Rolling Stone Magazine

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Sesso, droghe e Rolling Stone.

In copertina: Beppe Grillo, Marilyn Manson, Kanye West, Michael Moore, Eminem, Bob Marley, Jim Morrison, Rolling Stones, Kiss,Vasco Rossi, Fabio Volo, Homer Simpson, Valentino Rossi


Copywriter: Luca Bartoli
Art director
: Velia Mastropietro
Agenzia: D’Adda, Lorenzini, Vigorelli, bbdo, Milano
Cliente: Rolling stone magazine
Spot tv

Copertine Rolling Stone Italia.

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Rolling Stone Magazine

da wikipedia

Rolling Stone è un periodico statunitense di musica, politica e cultura di massa.

Il nome della rivista trae origine dal singolo di Muddy Waters Rollin’ Stone.

Storia

Fondato nel 1967 a San Francisco da Jann Simon Wenner (tuttora editore) e dal critico musicale Ralph J. Gleason, Rolling Stone venne inizialmente identificato con la scena hippie, per poi prendere le distanze dal mondo delle riviste underground e dall’orientamento politico radicale delle stesse, abbracciando anche canoni giornalistici più tradizionali. Ma la politica rimase un elemento fondamentale della rivista, che ne fece il suo marchio nei primi anni settanta grazie al gonzo journalism di Hunter S. Thompson.

La rivista, che lanciò Cameron Crowe e tanti altri, divenne tanto influente che i Dr. Hook & The Medicine Show intitolarono una loro canzone (scritta da Shel Silverstein) Cover of the Rolling Stone (“La copertina del Rolling Stone”).

Negli anni ottanta, pur continuando a ospitare giornalisti e scrittori che erano diventati ormai icone, come lo stesso Thompson, Rolling Stone assunse alcune caratteristiche che aveva precedentemente evitato. Si spostò a New York nel 1976, e molti considerano questa data l’inizio del cambiamento della rivista. Molti collaboratori andarono via e molti altri firmarono, e le copertine si orientarono sempre di più alle star del cinema. Tra il 1980 e il 1982 una sorta di spin-off fu edito dalla sorella di Jann Wenner, Kate. Secondo il libro Rolling Stone Magazine di Robert Draper, fu a metà degli anni ottanta che Rolling Stone smise di lanciare le mode musicali per cominciare a seguirle.

Alla fine degli anni novanta la rivista pubblicò una foto della nascente popstar Britney Spears, che fece molto scalpore anche perché mostrò chiaramente che la diciassettenne aveva subito un’operazione di “gonfiamento” chirurgico.

Nei primi anni del 2000, dovendo affrontare la concorrenza (MaximFHM e altri), Rolling Stone si reinventò, accogliendo Ed Needham, ex editore di FHM. La rivista cominciò a rivolgersi a un pubblico più giovane e a orientarsi molto più spesso al sesso, parlando ad esempio di giovani sexy-star della TV o del cinema, o ancora della pop music. Alcuni lettori di lunga data denunciarono il cambio di rotta della rivista, affermando che Rolling Stone era diventato un superficiale tabloid e aveva tradito la sua storia di astuto osservatore musicale e culturale, enfatizzando lo stile a scapito della sostanza[2]. È comunque da quel momento che Rolling Stone ha ripristinato il suo mix originale di contenuti, ospitando di nuovo inchieste politiche (da una prospettiva fieramente orientata a sinistra), con una notevole crescita nelle vendite. L’attuale editore è Will Dana.

Per festeggiare quello che la rivista chiama il “50º Anniversario del Rock” (2004), Rolling Stone iniziò a pubblicare degli elenchi che individuassero le pietre miliari della storia del rock. Questi elenchi destarono molte discussioni tra i critici. Nel 2003 fecero la loro comparsa “The 100 Greatest Guitarists of All Time” (I 100 più grandi chitarristi di tutti i tempi) e “The 500 Greatest Albums of All Time” (i 500 migliori album di ogni tempo); l’anno successivo fu la volta dei “50 Moments That Changed the History of Rock & Roll” (I 50 momenti che hanno cambiato la storia del rock’n’roll) e di “The 500 Greatest Songs of All Time” (Le 500 canzoni migliori di tutti i tempi). Uscì anche “The Immortals The 100 Greatest Artist of All Time”, un elenco de Gli immortali I 100 Migliori Artisti di Tutti i Tempi, e “The 100 Greatest Singers Of All Time”, riguardante I 100 Migliori Cantanti di Tutti i Tempi del Novecento, lirica esclusa.

La lista dei 100 migliori chitarristi destò una forte reazione, tra i lettori e gli appassionati del genere, non solo per chi era presente (Kurt Cobain davanti a Brian May, David Gilmour e Mark Knopfler), ma anche per chi non c’era: Eric Johnson, Joe Satriani, Steve Vai, Slashe altri. Ma anche perché il termine migliore significa una prestazione in senso lato, difficile da dimostrare in campo musicale con preferenze così soggettive.

Il 7 maggio 2006 Rolling Stone pubblicò il suo speciale per la 1000ª copertina[3]. Influenzata da quella di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles, la cover ospita le più celebri star delle copertine di RS.

Rolling Stone e la politica.

Pur essendo una rivista di intrattenimento, Rolling Stone ha sempre cercato un ruolo nel dibattito politico. Le sue radici hippie le hanno dato una prospettiva editoriale liberale. Il celeberrimo Hunter S. Thompson fu il suo più grande corrispondente politico, e curò la sezione National Affairs. Matt Taibbi prese il suo posto alla sua morte. La rivista ha criticato aspramente l’amministrazione Bush.

Nel numero del 4 maggio 2006, RS pubblicò un articolo di Sean Wilentz, storico della Princeton University, in cui Bush era definito “probabilmente il peggior presidente della storia”, con una “combinazione di impotenza, pigrizia e inettitudine per questo lavoro[4].

Prima delle elezioni presidenziali del 2004, Rolling Stone dedicò una copertina a John Kerry, con il quale si schierò apertamente. Anche Bill Clinton e Al Gore erano stati in copertina.

Su RS fu pubblicato anche un articolo di Robert Kennedy Jr., spesso citato da Clinton, in cui si afferma che Bush ha imbrogliato alle elezioni del 2004[5].

Rolling Stone e la  cultura di massa

Rolling Stone è ampiamente considerato la principale forza promozionale per la musica nella cultura americana, insieme a MTV. Viene citato spesso in molte opere, ad esempio nel film semi-autobiografico Quasi famosi di Cameron Crowe e nel cult movie Alta fedeltà, tratto dal romanzo di Nick Hornby. Nel film Cars – Motori ruggenti, invece, la rivista viene chiamata Rolling Tire. Alla fine di Prima o poi me lo sposo Drew Barrymore legge un numero di Rolling Stone con Billy Idol in copertina. Si tratta del n. 440, del 31 gennaio 1985: il film è ambientato in quell’anno.

Sono di RS, inoltre, molte delle copertine più controverse della cultura pop: una delle più discusse ritrae un’allora diciassettenne Britney Spears in una posa da Lolita. Quel numero suscitò numerose voci riguardo a delle fantomatiche protesi al seno della cantante, che smentì.

L’attuale logo della rivista, creato da Jim Parkinson, fu usato come base per le immagini promozionali del film School of Rock.

RS, inoltre, è considerato una delle riviste più influenti per quanto riguarda le recensioni cinematografiche.

 

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