Projection Mapping | Seven The Double

Seven The Double

Primo spot italiano che mostra la tecnica del projection mapping.

Spot Seven The Double 2012

projection mappingBackstage projection mapping


Copy writer: Luca Bartoli
Art director: Gabriele Goffredo
Cliente: Seven
Prodotto: the double
Spot tv

Projection mapping.

Il projection mapping è una tecnologia multimediale che permette di proiettare della luce o dei video su superfici reali, in modo da ottenere un effetto artistico ed alcuni movimenti inusuali sulle superfici interessate.

Il mapping è una particolare forma di realtà aumentata che gioca sulla illusione ottica tra la superficie reale e la sua seconda “pelle” virtuale, alterando la percezione visiva ed arricchendo la percezione sensoriale umana attraverso videoproiezioni, e talvolta con l’aiuto di vari dispositivi come smartphone, webcam, auricolari, caschi 3D e sensori. La videoproiezione più comune è quella che vediamo sugli edifici architettonici monumentali, su oggetti oppure su pareti all’interno di stanze con una mappatura a 360° gradi.

Attraverso l’uso di software specifici, i volumi delle facciate vengono disegnate e riprodotte con potenti proiettori. Il software è in grado di proiettare diverse clip video contemporaneamente, combinando uno o più proiettori insieme, a seconda della dimensione della superficie da “mappare“.

La riproduzione dei video gioca su tre trasformazioni geometriche principali che permettono di far coincidere il modello virtuale con il piano reale: anamorfismo, omotetia ed omografia. Quasi ogni superficie può essere usata come superficie per la proiezione di immagini 2D e 3D, statiche o dinamiche, composte anche solamente da semplici luci colorate o da laboriose animazioni.

Come fare un projection mapping.

Dopo aver scelto la superficie sulla quale si vuole proiettare il video (ad esempio una facciata di una chiesa, una semplice parete o una stanza a 360°), bisogna procedere con i seguenti passi:

  1. ricreare la facciata/superficie sul computer con un modello virtuale; per ottenere queste misure occorre rilevare la facciata con differenti tecnologie di misurazione. Le coordinate devono essere definite per ogni oggetto presente sulla superficie.
  2. dopo di che ottenute tutte le informazioni corrette per replicare virtualmente la superficie, si procede con la “mascheratura“, cioè serve collocare una maschera in modo da abbinare le forme e le posizioni dei vari elementi dell’edificio ricreando l’esatta proiezione della facciata reale; l’orientamento degli oggetti sugli assi xyz devono essere posizionati rispetto al proiettore, infatti la posizione, l’orientamento e il tipo di lenti definiranno la scena virtuale.
  3. successivamente vengono applicati alla maschera gli effetti che verranno proiettati, ricorrendo a specifici software capaci di creare ottimo effetti speciali ed illusioni ottiche;
  4. terminato il video si passa alla prova di proiezione sulla superficie reale utilizzando proiettori oltre i 20.000 lumen, necessari anche ad illuminare pareti di grandi dimensioni all’interno di aree urbane con la presenza dell’inquinamento luminoso; in alternativa per piccole proiezioni possono bastare 5000 lumen;
  5. a questo punto avvengono le regolazioni manuali, intervenendo direttamente sull’ottica dei proiettori per garantire una corretta focale delle lenti;
  6. in occasione di grandi eventi urbani é necessario collocare la strumentazione sonora per accompagnare lo spettacolo/proiezione e fare accurate prove sulla sincronizzazione del video.
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