scrive tutte le parole della pubblicità (testi per annunci stampa, affissione, radiocomunicati e telecomunicati, e così via). Lavora all’interno di un’agenzia pubblicitaria e insieme all’art director (detto anche semplicemente “art”) forma la coppia creativa. Il copywriter e l’art director sono coordinati da un direttore creativo che può, a sua volta, essere o un copywriter o un art director di maggiore esperienza. Nel reparto creativo di una grande agenzia di norma lavorano molte coppie creative.”

E poi Wikipedia ti spara un paio di citazioni che possono accompagnare solo.
 
« La pubblicità si basa sulla comunicazione. E non importa che sia fatta di immagini o di parole purché sia semplice. Checché ne possiate pensare chiunque può scrivere un buon testo lungo. Pensate al vostro lavoro non come a quello di chi scrive parole, ma di chi le evita. Non state scrivendo un romanzo o un poema.»
 Peter Barry

« In media la gente legge l'headline 5 volte più spesso che non la body-copy. Quando hai scritto il tuo headline hai già speso 80 centesimi del tuo dollaro."
David Ogilvy

Non paga di quanto già spiegato, l’enciclopedia libera continua con:

Il copywriter è la persona che, al servizio dell’Agenzia o dell’Azienda, come dipendente o come libero professionista, è chiamato a interpretare, attraverso la parola scritta, le strategie, le volontà e le azioni della committenza. Il copywriter elabora il concept creando il titolo (detto anche headline), tagline (detti anche endline o payoff) e body-copy. Rispettivamente il titolo di un annuncio, il titolo che accompagna il marchio del produttore o il marchio del prodotto stesso e il testo dell’annuncio stesso. Il copywriter svolge anche altre funzioni che non necessariamente richiedono la presenza dell’art director. Ad esempio:

  • elabora la strategia di comunicazione
  • scrive i testi dei discorsi ‘ufficiali’ di politici o imprenditori
  • inventa nomi per nuovi prodotti o produttori (naming o denominazione in italiano)
  • redige comunicati stampa
  • scrive i testi di pubblicazioni varie come pieghevoli, monografie istituzionali o di prodotto
  • scrive i dialoghi degli spot pubblicitari

Il tono e lo stile scelto si adatta sia rispetto al mezzo scelto (TV, stampa, internet, un discorso davanti a una platea, eccetera) sia rispetto alle caratteristiche dell’utente finale (al quale fa riferimento la pubblicità). Questo può cambiare notevolmente da un contesto all’altro: può essere l’elettore di un partito oppure il suo detrattore, l’utente di un sistema informatico oppure quello di una lavandaia, una casalinga, uno studente, eccetera. Una persona che voglia diventare copywriter deve conoscere e usare perfettamente la grammatica della lingua usata, nonché le tecniche di scrittura dei diversi lessici in uso settoriale: divulgativo, retorico, scientifico, eccetera.

Più un copywriter è qualificato, più riuscirà a modulare il messaggio cambiando stile e ritmo a seconda del mezzo e del target di riferimento. In linea di massima oggi si privilegia uno stile estremamente sintetico. Questa tendenza è stata fortemente incentivata dalla sempre maggiore importanza che ha assunto internet, un mezzo che propone titoli e descrizioni concise, dettagliate secondo le aree semantiche d’interesse, correlate ai fini SEO (Search Engine Optimization) e SEM (Search Engine Marketing). L’uso della lingua inglese, solitamente più sintetica di quella italiana, è lo standard di riferimento.

Sicuramente completo, sicuramente enciclopedico ma c’è di meglio online. Per adesso la miglior definizione che ho trovato è questa.

Un vero copywriter.

Tratto da una storica affissione a Milano.

Cerchiamo un vero Copywriter

Questa è una grossa occasione per qualcuno di molto speciale.

Qualcuno che capisca davvero cosa vuol dire
lavorare professionalmente in pubblicità.

Abbiamo parecchio da offrire.
Ma abbiamo esigenze precise e severe.

Che cosa chiediamo

Per noi un copywriter non è un giocatore di parole o un inventore di fantasie gratuite.

È qualcuno che sa scrivere molto bene in italiano. Un italiano chiaro, semplice, vivo; mai manieristico o inutilmente goliardico.

Come tutti coloro che hanno vere capacità creative, è un pignolo. Prima di metter mano a una campagna vuol sapere tutto sul mercato, sul prodotto, sul consumatore.

Nella realizzazione, cura minuziosamente tutti i dettagli.

Ama parlare con la gente, verificarsi direttamente con il pubblico. Diffida delle ricerche se sono troppo schematiche, troppo astratte o troppo astruse.

Crede nel nostro mestiere, lo prende sul serio, si impegna a fondo. Si diverte a farlo bene.

È malato di inguaribile curiosità. Vuol sapere che cosa c’è di nuovo nella testa della gente.

Difende con chiarezza le sue idee, ma sa anche ascoltare. Sa che nel nostro lavoro chi smette di imparare diventa presto inutile.

È un buon compagno di lavoro. Rispetta i suoi colleghi in tutti i reparti dell’agenzia e si fa rispettare da loro.

Sorride spesso. Riesce a mantenere il huonumore anche quando un regista sbaglia una ripresa o un cliente rifiuta una proposta.

Non si accontenta mai della mediocrità.

Che cosa offriamo

Ciò che offriamo è l’occasione di lavorare in un’agenzia brava e seria che basa il suo successo esclusivamente sulle sue capacità professionali.

Un’agenzia aperta, pulita, senza giochi di corridoio e senza inutili burocrazie.

Un’agenzia in rapida crescita. Chi entra oggi sarà domani uno dei “fondatori”, uno del nucleo centrale.

Farà ancora in tempo a vivere l’esperienza faticosa e stimolante degli inizi.

Sarà a stretto contatto con tutti, dal fattorino al presidente.

Si troverà in un gruppo di professionisti di prim’ordine, e in un sistema internazionale fra i più forti, dinamici e avanzati del mondo.

Lavorerà per clienti importanti, esigenti e qualificati. Clienti che lo costringeranno ad approfondire, a verificare; e poi gli metteranno a disposizione grossi investimenti perché le sue campagne abbiano il respiro che meritano.

Lavorerà fra persone simpatiche, oneste, intelligenti, unite dall’entusiasmo del successo.

Lavorerà molto. Ma raramente il sabato, la domenica o la sera tardi.

Riceverà anche un gradevole stipendio, in relazione alla sua capacita ed esperienza, con possibilità di crescere. Ma non sarà l’immediato guadagno il suo motivo principale per venire da noi.

Una persona con il talento che cerchiamo ha probabilmente la possibilità di guadagnare di più altrove, magari sacrificando qualcosa della sua professionalità.

Cerchiamo un vero professionista: uno che sta bene solo in mezzo ai suoi simili.

Aspettiamo una lettera

Chi e interessato e crede di avere tutte le qualità che cerchiamo, per favore non ci telefoni. Ci scriva. La “lettera di vendita” che riceveremo sarà il primo strumento di scelta.

Nota:

Abbiamo detto “un” copywriter; ma se ne troviamo due, tanto meglio.

Abbiamo detto “un” copywriter, ma naturalmente se è “una” non fa alcuna differenza.

Abbiamo detto un “copywriter”, ma ci interessa anche un art director se ha capacità concettuali (non solo grafiche) e se corrisponde al profilo che abbiamo descritto.

Non abbiamo precisato il livello di esperienza. È intenzionale. Ci può interessare sia una persona di alto livello, sia chi ha esperienza più breve, purché sia della specie giusta.

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Content Marketing

Dal content marketing al “seo content marketing”.

Scopri perché è il modo migliore per ottimizzare un sito.

Se stai pensando di utilizzare il content marketing per promuovere il tuo marchio o la tua azienda, innanzitutto ti faccio i miei complimenti: sei sulla strada giusta per battere i tuoi concorrenti in temini di business e per assicurarti un vantaggio attraverso i motori di ricerca. A questo punto puoi, leggerti l’articolo che segue – spero sia di tuo gradimento e che ti offra una risposta ai tuoi “content marketing cos’è?”, “si può fare content marketing in italiano?” – oppure, se vai di fretta, puoi scrivermi a lucabartoli@gmail.com e sarò ben lieto di risponderti personalmente.

Cos’è il content marketing?

content marketing[socialring]

Probabilmente una delle parole più di moda in questo momento sulla rete è content marketing. E sebbene si tratti dell’ultimo trend, l’idea è vecchia, molto più del web.

Definizione di content marketing.

Traduzione da wikipedia:

Content marketing è qualunque forma di marketing che implica la creazione, la condivisione e la pubblicazione di contenuti allo scopo di acquisire clienti. Questo genere di informazioni possono essere presentate attraverso una varietà di formati, incluse notizie, video, video, white papers, e-books, infografiche, case history, guide, domande, articoli di risposta, foto ecc. Il content marketing non è focalizzato sulla vendita (almeno non esplicitamente – annotazione mia), ma sul comunicare e informare consumatori e potenziali clienti. L’idea è di generare business e ispirare fedeltà da parte degli acquirenti attraverso un “consistente e continuo flusso di informazioni di valore”.

“Ok, ma quindi?” – non so te, ma è quello che mi chiedo sempre quando leggo cose del genere – “Come si traduce questa definizione di content marketing in pratica?” In pratica, se operi da un po’ di tempo in settore, se sai fare cose, se hai fatto cose, se hai delle competenze, sei seduto su una miniera d’oro. Ma ancora non lo sai.

Seo e contenuti.

Con il termine SEO (acronimo di Search Engine Optimization) o ottimizzazione (in italiano) si intendono tutte quelle attività finalizzate a migliorare il posizionamento di un sito nei risultati offerti dai motori di ricerca ai loro utenti. E come ben sai, più in alto esci, più visite ricevi (e non ricevono i tuoi concorrenti), più business puoi generare anche se non vendi nulla online. A grandi linee possiamo dividere queste pratiche in due:

  • ottimizzazione onpage (interna al sito), di cui l’aspetto più importante è il seo copywriting;
  • ottimizzazione offpage (all’esterno del sto), di cui l’aspetto più importante è il link building e per cui ti serve un seo specialist;

“Ma Luca, non stavamo parlando di content marketing?” è la domanda che ti può nascere spontanea. Ti rispondo subito: , ne stiamo ancora parlando e il content marketing è il miglior modo di avere link di qualità che spingano il tuo sito, in alto, in alto, molto in alto. Per questo preferisco parlare di…

Seo Content Marketing ovvero “link di qualità”.

seo content marketing [socialring]

Cercando online potresti trovare, o magari hai già trovato, complicate definizioni, roboanti affermazioni e disquisizioni certosine, che ti fanno perdere un sacco di tempo e non ti lasciano nulla. Non ho una personale definizione di seo content marketing, non voglio atteggiarmi a guru del web, voglio farti capire di cosa stiamo parlando, così magari mi contatti per il tuo content marketing. Per farlo ti ripropongo una metafora che ho usato durante una collaborazione con il titolare di un sito che andava a posizionarsi in un’arena molto agguerrita: “…contro tutti gli altri siti, non andremo a combattere solo col nostro. Ma con un arsenale di contenuti”. E questo “arsenale di contenuti” molto probabilmente ce l’hai già in tasca, per questo ti ho scritto prima “sei seduto su una miniera d’oro“. A questo punto, cosa ti serve per iniziare il tuo content marketing? Probabilmente, solo la persona giusta, magari un seo copywriter in grado di sviluppare una strategia di link building efficace… Molto piacere sono Luca, mi stai leggendo da un po’, e questa è la mia email: lucabartoli@gmail.com  A questo punto direi che dovresti avere un’idea di cosa intendo per “seo content marketing” e una serie di domande, relative al tuo caso, al tuo sito, alle keywords che vuoi conquistare e al tuo business. Scrivimi pure, la mia mail è sempre quella sopra. Ti lascio con…

Seo Content Marketing in azione.

Clicca sulle immagini per scoprire case history, obiettivi, soluzioni e risultati ottenuti.

La Scatola delle Emozioni per Tempo Box.

scatole delle emozioni

Il Carnevale più bello del mondo per Il Carnevale di Viareggio.

il carnevale piu bello del mondoLe Primarie del Gusto McFlurry per McDonald’s

primarie del gusto

Gioielli&Bijoux per Pepy&Menta

gioelli bijoux

 

Carnevale 2.0 per il Carnevale di Viareggio

Carnevale Viareggio Social Marketing

Discoteca 2.0 per La Bussola Versilia

Bussola Versilia Network

Come fare seo nel 2017.

Lo zoo di Google con Penguin, Panda, Tiger ecc. ha spaventato tanti esperti seo e sedicenti guru del web, declassandone molti a “ciarlatani della rete”. Ma come si fa a ottimizzazione un sito oggi? Quando lavoro, sia che si tratti di uno dei miei siti sia che si tratta di siti altrui, io seguo costantemente alcuni principi:

  • Il contenuto è e sarà sempre più importante;
  • Semplicità, semplicità, semplicità;
  • Più diversi sono i contenuti, meglio è;
  • La variabile tempo conta, che tradurrei con “troppo, troppo in fretta, puzza”
  • Anche il tuo tempo e il mio contano, principio che va in totale contrasto col precedente e tradurrei con “nessuno ha tempo da perdere”;
  • Non tirare troppo la corda: i link devono essere naturali;
  • I social network conteranno sempre di più;
  • Google non si frega e se lo fai e ti scopre, sei fottuto.
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SEO specialist

Seo specialist: come scegliere il migliore.

Se cerchi un seo specialist per il tuo sito, assicurati che sia un “seo specialist copywriter”.

Se sei alla ricerca di un consulente per ottimizzare un sito web legato alla tua attività attuale o a un progetto che stai per iniziare, quello stai per leggere può cambiare radicalmente i risultati che può ottenere in termini di visite al tuo sito e, soprattutto, di conversioni.

Leggere questa pagina e scoprire perché, se cerchi un seo specialist, ti conviene puntare su qualcuno che sia anche (e sopratutto) un seo copywriter ti richiederà alcuni minuti… forse li hai, forse no. In ogni caso, per migliorare le performance del tuo sito puoi scriveremi, anche adesso, a lucabartoli@gmail.com

Perché ogni sito ha bisogno di un seo specialist professionista?

SEO specialist

Siamo nel 2017, non nel 1999. Questo significa che “avere un sito” e “avere un sito su cui, in modo o nell’altro, chi è interessato a cosa proponi capiterà” non sono esattamente la stessa cosa. Anzi, non lo sono per niente. E se pensi che il tuo nome e cognome o il nome della tua azienda bastino, temo che tu sia rimasto ben più indietro del 1999.

Per assicurarti un flusso di visitatori tale da generare un numero consistente di conversioni (acquisti online, richieste di preventivo, prenotazioni, visite al tuo locale ecc) il tuo sito ha bisogno di uno specialista che lo faccia performare al meglio sui motori di ricerca: il seo specialist.

Non voglio annoiarti e sommergerti di dati, come la percentuale di italiani che cerca su Google prima di acquistare un prodotto o servizio (anche se poi non lo acquistano o prenotano online, ma lo fanno in maniera tradizionale)… perché se ti sei messo a cercare un seo specialist queste cose le sai già. E, soprattutto, perché come sa chi si occupa di motori di ricerca, l’originalità premia sempre: quindi qui non leggerai ciò che puoi trovare anche su altre pagine.

Cosa fa esattamente un seo specialist?

ruolo seo specialist

Anche questo probabilmente lo sai già e l’ultima cosa che voglio fare è annoiarti e annoiarmi io, per primo, scrivendo cose che potresti leggere su altri siti, decisamente meno originali. Ti riassumo la mia idea con una similitudine: “se il tuo sito fosse un atleta, il seo specialist sarebbe il suo allenatore”.
E un bravo coach:

  • analizza la situazione attuale, le performance attuali del tuo sito;
  • individua limiti e aree di miglioramento, si occupa di quegli aspetti che limitano i risultati e cosa, invece, possono assicurarti il successo;
  • allena giorno per giorno il suo atleta, migliorando con costanza le performance del tuo sito;
  • analizza i risultati raggiunti e modifica l’allenamento per far diventare i punti deboli forti e i punti forti fortissimi;

Il paragone dell’allenamento, mi permette anche di dirti che il lavoro deve essere consistente e costante, come i risultati. Stressare troppo un sito per la fretta o, ancora peggio, usare “trucchetti seo” che diano un boom di visite iniziale è la premessa di un infortunio o di una squalifica per doping. Doping che nel mondo seo si chiama “black hat” e porta inevitabilmente a penalizzazioni Google.

Già a questo punto, penso tu abbia elementi sufficienti a capire perché hai bisogno di un seo specialist. Scrivimi pure a lucabartoli@gmail.com per farti consigliare il migliore oppure continua a leggere per scoprire qual è.

Ho già un webmaster può farmi da seo specialist?

il web master non è un seo specialist

Onestamente dubito, sopratutto se è un bravo webmaster, perché il suo lavoro richiede competenze specifiche che coincidono poco con quelle di un seo specialist o di un seo copywriter. Calcola che il 99% del lavoro di un webmaster è sul tuo sito, il 90% del lavoro di un seo specialist è fuori dal sito.

Oltretutto, puoi risponderti da solo: se il tuo sito non performa come vorresti e, se sei finito su questa pagina cercando un seo specialist, significa che stai cercando qualcosa (o qualcuno) di più… perché insistere con chi ti ha costruito il sito, ma non ti ha fatto raggiungere i risultati che vuoi?

Detto questo, webmaster e seo specialist possono e devono lavorare insieme e coordinarsi. Anche se hanno obiettivi personali ben diversi: uno vuole che il sito sia “bello” per mostrarlo nel suo portfolio dal titolo “guardate come sono bello a fare i siti”, l’altro vuole che il tuo sito performi al meglio, perché sa che se non ti porta risultati “costanti e consistenti” tutti i mesi, qualche mese e andrai a cercarti un altro seo specialist.
A te scegliere chi fa di più i tuoi interessi…

Ok, mi serve un seo specialist ma perché deve essere anche un seo copywriter?

miglior seo specialist

L’aspetto più trascurato dai webmaster e dalla maggior parte dei seo specialist sono i testi.
Se, per caso, è anche l’aspetto più trascurato del tuo sito attuale, continua a leggere con la massima attenzione, oppure scrivimi a  lucabartoli@gmail.com se proprio non riesci a fare diversamente.

Dicevamo che i testi sono l’aspetto meno curato della maggior parte dei siti, eppure l’esperienza di internauti e googolatori ci insegna che per i motori contano più di tanti altri aspetti. Ma a pensarci bene anche per gli utenti, che trascurano gli aspetti grafici e “scansionano” velocemente il testo alla ricerca delle “informazioni” che cercano. Il webmaster e il seo specialist lo sanno, ma “non sentendosi scrittori”, spesso trascurano questo aspetto. Se sono onesti ti invitano ad affidarti a un copywriter professionista o, ancora meglio, a un seo copywriter. Ma pochi sono così onesti, di fronte al tuo “Me li scrivo da solo… in fondo chi conosce il mio prodotto meglio di me”, da dirti “Stai facendo una c*zzata che comprometterà i tuoi risultati del tuo sito da qui all’eternità” e invece la stai facendo.

L’importanza dei testi per i motori di ricerca.

copywriter wikipedia

Per capire l’importanza dei testi, prova a pensare a quante volte hai trovato una pagina ricca di testo di Wikipedia ai primi posti di Google per keywords molto competitive? E quante volte avresti voluto ci fosse il tuo sito al posto di Wikipedia?
Ecco quello è il posto che Google riserva ai testi che gli piacciono. Questo perché Google è un lettore avido e ama i testi molto lunghi, originali, ben strutturati e che prevedono vari livelli di lettura.

E solo un seo copywriter può assicurarti testi davvero originali, ricchi e in grado di presentare i tuoi prodotti e servizi al meglio. Il resto è copiaincolla da una brochure – nella migliore delle ipotesi – o da altri siti indicizzati meglio del tuo e che resteranno tali.

Ora immagina che questa originalità non sia usata solo all’interno del tuo sito ma ovunque nella rete per “spingerti” verso le prime posizioni, realizzando così un seo copywriting link building. Ed ecco spiegato perché quello che ti serve è un seo specialist copywriter.

seo specialist link building

Chiaro, ma un seo specialist copywriter può aiutarmi a “vendere di più”?

Eccoci al punto: le visite al tuo sito sono solo un “obiettivo intermedio”, quello che conta sono le conversioni (acquisti online, richieste di preventivo, prenotazioni, visite al tuo locale ecc) e per queste ti servono le persone. I motori di ricerca sono indispendabili ma non sufficienti ad assicurarti il successo del tuo sito.

Il successo del tuo sito, come della tua attività, dipende e dipenderà sempre dalle persone.

Un seo specialist copywriter, ha chiaro il quadro d’insieme e opera su più fronti:

  • crea contenuti originali, ricchi e ben strutturati (seo copywriting) e può consigliare a te e al tuo webmaster come inserirli in una cornice più performante (ottimizzazione onpage);
  • conosce le tecniche per convincere i motori di ricerca che il tuo sito ha qualcosa in più di quelli che concorrono sulla stessa keyword (ottimizzazione offpage);
  • una volta arrivati sul tuo sito attraverso i motori, sa come convincere le persone che il tuo prodotto ha qualcosa in più di quelli della concorrenza (copywriting);

In pratica solo con un seo specialist copywriter ti assicuri un tutto quello di cui hai bisogno e hai la certezza che tutto sia perfettamente coordinato.

Vuoi un sito persuasivo, convincente e ottimizzato, sia internamente sia esternamente, attraverso contenuti altrettanto, persuasivi e convincenti? Contatta subito il tuo seo specialist copywriter. Ne conosco uno che fa per te: scrivimi pure a lucabartoli@gmail.com che te lo consiglio.

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Ottimizzazione Siti Web | Guida Per Ottimizzare un Sito

Ottimizzazione web.

Tutte le risposte SEO alle tua domanda “Perché non riesco a ottimizzare il mio sito web?”

Sei stanco di guide fai da te all’ottimizzazione che ti fanno perdere tempo? Anche io.

Ecco perché ho scritto questa guida per un’ottima ottimizzazione.

Se il tuo sito non si ottimizza per le keyword che ti interessano, fai estrema attenzione a quello che stai per leggere. Può fare la differenza per te, per il tuo sito e, sopratutto, per i tuoi soldi e il tuo tempo.

Se poi il tempo è la priorità assoluta e non ne hai neppure per leggere questo articolo dal titolo “Ottimizzare un sito web – Guida per un’ottima ottimizzazione.” (guarda caso, proprio quello di cui hai bisogno) puoi scrivermi subito a lucabartoli@gmail.com senza perdere neppure i minuti di lettura richiesti da questa pagina.
Se non vai così di fretta, buona lettura.ottimizzazione siti web

Quanto vale un sito senza ottimizzazione?

Hai deciso di aprire un sito?

Hai registrato un dominio? Magari col tuo nome e cognome o col nome della tua azienda?

Hai pagato un webmaster (o una web agency) perché te lo facesse come piace a te? (Tieni presente che nella migliore delle ipotesi ha semplicemente adattato un template già fatto, vendendotelo come “realizzato su misura per te“. Mentre nella peggiore ha creato davvero una “cosa su misura per te” che per essere indicizzata e ottimizzata incontrerà tanta di quella resistenza che ti farà maledire questa decisione).

Hai scattato tu le foto o hai chiesto a un professionista di farlo oppure ne hai acquistate da banca immagine o, magari, hai rubato immagini da google ignorando la scritta “le immagini potrebbero essere soggette a copyright“… Il tutto per accompagnare e raccontare i tuoi prodotti o servizi?

Ti sei sbattuto a scrivere le varie pagine del sito, impegnandoti particolarmente nella “Chi siamo” (probabilmente la meno letta), oppure hai rubato qua e là i testi da siti concorrenti e da chi fa più o meno le stesse cose che fai tu?

Hai fatto praticamente tutto, il tuo sito è pronto, prontissimo.

Eppure non hai la casella email zeppa di richieste di preventivo e contatti di clienti che non vedono l’ora di riempirti di ordini o di fissare appuntamenti.

E nonostante tu abbia messo il tuo telefono ben in evidenza nella pagina Contatti (metti che qualcuno nel 2016 non sappia come si mandano le email…) il telefono, dicevamo, non squilla in continuazione… Sei andato pure a controllare se, per sbaglio, lo avessi scritto male, dì la verità… Purtroppo no, era giusto. Eppure continua a non squillare, oltre alle mail che non arrivano… al massimo, qualche volta, ti contatta un potenziale fornitore. Ma clienti, quelli non se ne vedono all’orizzonte…

Ora la smetto, giuro. Non voglio continuare a punzecchiarti, già ti girano perché dietro al tuo sito hai già perso un sacco di tempo e pure dei soldi.
Oddio ho già scritto “soldi” due volte, tre con questa. Devo essere proprio una persona materiale. Ma, ti assicuro, che bisogna esserlo per rispondere alla domanda “Quanto vale un sito non ottimizzato?”

Comunque la risposta è “Niente”, anzi “Meno di niente”. Nel senso proprio di una perdita: soldi (cavolo! l’ho scritto un’altra volta) buttati via e che continueranno a volare via finché non ti decidi a ottimizzare il tuo sito.

Ebbene sì, oggi non basta avere un sito per prima coprire le spese e poi guadagnare, devi appunto ottimizzarlo.

“Il mio webmaster/La mia webagency ha detto che basta aspettare e l’ottimizzazione verrà da se.”

Se è passato qualche mese, le possibilità sono due:

a) il tuo fornitore si è fatto pagare subito, allora hai a che fare con una persona disonesta;

b) ha detto che aspetta che il tuo sito raggiunga la prima pagina per farsi pagare, allora non capisce un c*zzo di motori di ricerca e/o è rimasto agli albori di internet, quando i siti erano pochi e anche scegliendo un webmaster qualsiasi (o una webagency del c*zzo) potevi raggiungere la prima pagina;

Tra disosnesti e incompetenti, onestamente, non so cosa sia peggio. A ogni modo, se vuoi continuare ad aspettare, potresti farlo in eterno. Quindi, visto che hai tempo da buttare, tanto vale che continui a leggere.
Oppure scrivimi subito a lucabartoli@gmail.com

Cosa significa ottimizzare o ottimizzazione di un sito web?

Non sono un gran fan delle definizioni, ma di Wikipedia sì. E l’enciclopedia libera sostiene che

Con il termine ottimizzazione (in lingua inglese Search Engine Optimization, in acronimo SEO) nel linguaggio di internet si intendono tutte quelle attività volte ad ottenere la migliore rilevazione, analisi e lettura del sito web da parte dei motori di ricerca attraverso i loro spider, al fine di migliorare (o mantenere) un elevato posizionamento nelle pagine di risposta alle interrogazioni degli utenti del web.

In poche parole ottimizzare un sito significa far sì che più utenti possibile lo trovino quando fanno le loro ricerche. Che è poi il motivo per cui stai leggendo questa pagina e continui a farlo nonostante ti abbia punzecchiato più volte e quanto ho scritto fin ora più o meno già lo sapevi. Vediamo di ripagare questa tua fiducia con qualche risposta che ti aspetti meno.

Differenza tra ottimizzazione e indicizzazione.

“Il suo sito è già stato indicizzato da Google! Col tempo vedrà che salirà di posizione. Fanno XXX euro.” Se il tuo webmaster/la tua webagency ti ha detto così e tu l’hai pagato/a, ringrazialo/a. Ti ha dato una lezione che vale per tutta la vita dal titolo “Quanto costa l’ignoranza.”

“Ottimizzare un sito” e “Indicizzare un sito” sembrano, ma non sono la stessa cosa.
Oltretutto un sito solitamente si indicizza da solo, anzi per essere corretti sono i motori che lo indicizzano. Basta che il tuo webmaster non abbia messo dei comandi tipo “noindex” che scoraggia i motori di ricerca a registrare nella propria memoria la presenza del tuo sito, e vedrai che il tuo sito è stato indicizzato.

Se non mi credi, fai questa ricerca sul Google. Cerca:
site:www.nomesito.dominio
Dove per dominio intendo .it, .com e punto quello che ti pare…

indicizzare un sito web

Vedrai che un tot di pagine sono state indicizzate, forse più di quante ne abbia il tuo sito stesso. Il problema è che quando fai le tue ricerche (magari falle in modalità anonima per essere sicuro che non siano influenzate dalle tue visite precedenti) il tuo sito non esce.

Consolati, magari, esce in esima posizione e tu non te ne rendi conto perché ti stanchi prima.

Con che strumenti si misura l’ottimizzazione di un sito?

Se il tuo webmaster ti ha detto “E poi ho installato anche Google Analytics che permette di monitorare il traffico” e ha aggiunto “...e l’ottimizzazione del sito“, prepara una mazza chiodata e progetta di fargli visita nel cuore della notte.

Scherzi a parte, Google Analytics offre dati per analizzare il numero di visitatori e il loro comportamento. Punto. Non è lo strumento giusto per monitorare ottimizzazione di un sito, ma neppure la sua indicizzazione. Anche se è di Google.

La grande G, a questo scopo, offre Google Search Console (altrimenti conosciuto come Webmaster Tools). Calcola che se il tuo fornitore non te l’ha installato o, peggio, non lo conosce, è ufficialmente giunto il momento di cambiare fornitore.

Google Search Console offre dati molto interessanti.

motori di ricerca ottimizzazione

  • click ricevuti dalle ricerche Google;
  • impressioni del tuo sito tra le ricerche di Google;
  • CTR ovvero il rapporto tra impressioni/click;
  • posizione media;

Tutto questo sia per il sito in generale, sia per le singole keyword.

Inoltre ti offre altri dati importanti come:

  • i link che rimandano al tuo sito;
  • lo stato dell’indicizzazione;
  • eventuali errori;
  • metriche relative alla scansione;

indicizzazione sito web

Nonostante questi dati siano fondamentali, non sono sufficienti a dirti quanto è ottimizzato il tuo sito.

Per questo puoi usare www.whatsmyserp.com/serpcheck.php che ti permette di testare fino a 20/25 keyword alla volta, a livello globale o locale. Se hai un sito in italiano, ad esempio, ti conviene testare tutto indicando Italia (google.it)

miglior ottimizzazione siti web

Tieni presente che:

“se non sei in prima pagina (Curr <11) è molto dura tu riesca a fare business con il tuo sito,
se non sei neppure in seconda (Curr <21) è difficile anche ricevere visite,
se non sei neppure in terza (Curr <31), semplicemente non esisti.”

Quanto tempo è necessario per ottimizzare un sito?

“Seo una botta e via”? No, grazie.

Personalmente, ritengo che chi propone di ottimizzare un sito con formule “one shot” o “una tantum” sia un disonesto o un ignorante totale. Ma per esperienza non esistono professionisti ignoranti, al massimo esistono “professionisti improvvisati” (tipo un webmaster che si dà toni da seo specialist). Ma, se nell’improvvisarsi assicura dei risultati, per me rientra nella categoria disonesti.

A mio modestissimo parere, un progetto di ottimizzazione serio dura minimo 6 mesi con verifica mensile dei risultati raggiunti, valutazioni, eventuali modifiche della strategia e chi più ne ha più ne metta.

è più facile indicizzare un sito esistente o uno nuovo?

Già sul finire del ‘900 la verginità non era più considerata un valore. Anzi.
Google è nato nel 1997 e non è solo figlio del suo tempo, ma considera proprio negativamente la verginità/novità di un sito. Sì hai letto bene: un “sito nuovo”, cioè un nuovo url appena registrato con sopra un sito fiammante, bellissimo, stupendo, responsive ecc per il principale motore di ricerca (come per i suoi fratelli), a parità di altri fattori, vale meno di un sito vecchio e brutto, magari fermo da anni.

L’anzianità è un valore per i motori di ricerca, o come lo sintetizzo io
“A Google piacciono le cougar  e impazzisce per le granny”.

Questo ha una spiegazione pratica pratica: i motori di ricerca pensano agli utenti (non hai webmaster, alle web agency e neppure ai proprietari dei siti) e li tutelano siti “improvvisati” (su cui magari qualcuno sta facendo una campagna seo “one shot”). I siti nuovi prima di raggiungere una posizione di rispetto devono meritarsi una certa credibilità.

Quindi se hai un sito vecchio, registrato da anni, caduto in rovina e vuoi ripartire con un sito nuovo fiammante, cambiare l’indirizzo è la più grande c*zzata che potresti fare. Potrei consigliarti la cosa solo in rarissimi casi di penalizzazione per tecniche SEO scorrette, ma parliamo dello 0,00001% dei casi. Nella stragrande maggioranza dei casi, se hai un sito vecchio, su cui non hai mai fatto SEO, nelle mani giuste può valere tantissimo. 

Se poi il tuo fornitore attuale (webmaster, web agency o web amico) ti ha detto che grazie a un redirect non “perderai nulla”, mira il centro del suo naso e colpiscilo con tutta la forza che hai. Tu non sai perché, ma lui sì. E se non lo sa, deve imparare.

Come si ottimizza un sito web?

Considerando che il titolo della pagina è “Ottimizzazione Siti Web | Guida Per Ottimizzare un Sito.” mi sembra anche giunto il momento di porre e rispondere a questa domanda. Non lo farò con una definizione da manuale, ma con un’approssimazione abbastanza comprensibile. Vedi sto ottimizzando il tuo tempo e latua attenzione…

Nella pratica, quando parliamo di ottimizzazione parliamo di due cose diverse e complementari:

  • Ottimizzazione interna: di cui l’aspetto principale sono i testi delle pagine, i metatag e tutto quello che passa per buone pratiche di seo copywriting;
  • Ottimizzazione esterna: ovvero tutto quello che, all’esterno del sito, si può fare per renderlo più interessante per i motori di ricerca che quindi decideranno farlo apparire in alto nei loro risultati. Qui parliamo di link building o come lo chiamo io “seo content marketing” (se clicchi, calcola che l’articolo è abbastanza datato);

Per usare una metafora: con l’ottimizzazione interna si rende il sito aerodinamico e con quella esterna lo si spinge più forte che si può per fargli prendere velocità. O il volo, se chi te lo ottimizza è veramente bravo.

Quanto pesano nell’Ottimizzazione  i fattori interni e quanto quelli esterni?

Qui andiamo sul tecnico, quindi devo smettere di scrivere cazzate. E se le voglio continuare a scriverle devo sostanziarle, o almeno giustificare, o almeno citare qualcuno più credibile di me. Eccolo.

ottimizzazione google

Questo grafico è il risultato delle stime dei 72 principali esperti di SEO del mondo sul peso dei singoli fattori. Riassumendolo i fattori interni pesano per circa il 15% mentre quelli esterni su cui un professionista può agire tra il 42% e il 49%
Il resto dipende dalle performance del sito, dal server, dall’host e cose simili.

Per onestà ti ho parlato di “stime” perché nessuno, né i migliori seo specialist del mondo, né tanto meno io, sa l’esatta formula dell’algoritmo di Google. E per non sbagliarsi, la grande G la cambia spesso.

Chi può ottimizzare un sito web?

Ti levo subito il dubbio: tu no. Non te la prendere a male, non è il tuo mestiere. A meno che tu non sia un seo copywriter e un seo (specialist/expert) o un seo + copywriter come definisco io chi sa fare entrambe le cose. Ma se lo sei, a che scopo arrivare fin qui a leggere?

Quindi se stai leggendo questa guida con l’intento di scoprire i segreti dell’ottimizzazione e applicarli per il tuo sito, sei cascato malissimo.Non ci sono scorciatoie, trucchetti per ottimizzare un sito più velocemente, tecniche oscure e supercazzole seo. Qui trovi solo il prezioso dei consigli, quello che ti farà risparmiare tempo e molto, moltissimo denaro:

Per ottimizzare il tuo sito, affidati a un professionista dell’Ottimizzazione.

In questo modo avrai chiaro quanto ti costa quest’attività (quindi potrai calcolarne il valore e il ritorno) e non ruberai tempo alla tua attività principale. Se fai da solo, ti preannuncio un fallimento seo, nella migliore delle ipotesi. Ma potresti anche insistere e trascurare la tua attività principale (che poi è il tuo fine, mentre l’ottimizzazione è solo un mezzo).

Se vuoi, posso consigliarti chi ha ottimizzato il mio sito con risultati notevoli (non a caso sei finito su questa pagina) e quelli di chi mi ha chiesto consiglio fino a oggi con risultati anche migliori, scrivimi pure a lucabartoli@gmail.com

Quanto costa l’Ottimizzazione di un sito?

A parere mio, un listino standard è contrario all’idea stessa di “ottimizzazione” che per me è una sorta di mix tra efficacia ed efficienza.
In teoria, i fattori che influenzano il costo di un progetto di ottimizzazione sono per lo più:

  • la situazione attuale;
  • l’intervento necessario (fattori interni e/o esterni);
  • il numero di keyword su cui si desidera ottimizzare il sito;
  • la competitività delle serp;
  • il potenziale ritorno dell’investimento;

Ma spesso a guidare il tutto è il budget disponibile.
Basta chiarire, da subito, che investimento seo e risultati seo sono più che direttamente proporzionali e sotto una certa cifra al mese (per almeno 6 mesi) tanto vale trovare altre forme di promozione.

SEO low budget = low results.

Un professionista onesto si riconosce dalla chiarezza.

Come scegliere il professionista che può ottimizzare il tuo sito.

Tu andresti mai da un dietologo grasso?
Seguiresti i consigli di un personal trainer che fisicamente lascia molto a desiderare?
Andresti mai da uno psicologo fuori di testa?

Io no. Magari i miei sono solo pregiudizi, ma credo che la coerenza conti (per la cronaca, anche i motori di ricerca la pensano come me). Ne deriva che se è un vero “esperto di ottimizzazione” non ha bisogno di venirti a cercare.

Se è veramente bravo, sei tu a cercarlo e trovarlo sui motori di ricerca (più o meno come hai fatto con questa pagina) e a chiedergli un preventivo. Diffida quindi da chiunque faccia Push marketing (telefonate, mail non richieste, annunci pubblicitari, ma anche Google Adwords…) se è davvero bravo non gli serve. E se li usa non è abbastanza bravo.

ottimizzazione push pull marketing

Conclusione per “Ottimizzazione Siti Web | Guida Per Ottimizzare un Sito”.

Penso che si potrebbe riassumere tutto quello che ho scritto con due considerazioni:

  1. Se il tuo sito non è ottimizzato, non vale nulla. Anzi meno di nulla.

  2. Se vuoi ottimizzare il tuo sito, non perdere tempo e chiedi a un professionista.

Per commenti, insulti o consigli, la mia mail è sempre: lucabartoli@gmail.com

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Copywriter Intervista

Articolo apparso nel settembre 2015 su http://blog.keliweb.it/2015/09/da-copywriter-a-seo-copywriter/

Da copywriter a SEO copywriter.

copywriter

Copywriting e SEO: due sistemi distinti con un pianeta in comune.

DUE CHIACCHIERE PARLANDO DI TESTI E OTTIMIZZAZIONE, PASSANDO DALLE GARE DI RUTTI ALL’EGO DI CHI SCRIVE, DENIGRANDO LA VOCE “CHI SIAMO” ED ESALTANDO L’ORIGINALITÀ. NON SOLO DEI CONTENUTI.

Rieccoci con la nostra rubrica del martedì, il giorno in cui diamo voce ai professionisti del web, pronti a svelarci alcuni dei loro segreti per essere sempre al top della considerazione dei vari settori. Finora abbiamo avuto il piacere di intervistare personaggi di grande spessore come Benedetto MotisiPasquale GangemiLisa De LeonardisJacopo Matteuzzi e tanti altri, tutti grandi specialisti della SEO e del web marketing in generale.

L’ospite di questa settimana è Luca Bartoli, di professione copywriter, ruolo chiave di tutte le aziende online, professione che forse non gode ancora della giusta considerazione. Essendo probabilmente il miglior SEO copywriter in circolazione (ce lo confermano i risultati di ricerca di Google), abbiamo pensato bene di focalizzare la nostra attenzione su questo aspetto molto importante per la promozione e la pubblicità delle aziende sul web.

  • Buongiorno Luca e benvenuto sul nostro blog. Cominciamo con la più classica delle domande: quando hai iniziato a occuparti di quello di cui ti occupi? In soldoni, quando e com’è nata la tua passione per il web e per il copywriting?

Era il 2006 – abbastanza classico come inizio, no? – ed ero stagista copywriter in una piccola agenzia pubblicitaria a Milano. Poiché nel mio lavoro avevo parecchi tempi morti, un mio collega con un po’ più di esperienza mi suggerì di aprirmi un blog “per cazzeggiare tra un progetto e l’altro”. Scelsi il più banale degli url (sinceramente manco sapevo che si chiamasse url): www.ilmionomecognome.ilprimodominiodisponibile
Lo aprii, scrissi il primo post e mi misi a fare dell’altro.

 

IL GIORNO DOPO GOOGOLAI IL MIO NOME E COGNOME, MA CON MIO GRANDE STUPORE E UN PIZZICO DI DISPIACERE NON MI TROVAI. INCREDIBILE, VERO?

Neppure il giorno successivo e quello dopo ancora. All’epoca ero l’ultimo arrivato e c’erano altri “Luca Bartoli” più famosi di me sul web. Tra questi un personaggio televisivo interpretato da Sebastiano Somma e, soprattutto, uno dei campioni di Ruttosound, specialista nel “Rutto di potenza”. Al di là di quanto mi lusingasse questa omonimia, loro e tutti i vari Luca Bartoli presenti sul web erano i primi concorrenti da battere e io avevo la mia prima serp da scalare.

Non avevo risorse per farlo. Il mio “stipendio” da stagista copywriter pubblicitario era qualcosa d’imbarazzante (ben più basso dell’affitto della mia camera, in appartamento condiviso, a Milano. E non vivevo in Montenapo). Poi non avrebbe avuto senso investire in un blog nato per cazzeggiare. Però avevo tempo “tra un progetto e l’altro” (ormai un lontano ricordo), voglia di fare, di imparare e di creare contenuti originali.

COSÌ HO INIZIATO DA AUTODIDATTA.

Come tutti i grandi geni e i peggiori spilorci, consapevole di appartenere più alla seconda categoria che alla prima.

  • Nel tuo portfolio sono presenti molte esperienze come copywriter, soprattutto con grandi aziende. Pensi che questo tipo di professione abbia il giusto apprezzamento da parte degli “addetti ai lavori” o pensi che la figura del copywriter sia guardata con un po di indifferenza dai più?

Distinguiamo: i marchi di cui trovi campagne nel mio portfolio online fanno parte di grandi aziende che si rivolgono ad agenzie pubblicitarie internazionali o nazionali per avere campagne d’impatto e memorabili.

CHI SI OCCUPA DELLA COMUNICAZIONE IN QUESTE GRANDI AZIENDE È PERFETTAMENTE CONSAPEVOLE DEL PESO DEL COPYWRITING.

Sa che una head, un claim e un payoff possono fare un’enorme differenza. La differenza tra un successo commerciale e un budget gettato al vento. Eventualità che solitamente fa tremare sedie e scrivanie.

Se scendiamo invece a livello di medie imprese, è probabile che queste abbiano meno cultura della comunicazione. Quindi che ignorino il valore aggiunto che un copywriter professionista può dare a loro e alla loro azienda. Se scendiamo ulteriormente a livello di piccole aziende, quelle che magari puntano sul web “perché è un po’ come fare pubblicità ma costa meno”, si aprono scenari testuali improbabili, con siti che vengono visitati solo dai titolari e dai parenti degli stessi. Nemmeno tutti, a dire la verità.
Come riconoscerli? Con un buon margine di approssimazione posso dirti che:

SE C’È SCRITTO “CHI SIAMO”, ALLORA NON CI SIAMO. “NCS” COME DICEVA IL MITICO DOGUI.

  • Scrivere contenuti per il web non è così semplice come possa apparire a una prima occhiata. Quali sono le qualità che secondo te deve avere un copywriter per riuscire a sviluppare bene il proprio lavoro?

Direi che non è semplice per niente. Ma in generale lo è lo scrivere per gli altri, soprattutto in ambito commerciale. Non è una questione di tecnica, il limite è psicologico. Esiste una sorta di “narcisismo dello scrittore”, sentimento lecito e legittimo, probabilmente all’origine delle più grandi opere testuali dell’umanità, Bibbia inclusa.

MA IN AMBITO COMMERCIALE E, SOPRATTUTTO, NEL WEB NESSUNO TI LEGGE PER IL GUSTO DI LEGGERTI E A NESSUNO FREGA DI CHI SEI, ANZI DI CHI PENSI DI ESSERE.

Arrivano a leggerti perché stavano cercando qualcosa o perché hanno cliccato da qualche parte. Hanno bisogni spesso inespressi, sogni inconfessati e inconfessabili, aspettative che non puoi disattendere e poco, pochissimo tempo. Annoiali e scapperanno. Rendigli complicato seguirti e ti abbandoneranno. Parlagli di qualcosa che non gli interessa e ti saluteranno. Raccontagli “Chi siamo” e non li vedrai mai più.
Al contrario, dagli quello che vogliono nel momento esatto in cui lo vogliono e sono disposti a darti tutto quello che gli chiedi, senza cercare se qualcun altro può offrirgli un prezzo migliore. In fondo gli stai facendo risparmiare tempo e il tempo è più raro e prezioso del denaro.

Il più grande limite di chi scrive sul web è l’Ego: va messo da parte, frustrato e frustato ogni volta che fa capolino dietro a un roboante aggettivo o una raffinata scelta verbale (almeno finché qualcuno non ti chiede un’intervista).

LA PIÙ GRANDE QUALITÀ, INVECE, È L’EMPATIA.

Saperti mettere nei panni di chi ti legge, dimenticandoti chi sei, da dove vieni, cosa hai fatto e concentrandoti su chi ti sta leggendo, su cosa vuole, su perché è venuto lì da te e su cosa puoi fare tu (o l’azienda per cui stai scrivendo) per lui.

SOPRATTUTTO SUL WEB, IL COPYWRITER NON È UNO SCRITTORE. È UN VENDITORE.

Purtroppo le parole della pubblicità sono ingannevoli e ci sono copywriter convinti di essere writer e art director convinti di essere un po’ artisti. Io per non confondermi ho una foto di Giorgio Mastrota sulla scrivania. Il copy è un venditore che non può sfruttare nient’altro che le parole scritte. Briciole di persuasione che, una dopo l’altra, devono portare dall’attenzione all’interesse… dal pensiero all’acquisto (o prenotazione o richiesta d’informazioni o di una prova ecc.) A nessun venditore interessa sentirsi dire quanto è bravo, figuriamoci mostrarlo, vuole vendere ed è solo questo che fa la differenza per lui: o vendi o niente, successo o insuccesso, pagnotta guadagnata o stasera si digiuna, 100% o 0. Molto digitale, vero?

  • Per quel che riguarda l’ottimizzazione di un testo per i motori di ricerca, il cosiddetto SEO Copywriting, come pensi si possa trovare il giusto equilibrio tra un testo che possa risultare accattivante per i lettori e valido “agli occhi” di Google?

Come scritto all’inizio dell’articolo, copywriting e SEO sono due sistemi – aggiungo “solari” – distinti con un pianeta in comune.

IN QUESTO PIANETA, VISITATORI UMANI E SPIDER DEI MOTORI DI RICERCA CONVIVONO PACIFICAMENTE.

Si sono perfettamente integrati e hanno dato vita persino a qualche famiglia “mista”. Inevitabile che sia in atto una certa omologazione. Gli spider sono diventati più intelligenti (non li si frega più tanto facilmente) e i lettori sembrano aver imparato a scansionare le pagine anziché leggerle.

Uscendo dalla metafora, che dopo un po’ mi ha già annoiato, personalmente considero Google come uno dei lettori. Un lettore che ha poco tempo ma pretende di capire tutto, è abbastanza superficiale ma vuole una trattazione approfondita, vuole essere aiutato con titoli ricorrenti, paragrafi monotematici, parole in enfasi ed è, comunque, pronto a distrarsi appena gliene si da la possibilità o una scusa.

INSOMMA, COME LETTORE GOOGLE È UN AUTENTICO ROMPIPALLE.

Però, a pensarci bene, non è che io sia un lettore tanto diverso. Dici che è colpa dello spider con cui mi vedo da qualche mese? È iniziata così, come una cosa non impegnativa e invece mi ha già fatto conoscere i suoi.

  • Sei considerato uno dei migliori copywriter in circolazione, prova ne è il fatto che nei risultati di Google alle voci “copywriter” e “seo copywriter” compari lassù in cima nella prima pagina. Citando un grande film con Michael J. Fox ti chiedo: qual è il segreto del tuo successo?

A parte mia madre non conosco nessun altro che mi consideri “uno dei migliori copywriter in circolazione”. Già mio fratello sostiene che “Quella bionda che lavora con te fa gli slogan più belli”. Comunque grazie, quanto ti devo per averlo scritto?

Circa i “risultati nei risultati” (vedi, come copy sono abbastanza banale, direi quasi anni 80) la mia fortuna sul web è essere partito dalla scrittura, essere passato dal blogging e dopo aver imparato i tecnicismi del SEO copywriting.

COPYWRITER, BLOGGER E SEO ALL’INIZIO LITIGAVANO, ORA SCRIVONO A SEI MANI. PIÙ PER PIGRIZIA CHE PERCHÉ VADANO SINCERAMENTE D’ACCORDO.

Al contrario mi sembra che il mercato attuale offra: SEO expert che si cimentano nella scrittura con poca convinzione e ancora meno originalità, scrittori che non sanno e non vogliono celare le loro aspirazioni da romanziere e blogger poco inclini alle questioni SEO.

Quindi ti direi che non c’è nessun segreto dietro a questa fortuna (“successo” è un participio passato di cui si abusa un po’ troppo). L’origine di questa mia fortuna è semplicemente la mia singolarità e a Google piacciono le cose singolari. Se non ci credi, cerca “donna con tre tette”.

  • Cosa ne pensi dei giovani copywriter che tentano di farsi strada nel mondo del web? Puoi indicarci dei nomi di alcune giovani promesse del settore?

Penso che facciano bene, se qualcuno ci riuscisse è pregato di spiegarmi come si fa. Comunque il concetto di “giovane” in Italia è iper-esteso: ci sentiamo “giovani” fino a 40 anni. Quindi in teoria ci rientro anch’io, rughe nella foto che ti ho mandato a parte (se gli dai un colpo di photoshop, grazie). E poi alle promesse dei copywriter, come di qualunque professionista della comunicazione, ho imparato a non credere.

  • Alcuni giorni fa abbiamo pubblicato un articolo in cui abbiamo messo in risalto l’importanza dello Storytelling, l’arte della narrazione inclusa in una strategia aziendale. Pensi che questo tipo di approccio possa essere valido per tutti i tipi di aziende? Come possiamo legare bene l’aspetto creativo a quelle che sono le regole per scrivere dei post che possano garantire una scalata delle SERP di Google?

In teoria sì: l’approccio storytelling può essere valido per ogni azienda.

PERCHÉ OGNI AZIENDA HA ALMENO UNA STORIA DA RACCONTARE.

Il problema è in pratica: raramente qualcuno vuole sentirla. Motivo per cui “Chi siamo” è la voce meno cliccata di ogni sito.

NON BASTA AVERE UNA STORIA, VA RESA RILEVANTE, INTERESSANTE E PIACEVOLE PER IL PUBBLICO.

Ed è qui che entra in campo la creatività, il cui principale compito è contrastare, o almeno nascondere, l’intento auto-celebrativo che ha spinto qualcuno, per uscire da una riunione estenuante, ad alzare la mano e dire “E se facessimo uno storytelling?” ricevendo l’approvazione di chi ha preferito sorridere, rispetto a chiedere legittimante “cavolo vuol dire storytelling?”. Forse anche qui entra in gioco l’Ego: sul lavoro abbiamo tutti paura di ammettere “Scusa, non ho capito”.

CIRCA LE RIPERCUSSIONI SEO, LO STORYTELLING PUÒ ESSERE MOLTO POTENTE.

Perché una produzione costante e continua di contenuti originali, se la sai ottimizzare, è la più grande risorsa disponibile per valorizzare un sito (o un brand) agli occhi dei motori di ricerca. Almeno secondo me.

Anni fa per un’azienda che vende fazzoletti abbiamo dato vita a un esperimento in quest’ambito. Il progetto si chiamava La scatola delle emozioni e ruotava intorno a un blog dedicato ai “film strappalacrime”. Avevamo persino creato il personaggio che firmava ogni pezzo: Cristina Cry, un nome un programma. Grazie all’originalità dell’approccio e a un lavoro di SEO copywriting costante, in poche settimane siamo riusciti a scalare le serp più rilevanti in ambito cinematografico, posizionando il prodotto come “lo sponsor ufficiale delle emozioni davanti allo schermo”.

  • Ultima cosa: un tuo consiglio da parte tua verso coloro che tentano di farsi strada nella tua stessa professione.

In generale consiglierei a qualunque aspirante creativo, e soprattutto a chi vuol fare il copywriter, di farsi un’esperienza di vendita. Si tratti di fare il rappresentate, il venditore porta a porta di enciclopedie o aspirapolvere, il commesso (a provvigioni) o il PR in discoteca, ma anche il promoter in fiera. Purtroppo camerieri e baristi in Italia non hanno percentuali sul servito, quindi sono più operai dell’industria eno-gastronomica che venditori. A ogni modo, i vantaggi di questa esperienza di vendita sono almeno tre:

  • impari a considerare la comunicazione non come fine a se stessa, ma come un supporto alla vendita (perché è così che la concepiscono le aziende che investono in comunicazione)
  • sviluppi skills che non puoi apprendere diversamente, inclusa una certa fame (o avidità) e una disincantata concretezza
  • se ti va male come creativo, hai un piano B che tutto sommato…

Non si può dire che l’ospite di questa settimana non si sia fatto notare, oltre che per la competenza, per una certa “singolarità” come l’ha definita lui. Ringraziamo dunque il nostro ospite per la sua disponibilità. Buon lavoro, Luca!

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Seo copywriting. La guida non definitiva.

Articolo apparso su http://blog.keliweb.it/tag/seo-copywriting-guida/

Diventa un copywriter migliore grazie al SEO copywriting.

guida al seo copywriting

La verità su chi scrivere per il web.

Giornalista online, web copywriter, webwriter, blogger, articolista, storyteller, copywriter seo… la galassia di chi scrive online sembra popolata di tante specie diverse, suddivise in tribù tematiche e, ancora, in clan (e persino sotto clan) che ruotano intorno a un sito o a un portale. Al di là delle proprie autorappresentazioni, così come alle leggi della fisica, della biologia o della termodinamica non frega nulla di chi sei, di che colore hai la pelle, che lingua o che dialetto parli, allo stesso modo i motori di ricerca funzionano democraticamente per tutti, senza esclusione. Quindi tutti, prima o poi, devono farci i conti.

Gli atteggiamenti tipici di chi scrive per fare questi conti sono due:

  • Rifiuto ostinato: “No, io quella cosa lì non la faccio e non me ne frega niente!” Atteggiamento tipico di chi ha scelto di scrivere per vivere, sognando di diventare ilnuovo Hemingway o il prossimo Bill Bernbach. Sotto sotto il web gli sta un po’ sulle p*lle, ma non è abbastanza onesto intellettualmente da ammetterlo. In cuor suo sogna il ritorno a un mondo di carta stampata. Se continuano a disboscare l’Amazzonia, ora sapete chi è il mandante morale.
  • Accettazione passiva: “Ok riempio il testo diKeywords, metto i link giusti, piuttosto che copiare mi taglio una mano e poi cos’altro devo fare?” Sicuramente più costruttivo come atteggiamento(,) ma questa seo-sottomissione è altrettanto deleteria al fine di produrre contenuti di qualità e farli trovare a chi è interessato a quell’argomento.

Fortunatamente esiste una terza via e consiste nell’utilizzare le “buone pratiche di seo copywriting” per scrivere meglio. È proprio questo l’argomento di questa guida, praticamente, un corso di seo copywriting in formato Bignami.

Seo copywriting-izza il tuo pensiero.

Sì, hai letto bene. Ho scritto pensiero. Magari non te ne rendi conto ma è quella cosa che fai anche tu prima di iniziare a scrivere. Più o meno da quando il lavoro ti è commissionato (sotto forma di mail, brief formale o “ci sarebbe da scrivere di…” al telefono o davanti alla macchinetta del caffè), oppure se hai un blog personale o legato a una tua passione, tra quando decidi di raccontare un episodio, condividere un pensiero o un’emozione e quando tocchi per la prima volta un tasto. Lo so, un po’ per colpa dei ritmi e po’ grazie alle abitudini trasmesse dai social network, questo tempo si è spesso ridotto a pochi, pochissimi istanti e parlare di pensiero può sembrare un’esagerazione. Non ti preoccupare, i tuoi lettori se ne accorgono.

A ogni modo, sia nel titolo sia nel paragrafo precedente, ho parlato di pensiero e non di scrittura perché, personalmente, ritengo che il lavoro debba essere fatto a monte. Se lo fai a valle, cioè se prima scrivi e poi cerchi di rendere il tuo pezzo un po’ più da seo copywriter, stai facendo litigare il piccolo Hemingway che c’è in te con un correttore di bozze antipatico che non parla la sua lingua. Un duello tra emisfero destro e sinistro che, nel migliore dei casi, può darti una brutta emicrania, oltre a farti perdere un sacco di tempo.

Quindi se vuoi usare questa guida, leggila e rileggila prima di scrivere il tuo prossimo pezzo.
Tipo adesso che non stai facendo un beneamato c*zzo.

Le 15 tecniche di scrittura seo che cambieranno per sempre i tuoi testi. Speriamo in meglio.

1. Se hai delle idee, #escile subito.

Il mantra dei fan italiani di Emily Ratajkowski e della più generosa Lucia Javorčeková è, probabilmente, il miglior consiglio professionale che potrai mai ricevere, seguire e/o dare a qualcuno nella tua vita. Descritta così sembra una vita un po’ triste, vero? Lo so, è che adoro umiliare il prossimo e tu hai avuto la pessima idea di metterti a leggere un mio pezzo.

Al di là del mio disprezzo per te, l’idea è che i motori di ricerca, ma anche i tuoi lettori, non hanno tempo da perdere ed energie da sprecare: vogliono capire subito di cosa stai parlando. Quindi non ci girare intorno, chiariscilo subito. Non cercare un titolo criptico la cui interpretazione richieda più di un paio di sinapsi, hai al massimo due righe per conquistare l’attenzione del tuo lettore e di Googlebot. Giocatele bene. Se vuoi divagare, giocare con le parole o disprezzare il lettore, hai tempo per farlo. Dopo che avrai conquistato l’interesse almeno di un lettore.

2. Empatizza con il tuo pubblico.

Non ti sto chiedendo di provare quello che sente chi ti potrebbe leggere; se lo facessi io, mi starei prendendo a schiaffi. Basta che ti limiti a chiederti cosa potrebbe cercare chi è interessato a ciò di cui stai per parlare. Se non riesci a fare questo sforzo cognitivo, o semplicemente non ne hai voglia, Google ti aiuta. Basta una ricerca, ad esempio googolando “seo copywriting” in fondo alla pagina ho trovato link a ricerche più specifiche e alternative. Ad esempio:

  • Seo copywriting guida, che guarda caso mi sono speso nel titolo;
  • Copywriter seo, che trovi subito all’inizio;
  • Corsi seo, usato al singolare qualche riga sopra;
  • Tecniche di scrittura seo, usato appena dopo;
  • Seo copywriting cos’è, sinceramente non avevo voglia di usarlo, per rispetto a te ma soprattutto a me stesso. Quindi lo riporto solo qui;
  • Seo copywriting it, onestamente non so perché Google lo indichi, visto che cercando “seo copywriting”, con navigazione anonima, il sito seocopywriting.it risulta nella nona e penultima posizione della prima pagina;

3. Organizza il tuo pensiero in paragrafi.

Tanto per cominciare il testo suddiviso in paragrafi riduce la probabilità di panico dei lettori di fronte a una pagina piena di parole, quindi aumenta la probabilità che ti leggano anziché cliccare da un’altra parte. Poi i paragrafi li aiutano a seguire la tua argomentazione. Naturalmente questo vale anche per spider dei motori, che nella pratica simulano quello che fa un lettore molto pigro.

Seguire questo principio, però, serve soprattutto a te. A schiarirti le idee, perché i paragrafi devono avere una loro coerenza interna. Se ogni testo fosse un viaggio (che metafora orrenda!ogni paragrafo sarebbe una tappa intermedia. Non ti ho convinto piccolo Hemingway? Allora mettiamola così: il libro ha i capitoli, la pagina web ha i paragrafi.

4. Titoli come se piovessero.

È un po’ la conseguenza logica dei punti 1 e 2. I titoli servono sia a #uscire le idee sia a organizzare il pensiero. È il tuo modo per segnalare ai motori di ricerca di cosa parli nel paragrafo o nei paragrafi successivi. Il titolo sintetizza, quindi sii sintetico. Al tempo stesso, essendo più evidenti rispetto al resto del testo, puoi usare i titoli per mandare dei messaggi diretti al lettore. Per i fan degli anglismi sono le “Call to action”, espressione abbastanza abusata, anche perché “invito all’azione” suona un po’ sfigato.

Non tutti i titoli sono uguali, sia per chi scrive sia per chi legge, ma soprattutto, sia per word sia per il web. Il programma di videoscrittura più diffuso del mondo ti permette di scegliere tra Titolo uno, Titolo 2, Titolo 3, Titolo 4… mentre l’html ha i tag <h1>, <h2>, <h3>, <h4>… e naturalmente non è una coincidenza. Quindi tira fuori il Bill Bernbach che è in te. Personalmente utilizzo un h1, due o tre h2 e un h3 ogni due o tre paragrafi, ma non è una scienza.

5. Ripeti spesso le keyword che t’interessano, ma in modo naturale.

Agli albori del web, bastava ripetere una keyword tante volte (keyword stuffing) per scalare una serp. Vista la velocità della rete, da allora sono passate vere e proprie ere geologiche, che prendono il nome di aggiornamenti. Se tratti un tema, è naturale che ripeterai la parola o espressione di cui stai parlando, ma non sforzarti nel farlo. Quindi non esagerare, i motori se ne accorgerebbero e ai tuoi lettori darebbe fastidio.

Non ci credi? Prova a immaginare se in ogni frase, allo scopo di indicizzare questo testo per “seo copywriter”, mi mettessi a ripetere la keyword “seo copywriter”… Dopo qualche riga abbandoneresti il testo pensando “Ho capito: il seo copywriter è uno che scrive di m*rda”. Poi magari, per farlo anche tu (il seo copywriter), ti metteresti a ripetere la keyword che a te interessa (nel mio caso “seo copywriter”, ma tu probabilmente ne hai un’altra in mente) nei tuoi testi. Se la cosa dilagasse e il web si riempisse di seo copywriter da strapazzo, ci ritroveremmo con siti illeggibili, pagine piene di ripetizioni e la gente ricomincerebbe a leggere i libri cartacei. Quindi, se vuoi salvare l’Amazzonia, vedi di diventare un seo copywriter decente e non fare keyword stuffing.

6. Usa il grassetto.

Il grassetto evidenzia al lettore alcune parole o frasi cui lo scrittore vuole dare enfasi. Supponendo che un lettore sia molto pigro o frettoloso (non come te che leggi parola per parola, nonostante ti abbia disprezzato più di una volta), quel lettore molto probabilmente leggerebbe giusto i titoli e le parole in grassetto. Con una buona approssimazione di verità, possiamo ipotizzare che sia quello che fanno i motori di ricerca quando finiscono su una pagina scritta da te.

In teoria, secondo le principali guide sul seo copywriting, ci sarebbe da usare anche il sottolineato e il corsivo. Ma pare che enfatizzino meno, quindi se vale la pena di enfatizzare, io vado di bold o di grassetto. A meno che non si tratti di un “virgolettato”, una citazione o un discorso diretto. Mentre il sottolineato mi fa casino coi link.

7. Non trascurare i metatag.

Entriamo un minimo sul tecnico, ma è necessario. I metatag title e description influenzano l’anteprima del nostro sito nei risultati del motore di ricerca. Quindi:

  • Nel title hai a tua disposizione dai 50 ai 60 caratteri, sicuramente inserisci qui la/le keyword/s che ti interessa/no, magari usando modi diversi di scrivere la stessa cosa;
  • Usa la description (circa 156 caratteri) per catturare il lettore, incuriosirlo, fargli venir voglia di cliccare;

8. Usa gli elenchi puntati (e quelli numerati).

Non saremo nipoti di Cesare Beccaria, ma non siamo neppure i figli della str*nza, quindi se anche per Manzoni era “Aiutati che il ciel t’aiuta”, per noi può essere “Aiuta il lettore che il motor t’aiuta”. E gli elenchi puntati (o numerati) aiutano parecchio:

  • Spezzano il testo;
  • Offrono la sensazione di essere più facilmente memorizzabili;
  • Danno ritmo;
  • Anche esteticamente fanno la loro porca figura;
  • Hanno molte più probabilità di essere letti.
    Non a caso, pur saltandoti un po’ delle cazzate che ho scritto sopra, stai leggendo qui proprio adesso;
  • Si sto parlando proprio con te;
  • Vedi: ne sto abusando, eppure continui a leggerli;
  • Sono irresistibili;

9. Cita e citati senza vergogna.

I link, sia interni sia esterni, sono importantissimi. Fondamentali. Circa i link esterni c’è addirittura chi sostiene che possano essere utili ad accreditarti, se citi fonti e siti importanti (che sul web si dice “ad alto pagerank”) ma c’è anche chi sostiene che facciano perdere forza alla tua pagina. Ancora una volta, non è una scienza. Nel dubbio fai sempre sì che siano più i link interni (a pagine del tuo stesso sito) che quelli esterni. Se devi prendere un sito a modello, nel dubbio fai come fa Wikipedia. Anche se le principali guide parlino di 2, massimo 3 link per pagina.

10. Attenzione a come linki.

Sia per i link interni, sia per quelli esterni, sono fondamentali le parole linkate, che quelli tecnici chiamano “anchor text”. Linkare espressioni generiche come “quest’articolo” o “clicca qui” significa sprecare un’opportunità. Quindi, al netto di quanto abbiamo detto fin ora, quando metti un link:

  • Linka le parole giuste, magari una keyword;
  • Metti in boldi link;
  • Se riesci, metti i linknei tuoi titoli;

11. Fai parlare le immagini.

Luca che c*zzo stai a dire?” Se leggendo il titolo questo è stato il tuo primo pensiero, innanzitutto, ti raccomando un po’ di educazione. In secondo luogo, ti raccomando un po’ di elasticità mentale. Le immagini che carichi in un articolo possono essere belle o brutte, a colori o in bianco e nero, fotografiche o grafiche/disegnate, ma tutte, nessuna esclusa, hanno un nome, che puoi far coincidere con latuakeyword.jpg, magari ripetendola con l’attributo alt quando la inserisci.
Pensaci, ti è mai capitato di finire su un sito cercando un’immagine?
Fai pure sì con la testa, ma non arrossire, non ho specificato che tipo di immagine fosse.

Analogamente puoi inserire un video, magari caricandolo prima sul tuo canale YouTube, così puoi decidere tu sia il titolo sia la didascalia, naturalmente fai si che siano coerenti con l’argomento trattato. Dico YouTube e non Vimeo o qualunque altra piattaforma di video sharing, perché YouTube da qualche anno è proprietà di Google.

12. Chi ben comincia, ben comincia.

Nessuno sa esattamente quanto possa andare a fondo Googlebot. Di certo, le cose più importanti che hai da dire dille (o #escile) subito, entro le prime 150/200 parole, come abbiamo visto al punto #1. Stessa cosa per keywords, stessa cosa per i link, stessa cosa per tutto il resto.

14. Non essere pigro.

Lo so, fin ora ti ho detto che gli spider sono pigri e i tuoi lettori, molto probabilmente, non sono da meno. Tuttavia tu non puoi permetterti lo stesso lusso. Perché, a parità di altri fattori, un testo ricco e ben strutturato ha più probabilità di indicizzarsi di uno breve, sullo argomento.

A seconda delle fonti, potresti leggere che un testo per essere seo-friendly è di almeno 300 parole o 400 o 500 o 600 o persino 2.000 parole (ho scritto “parole” non caratteri). Naturalmente, pur essendo in disaccordo, tutti lo affermano con certezza assoluta, anche se non ho mai letto nessuno citare un esperimento. Quindi siamo sempre sul “non è una scienza”. Io non ho la verità, né faccio finta di averla. Mi limito a consigliarti di scrivere un po’ più di quanto ritieni necessario. Al massimo i tuoi lettori leggeranno solo la prima parte e i titoli successivi. Quindi scrivili bene.

“Non essere pigro” si applica anche alla frequenza. Una pagina, un articolo, un post anche se scritto da Dio è una goccia nel mare del web. Quindi: datti da fare, insisti, presidia. Oltretutto, a furia di fare ricerche, documentarti, scrivere, pubblicare, rischi davvero di diventare un esperto di quell’argomento.

15. Considera tutto quello che ho scritto sul seo copywriting come niente di assoluto.

Te l’ho detto, non è una scienza ma non è neppure una religione o una filosofia, quindi non cercare guru del seo o sacerdoti del web. E, per quanto ti abbia disprezzato più volte, ti voglio premiare di essere arrivato fino a qui e ti risparmio i retorici “Content is the king” o “La qualità vince sempre”.

La verità è che, come sa ogni professionista del web onesto intellettualmente, qualunque cosa abbia funzionato fino a qui, potrebbe essere contraddetta dal prossimo aggiornamento di Google che penalizza ciò che fino a ieri era premiato.
Quando succederà e ti assicuro che succederà, cercati un’altra guida al seo copywriting. Magari scritta meglio.

 

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Audi Q7

Nuova Audi Q7. Oltre.

“Non ci sono mete troppo lontane o imprese troppo difficili.
Ogni limite esiste solo per essere superato.
Nuova Audi Q7. Oltre.”

Audi Q7

Copywriter: Luca Bartoli 
Art director
: Cristiana Soriano
Agenzia: Verba DDB
Cliente: Audi
Prodotto: Nuova Audi Q7
Spot tv e pubblicità STAMPA

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Slounge

Slounge

Manifesto

La nostra slounge way.

Ci muoviamo, ma lo facciamo senza fretta.
Il nostro corpo è il nostro strumento, lo usiamo. Ma non ne abusiamo.
È la curiosità a guidarci continuamente verso il nuovo.
Siamo aperti al mondo al 100% nel superare confini che non sono ancora stati tracciati.
Ci muoviamo slounge.

Pensiamo, consepevoli della nostra unicità. I nostri pensieri ed emozioni sono solo nostre.
Nessuno può dirci cosa possiamo o non possiamo fare, dire o pensare.
Siamo pastori non pecore. Decidiamo delle nostre vite. Scegliamo.
E nello scegliere, siamo rilassati. Tanto non esistono decisioni sbagliate.
L’unico errore è lasciarle prendere agli altri.
Pensiamo slounge.

Siamo positivi, ottimisti, curiosi. Siamo l’estensione di tutti i nostri pensieri.
Abbiamo piani perfetti da realizzare che chiamiamo sogni e mezzi potenti di nome entusiasmo e creatività.
Interpretiamo la realtà a modo nostro, la plasmiamo e la facciamo assomigliare alla nostra visione del mondo.
Tutta la fiducia, la saggezza e il coraggio che ci servono sono già dentro di noi, adesso.
Siamo sloungers. Unisciti a noi.


Copywriter: Luca Bartoli
Art Director: Nicola Cellemme
Agenzia: DLVBBDO, Milano
Cliente: Freddy
Prodotto: The Slounge Way

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Freee

Free. Back to life.

Proposta creativa di manifesto

FEEEL TO BE FREEE


Non sarà mai una maglietta a farti sentire FREEE.
E neppure una felpa.
Non saranno frasi divertenti con cui scandalizzare il prossimo tuo come te stesso.
E neppure loghi che inneggiano a inneggiare a qualcosa.

Non sono i soldi che spendi né quelli che tieni sotto il materasso.
Neppure l’essere “sereno nonostante la crisi” può farti essere davvero FREEE.
Non è dichiararti volutamente fuori moda e men che meno inseguirla.
Non è niente che puoi comprare e niente che puoi vendere.

Fregarente di quello che pensano gli altri, questa volta, non ti aiuterà a essere FREEE.
Figuriamoci il preoccupartene.
Basta che se ne parli” è morto, come è morta “la prudenza che non è mai troppa”.
I luoghi comuni sono sepolti, ma anche le mete alternative se la passano maluccio.

FREEE è cadere e saperti rialzare.
FREEE non è il campione imbattuto.
FREEE è lo sfidante a cui hanno rotto il culo che torna sullo stesso ring a darne più che può, sapendo che potrebbe prenderne molte di più.
FREEE non è vincere ma il voler giocare anche la rivincita.

FREEE è rimontare in sella su un cavallo troppo selvaggio perché tu lo possa domare. Ma non è sfidare la morte, semmai è scommettere sulla vita.
FREEE non è giocarti una seconda possibilità, ma giocare affinché ce ne sia una terza.
FREEE è immergerti due volte nelle acque dello stesso fiume non per scoprire che tutto cambia,
FREEE è farlo solo per sentirti nuovamente bagnato.

FREEE. FREEE FROM MUSTS.

free<


Copywriter: Luca Bartoli
Cliente: FREE clothing

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Io, NeoNarciso

Io, NeoNarciso.

Quando bello non basta.

Scritto da Luca Bartoli per Numéro Beauté – aprile 2007

La nuova vanità al maschile.

Verso la fine dell’ottocento Havelock Ellis, medico e psicologo, nel suo studio sull’autoerotismo definisce il narcisismo come una perversione sessuale in cui l’individuo fa di se stesso l’oggetto principale delle proprie pulsioni erotiche. Oggi in una società che definisce se stessa come ‘postmoderna’, quindi più moderna della stessa modernità, le cose si sono decisamente rovesciate. Medici e psicologi esaltano la masturbazione come precondizione di una sessualità felice mentre il narcisismo, privato della sua carica (auto)erotica, non è più una malattia. E se lo è, la cura è ancora ben lontana dall’essere scoperta.

Ma cosa significa oggi essere un narciso?

Narcisismo e neonarcisismo.

Per comprendere un fenomeno così attuale non possiamo di certo affidarci a trattati di psicopatologia o a rigide definizioni ‘da dizionario’ che tendono a enfatizzare la componente d’auto-ammirazione. Il narciso contemporaneo, in questo, stravolge completamente il mito narrato da Ovidio circa il bellissimo giovane condannato a innamorarsi della sua stessa immagine. Il neonarciso non passa il tempo celebrando agli altri la propria bellezza. Tutte le sue energie sono dirette al raggiungimento di un egoistico ed egocentrico desiderio di perfezione. E poiché quest’obiettivo è irraggiungibile per definizione, la sua vita è una lotta contro il tempo. Una compulsiva ricerca della novità, sia questa una dieta dai risultati miracolosi, un nuovo esercizio o l’ultima innovazione cosmetica appositamente pensata per lui.

La freneticità ha rovesciato il mito.

Perfetti si diventa?

È proprio il perfezionismo nella sua duplice valenza aspirazionale e nevrotica a fornirci, la chiave di lettura per comprendere il narciso del XXI secolo. Giudice implacabile di se stesso ed essere in perpetuo divenire, soddisfatto e orgoglioso della sua perenne insoddisfazione. Tanto ci sarà sempre un’area del proprio corpo da migliorare, un nuovo ideale da soddisfare e un ulteriore standard da raggiungere. L’identità del neonarciso è salva.

Il senso di mancanza diventa una bandiera.

 Edonismo e rivoluzione estetica.

All’inizio degli 80, dopo una ventina d’anni dalla loro nascita, si diffondono su larga scala le lampade a raggi UVA. La ricerca del piacere (e quindi del piacersi), imperante in quegli anni, è un motore inarrestabile. “Ormai abbiamo tutto, non resta che diventare belli”. La bellezza diventa status symbol. La bellezza è in vendita ed è alla portata di tutti. Centri estetici e solarium si affollano di donne e uomini uniti dal desiderio d’apparire più belli, diventando il teatro di questa rivoluzione. Una vera rottura col passato, se consideriamo che per secoli uomini e donne si sono presi cura di sé separatamente. Basta pensare alla distinzione, oggi ancora valida per certe fasce di popolazione, tra barbiere per lui e parrucchiere per lei.

L’ultima rivoluzione sessuale si compie con leggerezza.

 Tv e nuovi modelli.

Al di là del ruolo della pubblicità, che spesso più che innovare la società la rincorre, la televisione e in particolare il mondo delle serie televisive d’oltreoceano fanno di tutto per promuovere questi comportamenti sopratutto tra i più giovani. Si creano sex-symbol poco più che adolescenti per nulla imbarazzati nel prendersi cura di se stessi come, dove e quanto le proprie coetanee. Mike Seaver di Genitori in blue jeans, Zack Morris di Bayside school, per non parlare dell’intero cast maschile di Beverly Hills 90210, serie simbolo dei primi anni ’90. Ed è proprio nei dieci anni che precedono la fine del millennio che la tv mostra sempre più frequentemente uomini parzialmente o totalmente depilati, con grande gioia dei centri estetici che, cavalcando l’onda, offrono tariffe speciali ai loro nuovi clienti. Negli stessi anni nelle palestre di tutto il mondo si diffonde un nuovo ideale: il fitness. I corpi non sono più “mostruosi” come quelli dei bodybuider anni ’80, ma aggraziati, sinuosi e scolpiti a suon d’aerobica e cardio. Nei primi anni del nuovo millennio il cerchio si chiude: un numero crescente di trasmissioni e la fortunata serie Nip / Tuck puntano i riflettori sulla chirurgia estetica maschile: botulino, lipoaspirazioni ma non solo. Cade così l’ultima roccaforte riservata alle donne, ogni distinzione tra i generi è annullata.

La scatola che rende tutti schiavi ha liberato la bellezza. Per tutti.

 Il nuovo uomo sul grande schermo.

Anche il cinema fa la sua parte mostrandoci sempre più spesso divi ossessionati dal proprio aspetto non solo dietro la macchina da presa. Gli ’80 si aprono con Richard Gere e il suo American Gigolò, subito un punto di riferimento di un nuovo modo di essere uomo, lontano anni luce dai duri alla Bogart. Da lì a 20 anni il passaggio al narcisismo come mania è palpabile in American Psyco. Nella pellicola, il protagonista nell’evoluzione della sua follia è alle prese con maschere esfolianti, lettini solari e allenamenti ossessivi. Persino a casa nostra nel recente Saturno contro, Stefano Accorsi è alle prese con una crema per il contorno occhi, sotto lo sguardo incredulo della moglie, al secolo Margherita Buy.

Narciso è ormai uno di noi.

Il neonarcisismo tra virilità e omosessualità.

Ma come si relaziona il nuovo uomo con gli altri uomini e sopratutto come questi si relazionano a lui? I nostalgici del mito dell’uomo virile, quelli che mostrano con orgoglio il pelo sul petto e pensano che in fondo l’uomo “ha da puzzà”, lo guardano con sospetto. Ai loro occhi si tratta di una ‘mezza checca’ da etichettare e tenere a distanza. Per quanto riguarda i rapporti con il mondo omosessuale, i neonarcisi sono tutti, più o meno, consapevoli di avere uno stile di vita (oggi considerato) da gay. Alcuni ci scherzano su tranquillamente, mentre altri sentono ogni tanto il bisogno di mettere i puntini sulle ‘i’ e marcare la propria etero-identità.

Un’identità di frontiera.

I rapporti con l’altro sesso.

Quaranta anni di femminismo (o qualsiasi cosa fosse) sono, in parte, riusciti a demonizzare la ricerca di una bellezza fine a se stessa. Così, oggi una buona parte della popolazione femminile, se da un lato vive quasi con vergogna il bisogno di piacere e di piacersi, dall’altro condanna l’idea che un uomo si curi quanto o più di loro. Soprattutto, queste donne non accettano che lui lo faccia con orgoglio e alla luce del sole. L’unica difesa per preservare la propria autostima è mettere in dubbio la virilità di questi sedicenti nuovi uomini. L’invidia del pene si manifesta su altri oggetti di forma analoga, siano questi pinzette per le ciglia o rulli per la ceretta.

Fortunatamente per il neonarciso esiste tutta un’altra fascia di popolazione femminile che apprezza gli effetti di tanta cura e vanità. È una donna esteta, tendenzialmente più sicura di se stessa e della propria identità, che non si sente messa in discussione se il suo compagno le consiglia circa una crema o una dieta. Neanche se lui passa un po’ più tempo di lei nel bagno.
La bellezza ha sempre un prezzo.


Copywriter: Luca Bartoli
Agenzia: Freelance
Cliente: RCS Media Group
Prodotto: Numéro Beauté
Articolo sul tema “Metrosessualità”

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Giù le zampe dalla mia crema

Giù le zampe dalla mia crema.

Guida pratica per il nuovo uomo alla cura delle mani.

Articolo di Luca Bartoli per Numéro Beauté – novembre 2007


Dal pollice opponibile alla manicure.

Secondo Darwin il successo evolutivo dell’uomo ha origine nelle mani, nella capacità di opporre il pollice alle altre dita. Senza questa abilità sarebbero impossibili la maggior parte delle azioni quotidiane. Raggiunta la posizione eretta, nel corso dei secoli le mani hanno assunto diversi significati e persino una certa sacralità. Dalla chiromanzia all’imposizione delle mani, per guarire il corpo o per salvare l’anima. Dalla stigmate cristiana all’amputazione prevista per i ladri dalla legge coranica. Dalla ‘mano invisibile’, che in economia crea il benessere generale dalla somma degli interessi personali, all’inchiesta ‘Mani pulite’, fino al ‘fatto a mano’, segno distintivo che in un rigurgito anti(post)modernità contraddistingue i prodotti (industriali) di qualità superiore. Ma che valore hanno le mani per il singolo (nuovo) uomo?

Oggi più che mai, le mani sono potenti rivelatori sociali, più affidabili dei comuni status symbol (l’accessorio firmato può essere un ‘falso’, l’auto da sogno può essere un sogno preso a noleggio). Le mani dicono chi siamo (impronte digitali a parte) e cosa facciamo quotidianamente (spaccar legna o suonare il sassofono in una jazz band). Le mani incontrano e incantano, le mani seducono. Inevitabile quindi che il ‘nuovo uomo’, il nostro neonarciso, se ne voglia curare.

Da falegname ad agente segreto.

In attesa dell’arrivo massiccio di prodotti studiati appositamente per Lui, il nostro eroe deve abbandonare la trincea della mascolinità e partire in avanscoperta. Dopotutto, storicamente parlando, fino a ieri le mani le usava e basta (per cacciare, per raccogliere, per combattere e, infine, per costruire cose) e solo stamattina si è svegliato con l’irresistibile bisogno di prendersene cura. I rimedi ci sono, basta rubarli a nonne, sorelle e fidanzate varie. Il Santo Graal è a portata di mano.

La ricerca è iniziata, ma il non poter ammettere apertamente un così grande interesse per la “cura e il benessere delle proprie mani” (che persino scritto tra virgolette ha un suono decisamente poco virile) lo costringe a trasformarsi in uno 007 in incognito. Appostamenti in bagno, pedinamenti in profumeria, intercettazioni dall’estetista, scansione a raggi x del beauty case, ore e ore a trascrivere interminabili quanto soporifere conversazioni tra amiche.

Forzando il beauty del tesoro.

Lassù qualcuno lo ama o almeno gli dà una mano, e così la sua dedizione è premiata: accorgimenti, consigli, rimedi naturali e piante miracolose. Neonarciso non crederebbe ai propri occhi, se non stesse toccando con mano il suo tesoro. Per iniziare, qualche semplice accorgimento: ogni volta che si lavano le mani, è importante asciugarle bene, l’acqua potrebbe renderle ruvide, e subito dopo massaggiarle con una crema idratante. D’estate, crema protettiva sul dorso per evitare le rughe e d’inverno, oltre ai guanti, prodotti idratanti, nutrienti, antietà, antimacchia. E quando si usano i detersivi (amando così tanto sé stesso è molto probabile che neonarciso viva da solo) è sempre bene usare un paio di guanti di gomma foderati all’interno. Continuando a scavare nel forziere, ecco comparire i rimedi più naturali: massaggi con l’olio d’oliva e creme nutrienti da fare in casa. Ricette semplici, biologiche, quasi commestibili, come la crema per mani screpolate: lasciar fondere 4 cucchiai di burro di cacao, aggiungere 3 cucchiai d’olio di mandorle dolci e infine 5 cucchiai di succo di cetriolo. Mescolare con cura, raffreddare in frigo e buon appetito!

Salute e bellezza in punta di dita.

Le unghie non sono semplicemente un segno di bellezza, indice di amore e cura verso noi stessi, ma soprattutto un indicatore di salute. Quella parte di noi, che cresce ogni giorno di 0,1 mm, rivela eventuali disordini o carenze alimentari, ma anche disturbi e malattie da non trascurare. Un colorito pallido o giallo, fragilità, chiazze violacee o una pigmentazione simile a un ematoma sono campanelli d’allarme che meritano l’attenzione di un medico. Per tornare alla bellezza, anche per le unghie esistono rimedi ‘della nonna’ in grado di donar loro splendore in modo naturale. Bastano un cucchiaio di olio extravergine di oliva e uno di olio essenziale di limone, per avere un elisir di bellezza da applicare con un batuffolo di cotone. Tra le piante è l’equiseto, con il suo alto contenuto di silicio, il miglior rimineralizzante da integrare all’alimentazione. Alimentazione che non può trascurare, oltre al silicio, lo zolfo, la vitamina H, lo zinco e le proteine sulfonate.

Come fermare l’economia di autoconsumo.

Come sperimenta ogni bambino nei primi anni di vita, il corpo umano nasconde mille profumi e mille sapori. Crescendo però, l’estrazione di snack dalle cavità nasali e da altri parti del nostro organismo è censurata. A questo punto, comparando costi e benefici l’onicofagia, ovvero il rosicchiarsi le unghie, è una delle attività di autoconsumo meno interessanti: non offre un grande vantaggio in termini di gusto, i segni rimangono e il rischio di essere beccati sfiora il 100%. C’è chi lo fa per controllare l’ansia, chi in modo compulsivo, chi per sublimare in modo autolesionistico l’aggressività o per attirare l’attenzione. In ogni modo, implicazioni psicologiche incluse, non ci si fa una gran figura e neonarciso non vuole di certo tradire se stesso (anche se amandosi così tanto, sa che verrebbe perdonato senza passare neppure una notte a dormire sul divano). A soccorrerlo in farmacia, in erboristeria e in profumeria, prodotti e integratori per lenire la parte rovinata, e soprattutto oli per rendere sgradevole il sapore dell’unghia.
La storia è sempre la solita, per la bellezza c’è da rinunciare sempre a qualche peccato di gola.


Copywriter: Luca Bartoli
Agenzia: Freelance
Cliente: RCS Media Group
Prodotto: Numéro Beauté
Articolo sul tema “Metrosessualità e cura delle mani”

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Da NeoNarciso a NeoSansone

Da NeoNarciso a NeoSansone

Guida semiseria alla caduta dei capelli per il ‘nuovo uomo’.

Articolo di Luca Bartoli per Numéro Beauté – ottobre 2007


Dalle origini del mito alle cause del problema.

La Bibbia dedica quattro capitoli a Sansone, l’eroe leggendario che combatté i Filistei, uccise a mani nude un leone e cadde ingannato da una donna. Le Scritture narrano che fu Dalila, scoperto il suo segreto, a consegnarlo ai nemici, consigliando loro di tagliare le sue ‘sette trecce’, origine della sua forza.

La storia non ha fretta di cambiare. E mentre Venere continua a mietere più vittime di Bacco e Tabacco messi insieme, una fluente chioma resta un must per molti uomini, un autentico mito di virilità. Virilità che paradossalmente è il peggior nemico dei capelli, poichè è proprio il testosterone, il più maschile degli ormoni, la principale causa dell’alopecia androgenetica (nome scientifico della comune calvizia). In particolare, se proprio vogliamo andare a spaccare il capello, è la trasformazione dell’ormone in androstenedione a renderlo più fragile.

Della cute e del karma.

Origine e cause a parte, il ‘nuovo uomo’ o neonarciso (come lo abbiamo definito in precedenza) è consapevole, oggi come mai nella storia, che una folta criniera è il risultato di una cura e un’attenzione costante nel tempo. Una sorta di karma dell’estetica o, per rifarsi a modelli meno orientali, un “chi semina raccoglie” applicato a ogni cellula del nostro corpo. E quando si tratta di salute, cura o bellezza, la pubblicità sa essere maestra autorevole. Così, fin dagli anni ’80 non possiamo far finta di non sapere che “prevenire è meglio che curare” come ci ricordava continuamente un uomo in camice bianco. Sarà stata la semplicità del messaggio o il fascino di quell’uniforme, ma tutti sembrano averlo assimilato, come testimonia la maggior parte del milione e duecentomila risultati (solo in italiano) che si trovano accostando le parole ‘caduta’ e ‘capelli’ su un comune motore di ricerca. Una corsa nella rete a caccia di shampoo rivitalizzanti, integratori, impacchi, rimedi farmacologici prima di passare a quelli chirurgici, ai trapianti, agli autotrapianti e agli innesti. Prima che sia troppo tardi.

Non è mai troppo presto.

Prevenire, prevenire, prevenire. Il messaggio dei media riecheggia tra medici e televenditori, farmacisti e parrucchieri, dermatologi ed erboristi. E allora fin da teenager, addio a lacche, gel o simili, tanto in voga fino a qualche anno fa, meglio passare alle cere modellanti, considerate meno invasive. E poi, non più di due/tre lavaggi la settimana, per non sfibrare i nostri capelli, evviva le lozioni, sì al balsamo per proteggerli (forse il primo cosmetico ‘rubato’ all’universo femminile, prima di creme, cremine, esfolianti e antirughe). A seguire, sistemi di autovalutazione dello stato di salute dei nostri capelli: conteggio quotidiano, test del lavandino, tira-e-conta ecc. Il festival della prevenzione è solo all’inizio. E se proprio le cose non vanno per il verso giusto, ci sono sempre prodotti specifici per mascherare la calvizia in attesa di un miracolo. La posta in gioco è troppo alta, visto che per alcuni più che un difetto estetico o un segno del tempo, la calvizia è (testuali parole di uno delle centinaia di siti che trattano il problema) “una menomazione con ripercussioni psicologiche in grado di ridurre anche in modo considerevole il benessere complessivo della persona e quindi la sua qualità di vita”. In fondo, se quando ci vediamo bene ci sentiamo meglio, deve valere anche il contrario, no?

Miracoli in offerta speciale & affini.

Nella reclame quando non si usa l’autorità di un camice, di una ricerca o di un testimonial, si gioca a chi la dice più grossa: polveri magiche, impacchi traumaturgici, pillole della folta felicità, integratori reintegranti, parrucche intelligenti, paracadute follicolari, corsi d’addestramento per bulbi da difesa, innesti da battaglia. Il nostro neonarciso ormai neosansone, è confuso, allo sbando di fronte al progressivo diradarsi della sua chioma. Non sa più dove sbattere la testa: allo “Houston vi stiamo perdendo” si somma il “e se non facessi la scelta giusta” seguito dalla domanda “tutto questo stress si ripercuoterà negativamente sui miei già mortificati capelli?”. Una sorta di stress al cubo con contorno di disinformazione. Se il nostro eroe non si abbatte, qualche semplice ricerca, resa più facile dalla rete, può schiarirgli subito le idee. Basta saper accettare che i miracoli non esistono: il capello se ne è andato e non ritorna più. Escludendo la chirurgia, per molti troppo radicale, tra le soluzioni più interessanti incontriamo le, così dette, fiale anticaduta, che rinvigoriscono il capello ostacolando l’effetto indebolente dell’androstenedione. Chi le ha provate parla di una notevole riduzione dei caduti nel lavandino. Ci sono battaglie che si possono vincere e altre in cui è meglio limitare i danni.

L’importante è non arrendersi.

Rasati e contenti.

Talvolta però, la resa è inevitabile. Tanto vale farlo a testa alta, anziché calva. Negli ultimi 4/5 anni abbiamo assistito, così, al dilagare di una vera e propria epidemia. Dapprima pochi costretti dal fato infausto, poi i rasseganti che hanno deciso di fare le prove del Giorno del Giudizio, seguiti dagli ortodossi del “prevenire è meglio” e infine, quelli che l’hanno scelto per il gusto di scegliere, proprio perché non ne avevano alcuna necessità. Un contagio di dimensioni considerevoli, l’invasione dei rasati. Così mentre pochi estremisti si sono dati alla lametta, le vendite di rasoi elettrici regola-barba sono volate alle stelle. Il tutto naturalmente condito da un po’ di sana “coltivazione” mediatica (distorsione della realtà o semplice accelerazione di fenomeni già in essere portati alla ribalta) a suon di personaggi e sex symbol rigorosamente rasati. Bruce Willis, Fabio Cannavaro, fino ad arrivare all’icona del ‘nuovo uomo’ ipercurato e trendy, David Beckham.

In fondo si può essere belli anche senza capelli.


Copywriter: Luca Bartoli
Agenzia: Freelance
Cliente: RCS Media Group
Prodotto: Numéro Beauté
Articolo sul tema “Metrosessualità e cura dei capelli”

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NaturalSal

NaturalSal. Le Grotte del Sale.

Il benessere che nasce dal mare.

Storytelling online per sito NaturalSal.

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Un’oasi di relax e benessere vicino a casa.

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Sei mai stato/a in riva al mare? E riesci a ricordare (potrebbe essere necessario chiudere gli occhi e respirare profondamente per farlo) la sensazione di benessere che ti attraversa a ogni respiro?

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Benvenuto/a su www.NaturalSal.it, il sito dedicato al sale e al benessere che nasce dal mare.
Attraverso il menu e le varie pagine puoi trovare risposta a tutte le tue domande e scoprire il trattamento che fa per te.

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Grotte di Sale NaturalSal.

Le grotte e le stanze di sale NaturalSal nascono per offrirti il profumo, il clima e il benessere che provi, a ogni respiro, quando sei vicino al mare. A renderlo possibile è l’esclusivo nebulizzatore di soluzione salina Clima Marino. Un brevetto unico in grado di riprodurre l’essenza, il piacere e i vantaggi psicofisici di essere in riva al mare o nelle miniere di sale, notoriamente benefiche per la salute.

Le Grotte di Sale NaturalSal sono già presenti a Cinisello BalsamoCesano BosconeCesateLegnanoVareseRozzanoSondrio nuovi centri sono in cantiere grazie alle opportunità offerte dalla formula franchising NaturalSal.

TI È MAI CAPITATO, SOPRATTUTTO IN CITTÀ E NELLE FREDDE GIORNATE D’INVERNO DI SENTIRE IL BISOGNO DI FUGGIRE AL MARE?

Da oggi grazie alle Grotte di Sale NaturalSal è il mare a venire da te. Un microclima analogo a quello che si respira in riva al mare, nella tua città, ogni volta che ne senti il bisogno. Un’oasi vicino a te in cui entrare normalmente, con semplici copriscarpe protettive che vengono fornite dal centro. Un ambiente sicuro e confortevole per una pausa solitaria di relax, una chiaccherata con amici o amiche o, se vieni con il tuo bambino, uno spazio in cui rilassarti mentre lui o lei gioca o si guarda un cartone animato.

Uno strumento tecnologicamente all’avanguardia che sfrutta un principio molto antico, quello delle grotte naturali di sale, i cui effetti benefici sono testimoniati da numerose ricerche. Per chiarezza, ti informiamo che nonostante numerosi specialisti le consiglino come soluzione per problemi particolari, le Grotte di Sale NaturalSal non hanno scopi terapeutico-curativi, ma come obiettivo il benessere psicofisico generale della persona.

E i benefici iniziano ben prima di entrare nella grotta, già superata la porta. Grazie a Elisir il diffusore che spande naturalmente la fragranza NaturalSal “il Mare”, il miglior modo per prepararti al tuo benessere.

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Franchising Grotte del Sale

Le Grotte del Sale NaturalSal sono anche un’ottima opportunità di lavoro e un investimento vincente. Prendi parte al successo NaturalSal e fai del benessere il tuo business, clicca e scopri come aprire in Franchising la tua Grotta di Sale.

Grotta di Sale NaturalSal.

La grotta che porta in città il benessere che viene dal mare.

La Grotta di Sale è una spaziosa stanza progettata per il tuo relax e il tuo benessere le cui pareti, il soffitto e il pavimento sono completamente rivestite di purissimo salgemmahalite composta da cloruro di sodio. Proprio per questo la Grotta di Sale NaturalSal ti offre e ti garantisce una temperatura e un microclima costanti intorno ai 20° e un’umidità controllata intorno ai 40°. Così l’aria dentro alla grotta è completamente saturata da quegli stessi oligoelementi che compongono il nostro organismo. Inoltre, il sale combatte, in maniera del tutto naturale, la proliferazione di germi e batteri rendendo la stanza antisettica e antibatterica.

BENESSERE MULTISENSORIALE.

Nella grotta del sale la tecnologia si fonde alla scenografia, per un piacere e un relax che coinvolgono tutti i sensi. Mentre l’esclusivo nebulizzatore Clima Marino ricrea perfettamente il profumo del mare, l’ambiente riproduce l’interno di una grotta di saleLuci soffusecromoterapia, sistemi audio e video HD completano il quadro. L’ambiente ideale in cui rilassarti in tutta sicurezza grazie a ricambio d’aria garantito dal sistema di riciclo e alla sorveglianza costante effettuata tramite telecamera a raggi infrarossi.

BENESSERE PER TUTTI.

Una situazione a dir poco suggestiva, senza nessuna controindicazione o limitazione di età, in cui tutti possono godere dei benefici del clima marino. Un’atmosfera carica di ioni negativi dai molteplici effetti: miglioramento dell’umoreabbassamento dell’ansia e tutte quelle sensazioni di salute e vitalità che provi, a ogni respiro, quando sei vicino al mare. Tantissimi vantaggi, oggi disponibili per tutti. Persino per i bambini che possono trascorrere il tempo necessario nella grotta giocando o guardando un cartone animato.

Ogni stanza può contenere fino a un massimo di 8 persone tra adulti e bambini che vi soggiornano ognuno per 30 minuti.

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Tecnologia Clima Marino. Un’esclusiva NaturalSal.

Il nebulizzatore che porta il mare nelle Grotte del Sale.

Dietro al successo delle Grotte del Sale NaturalSal e dietro all’incredibile sensazione di benessere che puoi provare, a ogni respiro, entrando nella tua Grotta di Sale, ci sono una tecnologia esclusiva e un brevetto certificato CE, in linea con la normativa vigente e le direttive europee. Si tratta di Clima Marino in nebulizzatore che ricrea il microclima e riproduce perfettamente il profumo del mare.

Un gioiello di tecnologia prodotto in Italia e garantito per 10 anni che nebulizza una soluzione salina. L’effetto è un vapore asciutto che porta a chi lo respira i noti benefici del mare. Clima Marino è gestito automaticamente dal sistema e non necessita di manutenzione.

Quando la tecnologia impara dalla Natura.

Clima Marino non fa altro che riprodurre  tecnologicamente quello che il mare, il vento e il sale fanno da sempre: portare naturalmente beneficio psicofisico alle persone. Salsedineacqua e grotte naturali sono state sfruttate per secoli dagli uomini per i loro benefici, veri e propri angoli di paradiso e benessere.
Benefici e benessere che oggi sono disponibili per te in tutte le Grotte di Sale NaturalSal,

Per riprodurre perfettamente questa “tecnologia naturale” sono stati necessari anni di studi, sperimentazioni e test. Così è nato un apparecchio per aromaterapia salina a freddo, l’esclusivo nebulizzatore che diffonde l’aroma del mare e i suoi benefici.

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Tecnologia e prodotti

Per scoprire tutte le fonti di benessere disponibili nei centri NaturalSal e le altre tecnologie, clicca e visita il negozio dedicato al Sale e al Benessere che nasce dal mare o vai su Non solo sale.

Haloterapia

Per haloterapia (halos in greco significa sale) si intende la così detta terapia del sale. Ovvero l’assorbimento di particelle saline fatta per mezzo del’esposizione a microclimi come spiagge (idrohaloterapia), grotte salmastre e miniere di sale (speleoterapia) o microclimi analoghi naturali o realizzati artificialmente. Intento e scopo dell’haloterapia è ottenere un beneficio in termine di salute.

Haloterapia con micronizzazione o metodo NaturalSal con nebulizzazione?

I metodi utilizzati per portare benessere attraverso l’esposizione a particelle saline possono essere classificati in due categorie: la micronizzazione classica e la nebulizzazione. Il metodo usato nelle Grotte di Sale NaturalSal e realizzato attraverso l’esclusiva tecnologia Clima Marino appartiene a questa seconda categoria.

Differenze

La micronizzazione non è altro che la macinazione ad alta velocità del salgemma, ridotto a una polvere sottile ventilata all’interno della stanza di sale. La nebulizzazione, invece, consiste nel nebulizzare una soluzione idrosalina. Il risultato di questo secondo metodo è un leggero vapore secco che si diffonde all’interno della Grotta di Sale creando una nebbiolina.

Svantaggi e vantaggi

Se dal punto di vista tecnico i due metodi sono analoghi, scegliere la micronizzazione o la nebulizzazione fa una grande differenza in termini di svantaggi o vantaggi, tolleranza ed efficacia.

Le particelle di sale in polvere realizzate con la micronizzazione, pur essendo efficaci, sono bloccate in gran parte dai nostri filtri naturali, ad esempio dai peli del naso, che ne impediscono l’assimilazione. Al contrario le particelle nebulizzate sono completamente respirate ed assimilate.

In molti casi poi, il sale in polvere micronizzato risulta essere più aggressivo della nebulizzazione molto più delicata.

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NaturalSal ci tiene a chiarire che, nonostante numerosi specialisti le consiglino come soluzione per problemi particolari, le Grotte del Sale NaturalSal non hanno scopi terapeutico-curativi, ma come obiettivo il benessere psicofisico generale della persona.

Grotta di Sale Prezzi

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1 seduta 5 sedute 10 sedute 20 sedute
Bambini fino a 11 anni (è necessaria la presenza di un adulto) GRATIS GRATIS GRATIS GRATIS
Ragazzi dai 12 e adulti fino ai 60 anni 25,00 110,00 200,00 350,00
Senior dai 61 anni in su
(tariffa valida dal lunedì al venerdì Dalle 9 alle 12)
10,00 45,00 90,00
Senior dai 61 anni in su
(tariffa pomeridiana e festiva)
20,00 80,00 160,00
2° bambino fino a 11 anni
(oltre al primo GRATIS con un adulto accompagnatore)
10,00 40,00 70,00

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NaturalSal Srl – Via Giuseppe Garibaldi, 122 – Cinisello Balsamo – 20092 Milano, Italia

Cosa sapere sulle Grotte di Sale Naturasal.

Prima di entrare nelle grotte e nelle stanze di sale NaturalSal e goderti il benessere che viene dal mare è necessario seguire alcune semplici istruzioni:

  • prenota telefonicamente il tuo accesso alla Grotta del Sale e presentati con puntualità all’appuntamento,
  • porta un paio di calzini puliti da utilizzare solo nellaGrotta di Sale, in alternativa puoi usare dei copriscarpe offerti dalla struttura;
  • porta abiti comodi e sportivi per favorire il rilassamento, nelle Grotte di Salesi entra vestiti;
  • porta abiti leggeri, la temperatura della Grotta di Saleè di 18-22 gradi con una umidità regolata;
  • puoi portarti un pareo da appoggiare sulla sdraio, se lo preferisci, e/o una copertina per riscaldarti;
  • lascia il cappotto al guardaroba, borsa e cellulare spento negli armadietti di sicurezza all’esterno della Grotta e non introdurre cibi o bevande;
  • se accompagni un bambino sotto dei 12 anni, è necessaria la tua presenza. Il suo ingresso è gratuitoe il prezzo è calcolato solo sull’adulto che lo accompagna;

Per goderti al massimo la tua esperienza nella Grotta di Sale, NaturalSal ti invita a:

  • rilassartisulle comodo poltrone relax e goderti un momento tutto per te. Ti invitiamo perciò al silenzio, così che anche gli altri visitatori possano godere della stessa esperienza. Naturalmente, se nella tua sessione sono previsti bambini, sarai avvisato/a al momento della prenotazione;
  • non preoccupartidel tempo, la fine della tua sessione ti sarà segnalata dagli addetti. Naturalmente puoi uscire quando vuoi nel caso lo ritenessi necessario;
  • non toccare i muri della Grottao della Stanza di Sale così come le attrezzature tecniche che trovi nei centri Grotte del Sale NaturalSal;
  • mantieni l’ambiente più igienico possibile, lavandoti le mani un attimo prima di entrare nella grotta;

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Ora che sai cosa c’è da sapere prima di entrare nelle Grotte di Sale NaturalSal e che sai cosa fare quando ti trovi dentro alla tua Grotta, prenota la tua prima visita.

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Non solo Grotte di Sale.

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Per il tuo benessere NaturalSal non ti offre solo la possibilità di fare una pausa rilassante, piacevole e salutare nelle sue Grotte di sale, ma molto molto di più:

  • SaltLab,la linea completa di prodotti a base di Sale Rosa dell’Himalaya e sali del mondo;
  • Relax Point, l’esclusiva poltrona massaggiante;
  • Vanity Light, la prima lampada antirughe;

Relax point.

Massaggio, benefici e relax.

Il massaggio, si sa, è una delle poche pratiche che possono portarti un immediato benessere psicofisico e ridurre lo stress, accumulato durante il giorno, in pochi minuti. È sensazione piuttosto diffusa, dopo un massaggio, sentirsi più leggeridistesirilassati ma non solo. Alcuni, addirittura, si addormentano durante un massaggio, altri si godono fino all’ultimo secondo ogni piacevole sensazione.

Questi sono solo alcuni dei tantissimi benefici per il corpo e per la mente che fino a oggi non hai potuto regalarti, quanto avresti voluto, per questioni economichelogistiche e di tempo.

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Relax Point è l’unica poltrona massaggiante, presente sul mercato, in grado di effettuare automaticamente e con la massima efficacia, tre tipi di trattamento:

  • massaggio plasmante: kneading
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Inoltre puoi utilizzare Relax Point in abbinamento con il trattamento antirughe di Vanity Light, per una pausa rigenerativa che ha effetti su pelle, corpo e mente.

Tariffe poltrona massaggiante professionale Relax Point – Prezzi in euro.

15 minuti di massaggio 5,00
30 minuti di massaggio 10,00

Poltrona Relax Point + Lampada antirughe Vanity Light – Prezzi in euro.

1 seduta 25,00
5 sedute 110,00
10 sedute 160,00

 

Vanity Light. La lampada antirughe.

Il volto rivela molte cose di noi, prima di tutto la nostra età.
Lo sappiamo tutti e tutti prima o poi abbiamo sognato di apparire più giovani, di far sparire i segni del tempo
, di ringiovanire. Da oggi tutti questi sogni sono realtà e hanno un nome: Vanity Light, la lampada antirughe NaturalSal.

Nata da una lunga serie di studi, Vanity Light mantiene la promessa e consente un effettivo e immediato ringiovanimento della pelle. La chiave di tutto è il collagene, una proteina responsabile dell’elasticità della pelle e del costante rinnovamento delle sue cellule, che quando inizia a diminuire è principale responsabile dei segni del tempo, come purtroppo scopriamo giorno per giorno allo specchio. Ma, per fortuna le ricerche hanno evidenziato che la produzione di collagene può essere stimolata da una luce rossa fredda con lunghezza d’onda di 633 nanometri.

Effetto antietà.

Utilizzare Vanity Light è un po’ come girare all’indietro le lancette del tempo, basta una prima seduta di 10 minuti per vedere risultati tangibili:

  • riduzione delle rughe;
  • pelle più luminosa;
  • aspetto più giovane;

E il risultato è assicurato.

Inoltre puoi utilizzare Vanity Light in abbinamento con il massaggio di Relax Point, per una pausa rigenerativa che ha effetti su pelle, corpo e mente.

Lampada antirughe Vanity Light – Prezzi in euro.

1 seduta 20,00
5 sedute 90,00
10 sedute 160,00

Lampada antirughe Vanity Light + Poltrona massaggio Relax Point – Prezzi in euro.

1 seduta 25,00
5 sedute 110,00
10 sedute 160,00

Franchising NaturalSal. Quando il successo è naturale.

Il Benessere. Una fonte di business inesauribile.

Il grandissimo successo delle sigarette elettroniche, uno dei business più caldi del momento, ci insegna anche in tempo di crisi le persone sono disposte a spendere nella speranza di stare un po’ meglio. In questo caso – al contrario dell’opportunità offerta di NaturalSal – si tratta di una semplice aspettativa, che non porta risultati immediati percepibili dalla prima prova e, soprattutto, quello delle sigarette elettroniche è un mercato già saturo, che non offre grandi possibilità ai nuovi player. Queste sono alcune delle tante ragioni per cui prendere in considerazione la possibilità di aprire le tue Grotte del Sale in franchising. Una grandissima opportunità di guadagno, grazie a un’attività in forte sviluppo e con un partner vincente come NaturalSal.

Con NaturalSal il successo è naturale. 

AFFILIARSI IN FRANCHISING A NATURALSAL:

  • è un’opportunità aperta a tutti, perché per aprire una Grotta del Salenon è richiesta alcuna qualifica professionale;
  • è una garanzia di successo, grazie al contratto di franchising che lega NaturalSal alla tua attività, alla formula “chiavi in mano” e alla sicurezza di ricevere tutto il know how di cui hai bisogno;
  • è una certezza, grazie a un format collaudato e curato nei minimi particolari, dal risultato sorprendente e di grande impatto;
  • è etico, poiché tutta l’attività è legata al donare benessererelax ai visitatori;
  • è un business in crescita, perché tutti hanno sempre più bisogno di benessere e relax;
  • è un’attività completache ruota intorno alle Grotte di Sale ma che include anche trattamenti antirughemassaggi a un prezzo molto competitivo e vendita di prodotti con un focus sul Sale Rosa dell’Himalaya e sui suoi enormi poteri;
  • è un’opportunità esclusiva, come esclusiva è la tecnologia Clima Marino, frutto di anni di ricerche per replicare nelle Grotte del Sale NaturalSalil benessere generale e i benefici specifici che la natura dona attraverso il mare, il salgemma e le grotte naturali;
  • è marketing esperienziale, in cui alla vendita di prodotti e all’erogazione di servizi si legano emozionifondamentali come il relax e il benessere. Oltretutto grazie al diffusore Elisir che NaturalSal suggerisce di istallare a tutti i suoi partner, si sfrutta l’olfatto: l’unico tra i cinque sensi che interagisce direttamente col cervello senza intermediari. Per questo gli odori si ricordano meglio delle immagini;
  • è un’offerta credibile per i propri clienti, basta infatti una sola sessionenelle Grotte del Sale, davanti all’antirughe Vanity Light o massaggiati dalla poltrona Relax Point per toccare con mano, sentire e vedere i risultati promessi, generando così da subito un’altissima fidelizzazione;

Prendi parte a un successo made in Italy.

Il successo NaturalSal iniziato a Cinisello Balsamo e presto allargato a molte città della Lombardia sta crescendo in tutta Italia. Prendine parte, affiliati ed entra in una squadra vincente.

COSA ASPETTI? RICHIEDI MAGGIORI INFORMAZIONI SULL’OPPORTUNITÀ DI APRIRE UNA GROTTA DEL SALE IN FRANCHISING:

  • scrivi adesso a info@naturalsal.it
  • chiama lo 02.39.46.10.33 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17.

E ricorda: con NaturalSal il successo è naturale.

Come aprire le tue Grotte del Sale NaturalSal.

Aprire un centro NaturalSal in franchising è molto più semplice di quanto tu possa immaginare e ti offre garanzie che difficilmente gli altri business possono offrirti. Un’opportunità da prendere al volo per entrare nell’affare del momento. Eccoti presentato il tutto in quattro semplici passaggi. Leggili con attenzione mentre inizi a immaginare quanto redditizia possa essere quest’attività oppure contatta subito NaturalSal per ricevere informazioni su misura e senza impegno:

  • scrivi adesso a info@naturalsal.it
  • chiama lo 02.39.46.10.33 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17.

Conoscere l’opportunità.

Il primo step è sicuramente conoscere tutti i dettagli dell’attività. Una visita nel centro NaturalSal di Cinisello Balsamo ti permetterà di toccare con mano il tuo nuovo business e vedere di persona lo staff all’opera.
In questa sede ti saranno spiegati tutti i dettagli e ti saranno trasmessi i primi rudimenti, poi completati e approfonditi per farti arrivare all’apertura della tua Grotta del Sale NaturalSal pronto/a e preparato/a.

Location.

Il tuo centro NaturalSal necessita di alcuni requisiti:

  • 40/60 metri quadridi superficie rappresentano una dimensione ideale,
  • ubicazione in strade di passaggiocon una buona visibilità, meglio se vicino a scuole asili, farmacie, centri commerciali,
  • possibilità di parcheggioper i clienti,
  • affittonon superiore a € 1.000 al mese,
  • interni in buone condizioni,

Ritenendo questa fase fondamentale, lo staff NaturalSal è disponibile a valutare insieme a te la location migliore per la tua attività nella tua città.

Progetto.

Ogni nuovo centro è completamente progettato dall’architetto NaturalSal. Il format rende immediatamente riconoscibile ogni centro NaturalSal, sia dal punto di vista dei materiali sia da quello dei colori. Le possibilità di personalizzazione sono comunque notevoli e rendono unico ogni centro.

Realizzazione.

Il passaggio dal progetto alla realizzazione completa, grazie ai tecnici NaturalSal, richiederà sono pochi giorni. Perché una volta presa una decisione, a nessuno pace aspettare.

A proposito: cosa aspetti? Entra e prendi parte a un successo naturale:

  • scrivi adesso a info@naturalsal.it
  • chiama lo 02.39.46.10.33 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17.

E ricorda: con NaturalSal il successo è naturale.

 

Le grotte di sale a Cesano Boscone.

La Grotta di Sale di Simona de Luca.

  • Chiama ora il 02 39 93 27 26
  • Scrivi a cesanoboscone@naturalsal.it

INDIRIZZO GROTTA DI SALE CESANO BOSCONE.

Via Pasubio 2, 20090, Cesano Boscone (MI)
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Foto gallery Grotte di Sale di Cesano Boscone.

Le grotte di sale Cesate.

I segreti del Sale.

  • Chiama Davide al 347 46 24 180
  • Chiama Stefania al 331 44 59 560
  • Scrivi a info@isegretidelsale.eu

INDIRIZZO GROTTE DI SALE A CESATE (MILANO).

Manca indirizzo, Cesate.
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Foto gallery Grotte di Sale a Cesate.

Le Grotte di Sale Cinisello Balsamo.

NATURAL SAL – Le Grotte di Sale.

  • Chiama ora il 02 394 610 33
  • Scrivi a  info@naturalsal.it

INDIRIZZO GROTTE DI SALE A CINISELLO BALSAMO.

Via Giuseppe Garibaldi – 122, 20092, Cinisello Balsamo (MI)
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Foto Gallery Grotte di Sale Cinisello Balsamo.

Le Grotte di Sale Legnano.

Centro convenzionato con Il pianeta dei bambini.

HALOS WELLNESS di Borra Stefano.

  • Chiama ora lo 0331 19 67 391
  • Scrivi a legnano@naturalsal.it

Indirizzo Grotte del Sale Legnano.

Corso Garibaldi – 135, 20025, Legnano (MI)
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Foto Gallery Grotte di Sale a Legnano.

Le Grotte di Sale Marnate (Varese).

Salbene di Michela Scacchetti.

  • Chiama adesso il331 40 23 586
  • Scrivi a marnate@naturalsal.it

INDIRIZZO GROTTE DI SALE A MARNEATE (VARESE).

Via Armando Diaz – 70, 21050, Marnate (Varese)
Clicca qui per vissualizzare la mappa su iPad, tablet e Android.

Foto Gallery Grotte di Sale Marnate.

Le Grotte di Sale Rozzano (MI).

Il Mare in una Stanza.

  • Chiama adesso lo 02 3946 1018
  • Scrivi a rozzano@naturalsal.it

INDIRIZZO GROTTE DI SALE A ROZZANO

Via Lombardia – 73, 20089, Rozzano (MI)

Foto Gallery Grotte di Sale Rozzano.

http://www.naturalsal.it/sondrio

Le grotte di sale Tirano (Sondrio).

RESPIRO DI MARE.

  • Chiama ora lo 0342 70 55 55
  • Scrivi a tirano@naturalsal.it

INDIRIZZO GROTTE DI SALE A SONDRIO

Viale Italia – 119, 23037, Tirano (Sondrio)

Copywriting: Luca Bartoli

 

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